Avezzano – Addio ospedale da campo: il mistero delle 3 lettere

“La situazione sanitaria nella Marsica è grave, ma non è seria”, direbbe oggi Flaiano. Ospedale di Avezzano ridotto in condizioni tragiche, Regione e Asl 1 latitano, politica locale incapace a reagire. Si continua a perdere tempo: sull'ospedale da campo deciderà la Regione. Silenzio assordante da Di Pangrazio

Brutta notizia per la sanità marsicana. L’arrivo di un’ospedale da campo ad Avezzano resta un miraggio irraggiungibile: per il Dipartimento nazionale di protezione civile può richiederlo solo la Regione Abruzzo. Amen.

Il silenzio assordante di Di Pangrazio

La risposta del Dipartimento è arrivata al Comune di Avezzano 8 giorni fa: per scaricare il documento CLICCA QUI. Ma il sindaco Gianni Di Pangrazio si è guardato bene dal comunicarlo tempestivamente alla stampa e, da quello che ci risulta, anche ai colleghi sindaci marsicani.

In compenso, ha scritto alla chetichella una nuova lettera: cambia indirizzo ma intanto il tempo continua a passare senza soluzioni.

Altra lettera, altro giro di giostra

Il simpatico sindaco di Avezzano incassa così in silenzio la bruciante risposta e continua imperterrito a fare ammuina: dai primi segnali di collasso dell’Ospedale di Avezzano, ha già perso inutilmente oltre un mese.

Di Pangrazio invia ora una nuova lettera il 19 novembre – la terza della serie a sua firma – dove ribadisce sempre la stessa richiesta. Questa volta prova a mirare meglio e la indirizza al Direttore agenzia regionale Protezione civile, al Coordinatore Protezione civile Smea, al Prefetto dell’Aquila e al Dipartimento nazionale di protezione civile. E intanto la Marsica – come Sagunto – aspetta l’aiuto dall’esterno e implora “FATE PRESTO”.

Cosa ha risposto il Dipartimento?

A decidere sulla struttura da campo con personale sanitario militare da ubicare accanto all’ospedale di Avezzano – per il Dipartimento di Protezione civile – sarà solo la Regione Abruzzo.

Lo ha comunicato con una Pec inviata al Comune di Avezzano e per conoscenza a Regione, Prefettura dell’Aquila, Comando militare esercito Abruzzo-Molise. Così il Capo dipartimento Borrelli scandisce nella lettera:

Al riguardo, si rappresenta che tali tipologie di richieste devono essere formulate alla regione di competenza, che ne valuta la possibilità di soddisfacimento con risorse proprie, ovvero le porta all’attenzione di questo Dipartimento, anche in sede di Comitato Operativo di protezione civile.”

Ci sarebbe da ridere se non si trattasse di una emergenza: da notare che la risposta del Dipartimento è del 18 novembre, la richiesta del Comune di Avezzano è del 13. Cioè il Dipartimento nazionale ha impiegato 5 giorni per rispondere via Pec a una richiesta urgente d’aiuto, e si limita di fatto a comunicare al mittente solo che ha “sbagliato indirizzo”. Quando si dice la rapidità di risposta a una emergenza del Sistema nazionale di protezione civile.

Ospedale da campo: “Il mistero delle tre lettere

Tre lettere tinte di giallo. Sono quelle in cui si richiede un ospedale da campo con personale sanitario militare da affiancare all’ospedale di Avezzano. Comunque la si guardi e per qualsiasi protagonista si parteggi, questa è una brutta storia.

Avvertiamo i lettori che i noiosi passaggi che seguono poco aggiungono alla cronaca spicciola e avvilente di questi giorni. Li riportiamo però a futura memoria, nel caso la situazione sanitaria nella Marsica dovesse malauguratamente precipitare ulteriormente, con la necessità di dover ricostruire a posteriori le eventuali responsabilità.

In premessa, è sempre bene tenere presente, per la osservazione e la comprensione della vicenda, i livelli di coordinamento delle emergenze così come previsti nella “Catena di Comando e controllo” comunicata dal Dipartimento nazionale di protezione civile il il 4 marzo scorso e relativa al “flusso delle comunicazioni e delle procedure da attivare in relazione allo stato emergenziale determinato dal diffondersi del virus Covid-19“. Su come funziona la Catena di Comando e Controllo abbiamo già scritto QUI. Passiamo ora alle lettere marsicane.

La prima lettera – come abbiamo già scritto QUI – era già pronta il 9 novembre e, almeno dal protocollo, risulta inviata il 10 novembre. L’oggetto della missiva è: “Richiesta intervento logistico Esercito Italiano e personale sanitario militare”. A firmarla, a nome dei sindaci marsicani, è Gianni Di Pangrazio: il Sindaco di Avezzano la indirizza al Prefetto dell’Aquila e, per conoscenza, al Ministero della Salute.

Stranamente questa lettera non viene diffusa dall’ufficio stampa del sindaco Di Pangrazio, E di questa richiesta dell’ospedale da campo non vi è traccia nemmeno nel Comunicato stampa della Prefettura, in cui si riferisce della riunione tenuta lo stesso giorno sulla “situazione epidemiologica Covid in atto”. Eppure alla riunione con il Prefetto prendono parte: Presidente della Regione, Assessore alla Sanità, Direttore Agenzia Protezione Civile; Presidente Provincia; Direttore generale Asl n.1 con il Dirigente Dipartimento Prevenzione, Direttore Ufficio Scolastico Provinciale; Croce Rossa Italiana, i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine e dell’Esercito e – infine – i sindaci di L’Aquila, Sulmona e Avezzano.

La seconda lettera è del giorno successivo, 11 novembre. A inviarla al Prefetto dell’Aquila Cinzia Torraco è il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio che SOLLECITA una “Richiesta d’intervento logistico Esercito Italiano e personale sanitario militare”. In particolare Giovagnorio – che richiama il numero di protocollo della prima lettera di Di Pangrazio – conclude la sua lettera richiedendo al Prefetto la:

Trasmissione urgente in via gerarchica della richiesta in oggetto a chi di competenza e le successive comunicazioni in merito alle determinazioni assunte ai sindaci marsicani assenzienti

Ad oggi, da parte della Prefettura, non ci risulta che sul punto sia mai arrivata una risposta.

La terza lettera – l’unica resa nota dal sindaco Di Pangrazio – è quella che ha inviato il 13 novembre al Comando militare esercito Abruzzo Molise, al Dipartimento di protezione civile e, per conoscenza, al Prefetto dell’Aquila. Da notare che il Prefetto dell’Aquila non ha risposto alle prime due missive e non sappiamo quali utili elementi abbia tratto, se del caso, dalla terza. Il Dipartimento di protezione civile ha invece risposto così.

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