62. LA RIFORMA AGRARIA NEL FUCINO – ex zuccherificio di Celano

Il 15 marzo 1960 fu indetta una manifestazione a cui partecipò una folle enorme, affluita con i trattori ad Avezzano che prese d’assalto la sede dell’Ente Fucino. Erano coltivatori di patate che rivendicavano il mancato ritiro dell’invenduto, e i bieticoltori esasperati dal Decreto Ministeriale 26.1.1960 che limitava la coltivazione delle barbabietole, influendo negativamente sull’economia della zona. L’Ente corse ai ripari inizialmente con gli essiccatoi di Strada 30 e 46 (vedasi capitolo 29), che avrebbero dovuto produrre fettucce integrali per mangime, ma questa iniziativa non fu risolutiva. La soluzione venne dallo Zuccherificio del Fucino, costruito a Strada 14 in Comune di Celano ed entrato in funzione nel 1961, proprio per iniziativa dell’Ente che sottoscrisse anche una quota del 10%. Lo stabilimento di Celano si aggiungeva allo Zuccherificio della SAZA di Avezzano che faceva capo alla S.p.A. “Zuccherificio del Fucino”, trasformatasi nel 1969 in “Saccarifera Abruzzo e Molise”. L’impianto arrivò in poco tempo alla lavorazione di 40.000 quintali di barbabietole al giorno e quindi capace di assorbire l’offerta della coltura bieticola della zona; il capitale sociale fu riscattato dall’Ente Fucino (97,5%) e dal Consorzio Cooperative della Marsica (2,5%).

Nel 1986 con la chiusura dello zuccherificio di Avezzano, aumentavano le attese lavorative di quello di Celano, nonostante la barbabietola perdesse quote consistenti di coltivazione, sopperite con quelle provenienti dal Tavoliere delle Puglie ma anche da Latina e da altre località italiane. Non si erano fatti i conti, però, con le politiche comunitarie europee che destinavano ad altre nazioni la produzione di zucchero, così lo stabilimento andò avanti ancora per qualche anno e chiuse i battenti definitivamente nel 2005.

Oggi restano solo la palazzina degli uffici, un magazzino e una grande area dismessa.

L’AREA DISMESSA DELL’EX ZUCCHERIFICIO A STRADA 14 DI CELANO

Tutti quelli che erano gli impianti, i magazzini, i silos ecc. sono stati in parte demoliti, i macchinari e il rimanente riutilizzabile trasferiti in Turchia; che tristezza vedere quella desolazione, dove fino a qualche tempo fa campeggiava una struttura moderna capace di dare occupazione e produrre zucchero di alta qualità.

Le foto a colori della palazzina per uffici sono state scattate nel mese di aprile 2017, le altre sono state prese dal web.

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Antonino Petrucci
Laureatosi in architettura presso l’Università La Sapienza di Roma, ha esercitato la professione di architetto per circa trent’anni, oggi insegna alla Scuola Secondaria di Primo Grado presso l’Istituto Comprensivo GIOVANNI XXIII-VIVENZA di Avezzano. Appassionato di storia recente e di politica, è autore di uno studio sulla Riforma Agraria del Fucino, che si articola in 167 tra capitoli e sottocapitoli, pubblicata sui gruppi Facebook “Ortucchio in parole e immagini” e “Luco, ieri e oggi”.