Biometano energy – Fornitori scarti per alimentare impianto denunciano: “non ne sapevamo nulla”. A rischio il progetto

Clamoroso colpo di scena nella vicenda della realizzazione dell’impianto per la produzione di biometano a Collarmele: "di quel contratto non sappiamo nulla". A rischio il progetto della Biometano energy srl.

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

A smentire clamorosamente la Biometano energy srl sono alcuni degli agricoltori soci dell’Opoa-Marsia che – nella documentazione inviata in Regione per l’autorizzazione – la società proponente indica invece quale fornitore di quasi la metà delle 113mila tonnellate l’anno di scarti agricoli e zootecnici necessarie al funzionamento dell’impianto.

Di questa storia non sappiamo nulla

C’è sorpresa, sconcerto e anche rabbia nei commenti che ci hanno rilasciato diversi degli agricoltori associati all’Opoa-Marsia. Tra di essi Ivano De Vincentis dell’Agrimars e Giammarco De Vincentis dell’Ortobemar, che tengono a precisare di essere completamente all’oscuro del presunto contratto firmato per la fornitura degli scarti. Di seguito alcune altre dichiarazioni.

Domenico Cerasani:

Sono presidente della Funtamara. cooperativa associata all’Opoa-Marsia di cui sono anche membro del direttivo. Quel documento è un falso: non è stato mai fatto un consiglio di amministrazione e nemmeno un’assemblea dei soci con questo punto all’ordine del giorno. Presumo che anche gli altri soci di questo contratto non ne sanno assolutamente nulla

Fabrizio Lobene:

“I soci dell’Opoa-Marsia non sono d’accordo, principalmente non sono d’accordo i soci storici”.

A scatenare le reazioni dei soci dell’Opoa-Marsia è l’indicazione di questa associazione di produttori come fornitori di circa 60mila tonnellate l’anno di scarti agricoli, quasi la metà di quelle necessarie al funzionamento dell’impianto da realizzare a Collarmele. A inserirla tra i fornitori è stata la Biometano energy srl, società proponente l’impianto.

I “contratti” di fornitura degli scarti

Nella documentazione depositata in Regione in cui si chiede l’autorizzazione del progetto, nell’allegato Chiarimenti in merito alla gestione agronomica del digestato ed ai contratti di conferimento”, a pagina 5 si legge:

In particolare, sull’Opoa-Marsia così è scritto a pag. 8:

I contratti per la fornitura degli scarti in realtà non sono disponibili, in quanto coperti dalle “clausole di segretezza” previste per il segreto industriale. E fino a qualche giorno fa non risultavano nemmeno depositati presso l’Agenzia delle entrate. A sottoscrivere con la Biometano energy srl il “contratto” di fornitura per conto della Opoa-Marsia sarebbe stato il Presidente del consiglio di amministrazione Luigi D’Apice, dell’azienda agricola Lago d’oro.

Risulta che nel giugno scorso la Corte d’assise dell’Aquila ha condannato un Luigi d’Apice a sei anni e 10 mesi e un milione e 55mila euro di multa. Insieme ad altri 18 soggetti italiani e stranieri sarebbe risultato coinvolto in un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, per reati che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina fino alla truffa e al falso ideologico.

Opoa-Marsia

“OPOA-MARSIA Società Cooperativa Agricola a r.l.” si è costituita il 3 ottobre 2017 in uno studio notarile di Trasacco, in forma di società cooperativa agricola. Ha sede ad Avezzano ed è una organizzazione di produttori ortofrutticoli. Diversi i soci, tra cui:

Società agricola Venditti Angelo & C.; Società agricola Agriwalant, Ciaccia fabio, Ciaccia Mario marco, Civitani Antonio, Società agricola F.lli Cambise, Società agricola Grassi Francesco, Agro bio Abruzzo ss, Letta Costanza, Agrimars, Ortobemar, Toto, Funtamara, Lago d’oro, Barbarossa Federico, Di rRenzo srl, Pafer, Panella Giustino, Verdecchia Roberto, Barbarossa Elio

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