Provincia dell’Aquila: tutto pronto per gli Stati Generali del centrosinistra. Intervista a Alfonsino Scamolla

Avezzano – In vista dell’assemblea autoconvocata a Sulmona dal centrosinistra della provincia dell’Aquila, per il prossimo 19 novembre, alle ore 17 presso la sala convegni Santacroce dell’hotel Meeting, abbiamo provato a capire, insieme a uno dei promotori dell’assemblea, Alfonsino Scamolla, consigliere comunale di Pescina, qual è lo spirito che anima i partecipanti all’incontro.

Perché il centrosinistra ha deciso di autoconvocarsi?

Il centrosinistra si è autoconvocato per tornare a fare Politica, perché da troppo tempo non ci si confronta più. Sembra un’affermazione scontata, ma non lo è. Il centrosinistra sembrerebbe aver perso la sana passione per la politica. La politica delle idee, del confronto, quella che sta vicino alla gente per risolvere i problemi della gente. Dopo l’ennesima sconfitta c’è necessità di cambiare passo e di ridare voce alla base.

Qual è l’obiettivo dell’assemblea di Sulmona?

L’obiettivo è di far incontrare tutte quelle persone che hanno voglia di dire qualcosa e di rimettersi in cammino verso una nuova prospettiva. Persone che vogliono provare a fare un’analisi autentica delle ragioni che hanno determinato l’ennesima sconfitta. Le analisi serie partono sempre dai numeri perché i numeri non mentono mai.

Questa autoconvocazione è un messaggio alla classe dirigente del PD?

In un partito tutti sono utili alla causa, ma nessuno dovrebbe mai pensare di essere indispensabile. Per questo è necessario un confronto, anche serrato e duro, che porti ad una nuova progettualità. È necessario includere non escludere.

Sta dicendo che questa iniziativa è mirata a innescare un reset generale?

Sto dicendo che serve organizzare una fucina di idee, utili a sostenere un nuovo percorso per riuscire a battere la destra che in questo momento governa tutte le istituzioni a ogni livello. Al termine del confronto stileremo un documento politico che conterrà nuove idee e nuove progettualità.

Come è stata accolta l’iniziativa?

L’idea ha avuto un immediato riscontro. C’è stata subito la disponibilità di Teresa Nannarone a trovare un luogo fisico dove incontrarci, ecco perché iniziamo da Sulmona. Tanti altri mi hanno scritto in privato o li ho sentiti telefonicamente, e da ognuno ho ricevuto feedback molto positivi. È segno che c’è grande bisogno di confrontarsi sul serio, e in maniera trasparente, fuori dai logori caminetti che decidono per tutti.

Ce ne saranno altre di assemblee?

Questo è solo il primo incontro. Ne faremo altri di natura itinerante su tutto il territorio della Provincia dell’Aquila e perché no, anche su tutto il territorio della Regione Abruzzo. L’ ambizione è di coinvolgere tutti, a ogni livello.

Qualcuno pensa si tratti di un’operazione per sostenere eventuali candidature alle prossime regionali!

Se qualcuno pensa di strumentalizzare questo momento di confronto per un bieco tornaconto personale, in vista delle prossime elezioni regionali, o per altre tornate elettorali, si sbaglia di grosso, e fa lo stesso errore che tante prime donne del centrosinistra hanno fatto negli anni.

È un messaggio rivolto a qualcuno?

La mia è una constatazione che matura da una valutazione oggettiva dei disastri elettorali che sono sotto gli occhi di tutti. In queste occasioni c’è sempre qualcuno che critica chi, fino a oggi, da posizioni apicali, ha gestito candidature e strategie, riportando solo sonore sconfitte, ma poi vorrebbe comportarsi allo stesso modo.

Come si risolve questo problema?

Semplice! Chi ha causato un problema non può essere la soluzione del problema, anche perché i cittadini, e tutto il popolo del centrosinistra non lo capirebbero. Servono nuove idee, nuovi progetti, nuovi interpreti. La politica non può e non deve essere appannaggio sempre degli stessi.

Questa operazione non rischia di danneggiare il PD?

Questa operazione non può danneggiare il PD, anzi, lo può solo far crescere. Se il PD e la sua dirigenza capiscono la portata di questa autoconvocazione che nasce per costruire e non per sfasciare, allora si potrà sperare in un centrosinistra più forte che potrà ambire a battere la destra.

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