Collarmele – Sequestrato impianto biometano: “Attività gestione rifiuti non autorizzata”

Le indagini avviate nell’ottobre 2019 dopo la denuncia di SITe.it sulla perdita di liquami dall’impianto. Riscontrate altre irregolarità nella gestione dei rifiuti: coinvolte anche ditte campane. Gli intrecci societari

I Carabinieri forestali della stazione di Celano, in esecuzione del Decreto emesso dal Gip del tribunale di Avezzano Daria Lombardi, mercoledì scorso hanno eseguito il sequestro dell’impianto della Think eco agri srl, sito in località La Forma a Collarmele. Quattro indagati.

GALLERIA FOTOGRAFICA Esclusiva SITe.it

I carabinieri forestali – delegati dal Pm Andrea Padalino Morichini, in collaborazione con la Sezione di polizia giudiziaria della Procura di Avezzano e con i tecnici dell’ARTA – oltre ad accertare l’origine delle esalazioni maleodoranti che provenivano dall’impianto, hanno riscontrato anche l’irregolare smaltimento di circa 90mila tonnellate di digestato liquido in altri terreni, grazie all’uso di bolle di trasporto rivelatesi completamente false.

Inoltre, i militari hanno rilevato ulteriori irregolarità nella gestione e nello stoccaggio di altre tipologie di rifiuti. Dopo un periodo di funzionamento a singhiozzo, l’impianto non era più attivo ma malgrado ciò, da settembre, si sarebbero verificati una serie di scarichi abusivi di rifiuti: trovati all’interno dell’impianto tonnellate di rifiuti organici, detriti di demolizione, materiali ferrosi, oli lubrificanti, filtri ed imballaggi. In tale traffico sarebbero coinvolte anche tre ditte campane.

Le indagini hanno portato al sequestro preventivo dell’impianto e all’iscrizione sul registro degli indagati dei legali rappresentanti della società di gestione E.S. di anni 50 e F.T. di anni 30, oltre a G.T. di anni 25, legale rappresentante di una società affittuaria dei terreni limitrofi all’impianto ove erano accumulati i rifiuti solidi e di N.C. di anni 58, che trasportava e spandeva in altre località i liquidi provenienti dai residui delle biomasse già utilizzate nell’impianto.

L’assalto alla Marsica est

L’indagine dei forestali era partita nell’ottobre 2019, a seguito di questo articolo di site.it – parte di una complessa inchiesta giornalistica sugli impianti di produzione di energia nella Marsica est – in cui si mostravano le foto dei liquami che fuoriuscivano dall’impianto e venivano disperse nei campi circostanti:

Il «Quartier generale» a Collarmele

L’impianto posto sequestro è della società Think eco agri srl, presente da anni nel nostro territorio anche con altri impianti: «Collarmele è il quartier generale della nostra azienda», si leggeva nel loro sito internet. Peccato che la sede legale era in una casa diroccata nella periferia di Collarmele. Leggi qui:

Gli intrecci societari

Tre impianti, 2 per la produzione di biometano e un parco fotovoltaico, tutti in un solo comune, Collarmele. Proprietari risultano tre soggetti giuridici diversi che intascano dal Gse milioni di euro di incentivi. Ma, a guardar bene dentro le società, spuntano le stesse persone fisiche e un indirizzo: Roma, via Lanciani 69.

Sempre nel 2019, la nostra testata aveva ricostruito, in questo articolo qui, anche gli intrecci societari:

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