CAPISTRELLO – Arresti all’alba, impegnati 50 carabinieri

CARABINIERI

CAPISTRELLO –Arresti domiciliari per il Sindaco Francesco Ciciotti, l’ex consigliere comunale Corrado Di Giacomo e il responsabile dell’ufficio tecnico Romeo Di Felice. Per altri 7 indagati, tra imprenditori e liberi professionisti, disposta la sospensione dall’esercizio delle attività professionali per la durata di mesi 12. Eseguite nuove perquisizioni negli uffici comunali.

Ad emettere l’ordinanza di misure cautelari è stato il Gip del Tribunale di Avezzano, Maria Proia. In totale sarebbero 14 gli indagati, a vario titolo, per concussione, corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento discelta del contraente, truffa aggravata e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

L’imponente operazione è scattata questa mattina all’alba e ha impegnato 50 (cinquanta) carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, con il supporto dei militari di altre compagnie delle province di L’Aquila, Roma, Firenze e Potenza. L’inchiesta – per clamore, soggetti che hanno diretto le indagini e  modalità di esecuzione dell’ordinanza – ricorda quella condotta alcuni anni fa nel Comune di Tagliacozzo.

Riceviamo e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA (ore 12.12)

Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”

Comando Provinciale di L’Aquila

 NOTA STAMPA

Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai Magistrati della Procura della Repubblica di Avezzano, i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo  hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Avezzano, nei confronti di 10 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di concussione, corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, truffa aggravatae falsità ideologica commessa dal p.u. in atti pubblici.

Le indagini, condotte dai militari a partire dal secondo semestre del 2017, hanno permesso di  accendere un focus sull’operato degli amministratori comunali del Comune di Capistrello facendo emergere gravi irregolarità correlate ad una mala gestio della res publica nell’affidamento di incarichi e servizi pubblici, in quanto venivano sistematicamente violate le norme di trasparenza ed imparzialità per soddisfare interessi privati, con il risultato di realizzare un vero e proprio mercimonio della funzione pubblica.

L’attività investigativa, che si è sviluppata attraverso specifiche attività tecniche, prove dichiarative ed acquisizioni documentali, ha dato modo di disvelare un  quadro d’insieme in cui amministratori pubblici, nominati a garanzia e tutela degli interessi della collettività, hanno piegato la funzione pubblica a meri interessi privati.       

In particolare, è stato accertato come il Sindaco del Comune di Capistrello,   ed  i responsabili dell’aree tecnica ed  amministrativa, abbiano agevolato ed indirizzato, in favore di imprenditori e professionisti compiacenti, l’affidamento di diversi lavori pubblici per la progettazione, ristrutturazione e riqualificazione di beni comunali (tra cui il Palazzo Municipale, scuole comunali, riqualificazione viaria ed il cimitero nuovo). Nell’ambito delle  investigazioni è stato altresì documentato che:

  • il bando per la nomina a tempo determinato di un responsabile a cui affidare il settore dei lavori pubblici è stato pilotato per favorire l’assunzione di un professionista vicino all’amministrazione in carica;
  • i pubblici amministratori indagati hanno posto in essere una procedura illegittima per la proroga degli affidamenti, ad alcune cooperative sociali, dei servizi di pubblico interesse.

Il G.I.P. del Tribunale di Avezzano, convenendo con le risultanze investigative prodotte dagli organi inquirenti, ha dunque emesso il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del Sindaco, dell’ex consigliere comunale C.D.G. classe ’68 di Capistrello e del responsabile dell’area tecnica R.D.F. classe ’59 del medesimo comune.

Inoltre, nella misura cautelare è stata disposta la sospensione dall’esercizio delle attività professionali, per la durata di mesi 12,  nei confronti di 7 persone, tra i quali professionisti ed imprenditori locali e delle province di Roma, Firenze e Potenza.      

Infine, gli inquirenti, nel medesimo contesto investigativo, per ulteriori tre indagati (responsabile dell’Ufficio Amministrativo, responsabile dell’Area Tecnica ed un impiegato dell’Ufficio Tecnico), hanno ravvisato concorrenti responsabilità penali tali che il GIP, prima di applicare nei loro confronti la misura richiesta della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio, procederà all’interrogatorio di garanzia.

L’Aquila,20 novembre 2018

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