Avezzano – Il Comune incapace di gestire il Campionato Italiano Paralimpico

Città in tilt. Gli amministratori ora devono chiedere scusa ad atleti e cittadini per il caos nella comunicazione e i relativi disagi causati. Le foto della debacle. Oggi la replica.

Più che un approdo si può definire un atterraggio di fortuna quello della manifestazione di ciclismo paralimpico che si sta svolgendo ora ad Avezzano. Se l’organizzazione sportiva ha commesso errori, il più grossolano ed imperdonabile è stato quello di mettersi nelle mani dell’attuale amministrazione comunale di Avezzano per gestire il passaggio in città di un evento così importante, esclusivo e di lustro per tutte le località che hanno la fortuna di ospitarne uno.

Sicuramente, per questo articolo, ci pioveranno addosso le critiche dei lettori distratti o dei vari “giannizzeri” a sostegno degli attuali amministratori ma, vista la portata negativa di ciò che è successo nel giorno di sabato 27 agosto, non si può tacere di fronte ad uno spettacolo così imbarazzante e spiacevole.

Per meglio illustrare la portata del disastro provocato dalla gestione scellerata dell’evento da parte del Comune di Avezzano, riportiamo di seguito la pianta della città, con evidenziato in rosso il circuito della gara ciclistica: tutto ciò che si trova al suo interno è diventato – senza adeguato preavviso – una immensa Zona rossa in cui è stato improvvisamente vietato l’accesso con le auto. Guarda la mappa:

Ma veniamo ai fatti

In seguito ad una valanga di segnalazioni giunte in redazione da cittadini che definire inferociti è poco (“incapaci”, “dilettanti”, “irresponsabili” erano gli aggettivi più frequenti fra quelli che si possono riportare), siamo andati a verificare e abbiamo potuto constatare l’effetto del blocco totale della città e gli enormi disagi causati ai cittadini. Per non parlare della congestione del centro urbano per lo spostamento del mercato del sabato nel catino di piazza Risorgimento e su via Corradini, dalla procura in poi.

Ad essere sotto accusa è l’Amministrazione comunale, soprattutto per l’inadeguata comunicazione ai cittadini sull’evento sportivo in arrivo. Ciò è ancora più grave, visto l’enorme fiume di denaro pubblico che la Giunta Di Pangrazio spende per l’esercito di “comunicatori” che ha messo a libro paga del Comune. Un esercito che, come in questa occasione risulta in maniera lampante, non è riuscito a …comunicare nulla e che magari ora si scatenerà per “manganellare” sui social chiunque si discosterà dalla loro narrazione ufficiale.


Questi alcuni dei commenti a caldo raccolti sabato pomeriggio in giro per la città.

Ho dovuto litigare con i poliziotti” ci ha detto un medico dell’ospedale che non riusciva a passare nella zona nord per andare al lavoro. “Non sono riuscito a tornare al negozio. Ho perso la metà di quello che incasso normalmente il sabato” ci ha detto il gestore di un supermercato, che ha riferito anche del dimezzamento dei clienti in quanto molti non potevano arrivare al punto vendita. “Sto a spasso perché i clienti hanno annullato gli appuntamenti del pomeriggio in quanto non riuscivano a raggiungermi” afferma una parrucchiera.

Effettivamente alle 17.30 il centro cittadino era ancora deserto e l’unica auto che circolava era quella di una pubblicità sonora che invitava a rispettare i divieti di sosta previsti per lo svolgimento della manifestazione.


Eppure il Comunicato stampa del Comune di Avezzano, arrivato nelle redazioni dei giornali meno di 24 ore prima dell’inizio dell’evento (precisamente alle ore 14.39 di venerdì 26 agosto) parlava di “Campionati nazionali di paraciclismo che animeranno il centro cittadino con circa 200 atleti sabato 27 e domenica 28” ma, prima ancora che sulla viabilità, l’attenzione era posta sul “Villaggio Olimpico” ovvero “uno spazio aperto a tutti e a disposizione di turisti, cittadini e delle persone al seguito degli atleti con prodotti a KM0”.

Nel tempo che il GAL ha impiegato per organizzare l’allestimento di gonfiabili, gazebo, sedie e tavolini, ecc. il comune non è stato in grado di preparare neanche un manifesto dedicato all’evento, ma solo anonime citazioni sparse qua e là.


I cittadini, infatti, (non) hanno saputo della manifestazione da minuscoli fogli A4 colorati, affissi poche ore prima dell’evento con lo scotch ai pali in giro per le aree interessate, a cui era affidata la comunicazione dei soli divieti di sosta. La popolazione è stata messa davanti al fatto compiuto senza avere nessuna indicazione di quale sarebbe stata la portata della manifestazione e delle ricadute della stessa sulle frenetiche attività quotidiane del fine settimana. D’altronde il percorso indicato nel tardivo Comunicato stampa lascia pochi dubbi su quanto sia esteso il circuito della gara e, quindi di quanto sia grossa la fetta di cittadini interessati dal blocco.


Per capire cosa abbia prodotto la (solita) mancanza di controllo e gestione da parte delle “forse” dell’ordine municipali (non è un refuso) in tutta l’area interessata dalla manifestazione basta guardare questa galleria fotografica:


La responsabilità di un tale disastro non cade solo sugli amministratori comunali o sull’esercito di “comunicatori” a libro paga del Comune, ma anche sugli uffici preposti e su quella lunga schiera di funzionari del comune che dovrebbero gestire quotidianamente questo tipo di situazioni. Tutti soggetti che dovrebbero essere chiamati a rispondere del loro operato e che dovrebbero, quantomeno, chiedere scusa agli atleti e ai cittadini per quest’ultimo palese fallimento.

Speriamo che un tale accadimento non allontani la cittadinanza da eventi così importanti solo perchè gestiti in modo dilettantesco e millantatore da un’amministrazione incapace di reggere l’organizzazione di manifestazioni che superino la dimensione di una sagra di paese.

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Lapo Kalisse è uno sciamano informatico e guaritore di gadget tecnologici. Dopo una lunga esperienza maturata come consulente ha acquisito la consapevolezza che l’informatica è lungi dall'essere una scienza esatta e, quindi, ha cominciato ad applicare metodologie animistiche all’IT.