Fotovoltaico a Cerchio – Quasi tutti i soldi finiscono in mano a società anonima svizzera

Il parco fotovoltaico di Cerchio è tra i casi più imbarazzanti. Lo è per come ha usufruito della lievitazione degli incentivi - i più alti in assoluto in Italia - ma soprattutto per le percentuali minime che restano alla collettività.

Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio (Aq)

L’impianto di Cerchio – che comune terremotato non è – ha usufruito di tutti i vantaggi del Decreto vergogna, varato nel 2011 come pacchetto di “misure riguardanti i territori abruzzesi colpiti dal sisma del 6 aprile”. Insieme a Cerchio, per la verità, ne hanno beneficiato gli impianti di questi altri comuni, quasi tutti fuori dal cratere: Balsorano, Barrea, Cansano, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Collarmele, Collelongo, Corfinio, Lecce nei Marsi, Villavallelonga.

Ma torniamo a Cerchio. Il Comune è il Soggetto responsabile verso il Gse, il Gestore servizi energetici che eroga gli incentivi. L’impianto ha una potenza istallata complessiva di 5 Mw, e produce entrate stimate in 3,5 milioni di euro l’anno. Come da gara d’appalto – vinta dalla Troiani e Ciarrocchi srl e dalla Imit srl – la Società di progetto è la Cerchio energy srl. Con una serie di passaggi, le ditte aggiudicatarie sono sparite dalla compagine della Cerchio energy, finita nelle mani della tedesca Solar Holding gmbh che ha poi ceduto le quote in Pegno alla Hypo voralberg leasing spa di Bolzano. Nel 2014, la Cerchio energy, finisce sotto il controllo della Yapako Ag, una società anonima svizzera.

Facciamo ora due conti. Confrontando il contratto Comune di Cerchio-Cerchio energy con quelli di altri comuni (per potenza analoga e con accesso a stessi incentivi), si riscontra che le somme che annualmente restano ai comuni sono: 1,250 milioni a Celano, 510mila a Collelongo e Villavallelonga e appena 200mila euro a Cerchio. Un dato, questo, che spinge a più di una riflessione.

Nella video-intervista rilasciataci a dicembre scorso, il sindaco di Cerchio Gianfranco Tedeschi ha ricostruito la storia dell’impianto e confermato la correttezza dei nostri dati pubblicati nei precedenti articoli. Si è poi pubblicamente impegnato “ad attivare ogni procedura utile per rivedere il contratto e incrementare i benefici per il Comune” e infine ci ha esortato a fornirgli altri dati sull’antieconomicità dell’accordo da lui sottoscritto, per poterli poi utilizzare nel contenzioso con la ditta. [ vedi video intervista ]

Per la verità, non siamo dovuti andare molto lontano. A Cerchio esistono altri impianti delle società private SR06 srl e SR07 srl, riconducibili a uno stesso unico socio. Questi accedono alle tariffe del Quarto conto energia, molto più basse di quelle applicate agli impianti del Comune. Tenendo conto che il privato ha comunque un suo profitto e che il costo degli impianti – entrati in esercizio tutti nel 2011 – è pressoché identico, abbiamo confrontato i rispettivi trasferimenti dal Gse, per l’anno 2015, per una analoga potenza istallata: 5 Mw.

Anche in questo caso, il risultato non lascia dubbi. Gli impianti del Comune hanno prodotto incentivi per 2,667 milioni di euro, quelli delle società private 1,377 milioni. Il Comune, quindi, ha visto transitare nelle proprie casse 1 milione 290mila euro in più, ma ha trattenuto solo 200mila euro e girato tutta la differenza alla società privata…

Come funziona il meccanismo tra Comune e ditta privata. In base all’accordo stipulato con la ditta aggiudicataria, il Comune di Cerchio riceve gli incentivi dal Gse in quanto è il Soggetto responsabile dell’impianto. Trattiene però circa 200mila euro l’anno e gira tutto il resto – come affitto dell’impianto – alla società privata Cerchio energy srl, proprietaria vera dell’impianto. Il dato è certamente parziale, ma al momento, ci risultano trasferimenti dalle casse del Comune di Cerchio alla Cerchio energy srl pari a 3 milioni 273mila euro nel 2016, euro 3 milioni 439mila nel 2015, euro 3 milioni 903mila nel 2014, euro 996mila nel 2013 e 695mila euro nel 2012.



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