I “chiarimenti” della Biometano energy e il segreto di Pulcinella sui fornitori

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

E’ stata finalmente notificata ai Comuni di Pescina, Collarmele e San Benedetto dei Marsi la Lettera di chiarimenti inviata dalla Biometano energy srl alla Regione. Assente nell’elenco dei destinatari il quarto comune confinante con l’area indicata per l’impianto per la produzione di biometano, Cerchio.

Il contenuto di questa Lettera di chiarimenti sarà sicuramente oggetto di discussione nell’assemblea pubblica che si terrà questa sera alle 19 nella sala consiliare del municipio di Pescina, convocata dal Comitato Salute Ambiente e Territorio per “illustrare alla cittadinanza le criticità emerse durante la disamina del progetto presentato dalla Biometano Energy”. Annunciata la presenza all’incontro anche dei sindaci di Pescina, Collarmele e San Benedetto dei Marsi: ancora una volta il grande assente è il sindaco del quarto comune confinante con l’impianto, Gianfranco Tedeschi, che del mondo delle energie alternative senz’altro se ne intende.

Il giallo delle date

La lettera – inviata dalla società proponente al Dipartimento Governo del territorio e Politiche ambientali – Servizio Valutazioni Ambientali della Regione Abruzzo – è datata 18 settembre 2019. Risulta però che gli uffici regionali hanno girato la missiva ai tre Comuni solo martedì 8 ottobre 2019, tramite una Pec spedita alle ore 9.50: la Regione, per girare tramite internet il documento ai tre Comuni avrebbe quindi impiegato 20 giorni.

Il contenuto della “Lettera di precisazioni

La lettera della Biometano energy srl è relativa al procedimento autorizzativo per la costruzione dell’impianto per la produzione di biometano nel comune di Collarmele e ha come oggetto “l’invio dei chiarimenti richiesti al Proponente, verbalizzati al termine della conferenza dei servizi del 5 settembre 2019. Conferenza che si era conclusa con un sostanziale SI della Regione alla realizzazione dell’impianto, condizionandolo però “alla verifica della coerenza dei chiarimenti con quanto espresso in questa sede“.

In quella Conferenza dei servizi alla ditta proponente l’impianto erano stati richiesti chiarimenti su 5 punti:

bilancio energetico EROEI; provenienza locale dei prodotti; inadeguatezza della viabilità; superamento della potenza di 1 MW con il solo riferimento alla misura MD3; gestione delle acque meteoriche.

La Biometano energy srl, nel documento, fornisce i chiarimenti richiesti argomentandoli con suoi dati, allegando ulteriore documentazione e prendendo anche alcuni impegni: risposte, dati, documenti e impegni che ora dovranno superare le valutazioni degli uffici regionali e le eventuali osservazioni di chi si oppone all’impianto.

I dubbi sull’alimentazione dell’impianto

A far discutere è soprattutto il secondo punto, relativo alla Provenienza locale dei prodotti, cioè il reperimento di oltre 100mila tonnellate l’anno di scarti agricoli e zootecnici necessari per l’alimentazione dell’impianto. La ditta proponente ha rassicurato ancora una volta che “i materiali di alimentazione proverranno all’impianto prevalentemente da aziende ubicate nella zona Fucense”, ma poi su questo punto le Precisazioni fornite dalla Biometano energy srl più che chiarire i dubbi finiscono a far aumentare le domande.

Nella tabella contenuta nella lettera le stime sulle forniture delle biomasse necessarie ad alimentare l’impianto scendono a 101mila tonnellate/l’anno, rispetto alle 113mila dichiarate in precedenza, pari cioè all’89% dei contratti iniziali. Ma poi si legge: “Il completamento a cento è rappresentato dai contratti che sono scaduti, data la durata del procedimento autorizzativo, e non sono stati ancora rinnovati”. Sembrerebbe quindi che diversi contratti sarebbero già scaduti e a far drizzare ulteriormente le antenne è la mancata indicazione della validità temporale di tutti gli altri. Ma a legger bene vi è di più.

Il gioco delle tre tabelle

Nella Lettera di chiarmenti, a pag. 7, la Biometano energy srl riporta una tabella – ed è la terza della serie – con alcune nuove illuminanti “omissioni“. Questa è la tabella:

Quindi non solo non è dato conoscere la data di scadenza dei contratti ancora validi, ma con la giustificazione del “segreto industriale” ora scompaiono anche i nomi dei contraenti e anche i nomi dei comuni dove operano le aziende fornitrici. Elementi importanti che messi in fila alimentano molti dubbi sulla effettiva disponibilità in loco della materia prima indispensabile al funzionamento dell’impianto.

Il segreto industriale di Pulcinella

Un “segreto industriale” che tanto segreto non è, soprattutto se si tiene conto che in precedenza la sua necessità è risultata molto meno stringente. Nella documentazione a suo tempo depositata per la domanda autorizzativa dell’impianto – pubblicata sul sito istituzionale della Regione – compare infatti l’allegato Chiarimenti in merito alla gestione agronomica del digestato ed ai contratti di conferimento”. A pagina 5 di questo documento, la Biometano energy pubblicava invece un’altra altra tabella. Questo il suo contenuto:

Come si vede in quell’occasione la ditta proponente, pur non allegando i contratti, pubblicava però i nomi delle ditte fornitrici e i quantitativi da conferire annualmente. In merito a uno dei fornitori, la OPOA Marsia, nello stesso allegato la ditta proponente si spingeva addirittura oltre. In una seconda tabella, a pag. 8, addirittura specificava:

Il nodo della disponibilità reale della materia prima

Quello della disponibilità in loco delle 113mila tonnellate l’anno di scarti agricoli e zootecnici necessarie al funzionamento dell’impianto appare ora come uno dei nodi fondamentali: da esso potrebbe dipendere l’effettiva realizzazione del progetto. Non è quindi questione di poco conto sapere quanti dei contratti stipulati siano in scadenza e quanti di essi saranno effettivamente rinnovati.

Altrettanto importante è che la collocazione sul territorio delle singole aziende fornitrici sia nota e soprattutto che i loro nomi siano resi pubblici. La settimana scorsa è infatti successo che diversi soci della OPOA Marsia – che in una delle precedenti tabelle figurava come uno dei principali fornitori di materia prima – si sono dichiarati all’oscuro dell’accordo sottoscritto tra il loro presidente e la Biometano energy srl, mettendo così in dubbio la validità stessa del presunto contratto e quindi la reale fornitura di ben 60mila tonnellate l’anno: quasi la metà di quelle necessarie per il funzionamento dell’impianto.

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