“La Città della Battaglia” alla Fotovoltaico Scurcola srl: “ridacci i soldi”

Comune di Scurcola Marsicana annuncia azioni legali contro una società proprietaria di un impianto istallato su un terreno agricolo di proprietà dell’Ente. Tornano i fantasmi di quella che è comunque una brutta storia

Nicola De Simone - Sindaco Scurcola Marsicana

Scurcola Marsicana – Quello andato in scena nel consiglio comunale che si è tenuto ieri è solo l’ultimo atto di una vicenda iniziata nel 2013. Una brutta storia che per essere compresa bene va ripercorsa in tutte le sue tappe: partiamo però dalla fine.

Nel consiglio comunale tenutosi ieri, alle ore 14.30 nella sala consiliare, il sindaco Nicola De Simone ha annunciato azioni giudiziarie contro la Fotovoltaico Scurcola srl. A dichiararlo è il primo cittadino, durante la discussione sul punto 6 all’ordine del giorno, che così recitava:

Contratto n. 1067 stipulato in data 26/03/2013 con la FOTOVOLTAICO SCURCOLA SRL per Concessione Diritti di Superficie su area di proprietà dell’Ente – Proposta transattiva per la rimodulazione dei canoni – Determinazioni”.

Secondo il sindaco, la ditta non avrebbe mai pagato un euro per i canoni di locazione e indennizzi a partire dal 2013, anno in cui ha stipulato un contratto con il Comune: ad oggi, il debito nei confronti dell’ente ammonterebbe a circa 144mila euro. Il Comune avrebbe effettuato anche un decreto ingiuntivo per recuperare i crediti vantati nei confronti della ditta, la quale avrebbe però cercato di rallentare l’azione giudiziaria attraverso il pagamento di una prima tranche di soli 36mila euro. Sul punto, questa la dichiarazione del sindaco De Simone:

Il rappresentante legale della Fotovoltaico Scurcola Srl ha dimostrato buona volontà di estinguere il debito. La ditta si è impegnata a pagare l’intero canone maturato fino ad oggi, di cui circa l’80% in un’unica soluzione, e spalmeranno la restante parte del debito residuo nel proseguo della convenzione che scadrà nel 2032. Contestualmente il Comune ha chiesto alla ditta di sottoscrivere una clausola fidejussoria che garantisce l’ente in caso di grave inadempienza da parte di questa società. Il punto all’ordine del giorno prevede la modifica della convenzione in essere ma oggi purtroppo non possiamo votare questa delibera, perché non c’è stato ancora dato il pare da parte del revisore legale poiché contestualmente è entrata in vigore una nuova normativa nazionale che prevede una diminuzione del canone che si ridurrà da 16mila euro annui a 12mila euro annui“.

Una brutta storia

Ma come si è arrivati alle carte bollate? Per comprendere bene l’intera vicenda è necessario ripercorrere le varie tappe di quella che, dicevamo, è comunque una brutta storia.

Gli attori protagonisti sono imprenditori -diciamo intraprendenti – e Amministrazioni comunali disposte, di fatto, a fare da “Testa di legno”, spesso in cambio di un misero piatto di lenticchie. Comuni che – come Scurcola Marsicana – hanno consentito così alle ditte di accedere agli incentivi erogati dal Gse e a cui altrimenti non avrebbero avuto diritto: una brutta storia che racconteremo nei dettagli nel prossimo articolo.

Intanto, guarda il video:

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