Inchiesta di Tagliacozzo – Avviata la chiusura dibattimentale: le richieste del Pm

Le richieste di condanna per il sindaco Maurizio Di Marco Testa, Giampaolo Torrelli, Angelo Di Marco, Giancarlo Bonifici, Angelo Poggiogalle, Maurizio Palmeggiani. Richiesta di assoluzione per Antonio e Luigi Mastroddi per non aver commesso il fatto

Si è tenuta nell’aula 4 del tribunale di Avezzano l’udienza che avvia la chiusura dell’istruttoria dibattimentale del processo denominato “Di Marco Testa Maurizio + 7”: collegio giudicante presieduto dal giudice Zaira Secchi e, per la pubblica accusa, il Pubblico ministero Stefano Giovagnoni.

Una udienza che, innanzitutto, ha reso palpabile lo stato di smantellamento del Tribunale di Avezzano. La pubblica accusa è stata affidata al Pm Giovagnoni, sostituto procuratore al tribunale di Teramo che dal gennaio 2021 è impegnato al Tribunale di Avezzano, due volte a settimana, per le sole udienze: un Pm, diciamo, a scavalco.

Ma questa inchiesta mette a nudo anche lo stato in cui versa la giustizia nella Marsica. Sono ben 3 i pubblici ministeri che si sono avvicendati nella conduzione delle indagini e nel corso dell’iter processuale, nel corso del quale è crollato, finora, buona parte dell’impianto accusatorio iniziale.

“Mani pulite nella Marsica”

I fatti trattati in questo processo sono quelli ormai residuali della spettacolare operazione “Mani pulite nella Marsica”, che all’alba del 31 marzo 2016 decapitò l’amministrazione comunale di Tagliacozzo.

Sei anni fa fu infatti arrestato il sindaco Maurizio Di Marco Testa, un amministratore, un tecnico e un imprenditore, 12 in tutto gli indagati. A emettere quel provvedimento il gip Maria Proia, a conclusione di una lunga indagine su reati di Tentata concussione, Turbata libertà degli incanti, Frode nelle pubbliche forniture, Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed altro ancora. Le indagini furono condotte dai carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo guidati dal comandante Edoardo Commandè, coordinate dal pubblico ministero Roberto Savelli, poi sostituito dal Procuratore della Repubblica di Avezzano, Andrea Padalino, ora in pensione.

“Un’indagine solida”, la definì Padalino in conferenza stampa, ed esaltando l’importanza del contributo del consigliere di maggioranza Alfonso Gargano – il “poliziotto eroico“ – lo indicò addirittura come la “prima pietra miliare” delle indagini.

Salvo poi fare marcia indietro: L’inchiesta, infatti, al netto del clamore mediatico, ad una lettura più attenta delle carte aveva ben presto rivelato tutti i propri limiti e dubbi: debolissimo l’impianto accusatorio e indagini che – lo diciamo senza offesa – ben presto si rivelarono condotte con modalità quantomeno discutibili. Leggi:

Le richieste del Pm Stefano Giovagnoni

L’udienza di ieri – non solo per gli imputati ma anche per chi ha seguito le vicissitudini di questa tormentata inchiesta che ha visto crollare uno dopo l’altro quasi tutti i capi d’accusa – ha rappresentato una sorta di flashback. Un vero e proprio tuffo nel passato, con la riproposizione dell’originario teorema accusatorio avanzato dalla Procura, basato sugli esposti del consigliere Alfonso Gargano, superteste la cui affidabilità è stata però demolita dagli atti processuali di questi 6 anni.

Così ha infatti esordito il Pubblico ministero Stefano Giovagnoni, all’inizio della sua requisitoria:

I fatti posti alla vostra attenzione si collocano in un contesto politico-amministrativo dominato da due figure principali legate tra loro da cointeressenze non solo di natura amicale ma anche e soprattutto di natura politica ed economica; mi riferisco al Sindaco di Tagliacozzo dell’epoca, DI MARCO TESTA Maurizio, vincitore delle elezioni Comunali nel 2011, e di TELLONE Carlo, il suo braccio destro, il suo braccio operativo o, per meglio dire, il vero sindaco “ombra” di quegli anni a Tagliacozzo. […]”

Una requisitoria poco convincente e con diverse contraddizioni, quella del Pm Giovagnoni, che si è conclusa con queste richieste di condanna e due richieste di assoluzione:

DI MARCO TESTA Maurizio – Capo A): che venga dichiarato colpevole e per l’effetto condannato alla pena di anni 4 di reclusione (tenendo conto della pena prevista all’epoca dei fatti 2011). Interdizione perpetua dai pubblici uffici; incapacità di contrarre con la P.A. anni 2. Capo B): sentenza di non doversi procedere perché il reato estinto per intervenuta prescrizione. Capi L-0): previa riqualificazione di quest’ultimo nell’ambito del reato di cui all’art.353 c.p., che venga dichiarato colpevole dei reati a lui ascritti e previo riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati (entrambi commessi nel 2015) venga condannato alla pena finale di anni 2 e mesi 4 di reclusione ed euro 1.000 di multa. Incapacità di contrarre con la P.A. per anni 1.

TORRELLI Giampaolo – Capi L-0): previa riqualificazione di quest’ultimo nell’ambito del reato di cui all’art.353 c.p., che venga dichiarato colpevole dei reati a lui ascritti e previo riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati (entrambi commessi nel 2015) venga condannato alla pena finale di anni 2 e mesi 4 di reclusione ed euro 1.000 di multa. Incapacità di contrarre con la P.A.per anni 1.

DI MARCO Angelo – Capo L): che venga dichiarato colpevole del reato a lui ascritto e per l’effetto condannato alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione ed euro 800 di multa. Incapacità di contrarre con la P.A. per anni 1

BONIFACI Giancarlo – Capo L): che venga dichiarato colpevole del reato a lui ascritto e per l’effetto condannato alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione ed euro 800 di multa. Incapacità di contrarre con la P.A. per anni 1.

POGGIOGALLE Angelo – Capo O): riqualificato nell’ambito dell’art.353 c.p., che venga dichiarato colpevole del reato a lui ascritto e per l’effetto condannato alla pena finale di anni 1 e mesi 6 di reclusione ed euro 800 di multa. Incapacità a contrarre con la P.A. per anni 1.

PALMEGGIANI Maurizio – Capo O): riqualificato nell’ambito dell’art.353 c.p., che venga dichiarato colpevole del reato a lui ascritto e per l’effetto condannato alla pena finale di anni 1 e mesi 6 di reclusione ed euro 800 di multa. Incapacità a contrarre con la P.A. per anni 1.

MASTRODDI Luigi e MASTRODDI Antonio – Capo O): riqualificato nell’ambito dell’art.353 c.p., sentenza di assoluzione ex art.530 11° comma cpp per non aver commesso il fatto.

Il giudice Zaira Secchi ha fissato la prossima udienza per le conclusioni delle arringhe dei difensori degli imputati per il prossimo 18 ottobre. L’udienza per le eventuali repliche è fissata invece per il successivo 15 novembre.

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