Impianto Biometano Energy: 3 Comuni ricorrono al Tar – Video interviste

L'autorizzazione impugnata, rilasciata dalla Regione Abruzzo, è relativa alla realizzazione di un impianto di 1 Mw per la produzione di biometano in territorio di Collarmele, a confine con i comuni di Pescina, San Benedetto dei Marsi e Cerchio

E’ stato depositato oggi il ricorso al Tar contro l’autorizzazione rilasciata il 10 febbraio 2020 dal servizio politica energetica della Regione Abruzzo alla ditta Biometano Energy srl.

A firmare il ricorso Antonio Mostacci, Stefano Iulianella e Quirino D’Orazio, rispettivamente sindaci dei comuni di Collarmele, Pescina e San Benedetto. Secondo i ricorrenti vi sarebbero gravi vizi, procedurali e sostanziali, nell’iter autorizzativo regionale.

I sindaci non nascondono le proprie preoccupazioni soprattutto per i risvolti che l’impianto può avere sulla salute e sul territorio, sia per quanto riguarda le emissioni in atmosfera che per lo sversamento del digestato sui terreni agricoli situati in prossimità dello stesso impianto.

Nelle loro osservazioni i sindaci hanno espresso le loro perplessità circa il ricorso, da parte del proponente, al segreto industriale sui contratti stipulati con gli agricoltori che ricordiamo, dovranno garantire l’approvigionamento dell’impianto con 113mila tonnellate annue di scarti agricoli.

Guarda la video intervista a Mostacci e Iulianella:

Sul ricorso presentato, Antonio Mostacci sindaco di Collarmele, afferma:

Volumi che non sembrano essere alla portata dell’intera piana del Fucino. Inoltre, anche la qualità del prodotto non sembra essere certa, considerato che la maggior parte degli scarti dovrebbero essere quelli dei finocchi, che hanno una bassa quantità di sostanza secca, che è poi la benzina dell’impianto […] Sono molte le criticità del progetto presentato dalla Biometano Energy ed autorizzato dalla Regione: aspettiamo che si pronunci un giudice terzo, che deciderà chi sta nella ragione e chi nel torto“.

Stefano Iulianella, sindaco di Pescina, precisa:

Ad oggi non ci sono notizie chiare sul materiale in entrata, gli scarti, e sul materiale in uscita dall’impianto, il digestato.Questo è un problema ambientale serio che vorremmo ci fosse chiarito in modo definitivo. Non siamo contrari a priori alla realizzazione di questo tipo di impianti, quello che ci preoccupa è questa alta concentrazione in essere di impianti, ma anche futura, nel territorio della Marsica Est, già troppo carico di insediamenti che hanno comunque il loro impatto nell’ambiente circostante […] Voglio ricordare che quest’impianto non porterà nulla al nostro territorio, sia in termini di entrate economiche nelle casse comunali che occupazionali […] Non abbiamo la sicurezza che questo impianto non sia dannoso“.

L’INCHIESTA DI SITe.it:

Tutti i nostri dubbi sulla proliferazione degli impianti a biomasse nei comuni della Marsica orientale li avevamo raccolti nel Numero 1 di SITe.it/Quaderni, stampato nel dicembre scorso:”Impianti Biometano: l’ultimo assalto alla Marsica Est“.

Il volume (edito da Aleph editrice, dicembre 2019, euro 12), raccoglie una serie di articoli che va oltre la pubblicazione acritica di comunicati, resoconti di assemblee o la cronaca spicciola e assume i contorni dell’inchiesta giornalistica. Il filo conduttore è l’iter autorizzativo dell’impianto della Biometano energy srl, ma dalla lettura cronologica dei vari pezzi emerge uno spaccato preoccupante sulla presenza di un altissimo numero di grandi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tutti concentrati in 4 comuni della Marsica est: Collarmele, Cerchio, Pescina e San Benedetto dei Marsi.

Tutto inizia con la Biometano energy srl che ha presentato in Regione una richiesta di autorizzazione per un impianto per la produzione di biometano di 1 Mw di potenza. il progetto prevede la trasformazione di 113mila tonnellate annue di materie organiche recuperate dai residui delle attività agricole e zootecniche, che verrebbero reperite nel comprensorio marsicano.

Parte così per caso una inchiesta giornalistica che, tralasciando volutamente le questioni ambientali connesse a questa tipologia di impianti, si concentra piuttosto sugli aspetti che spesso, da qualche tempo, vengono colpevolmente trascurati dalla stampa. E puntuali arrivano le reazioni della ditta proponente, che invia un comunicato stampa con …minacce alla stampa: avvertimenti velati che la nostra redazione rende pubblici e rispedisce al mittente. E tira dritto.

Negli articoli si analizzano aspetti come la composizione societaria e il capitale sociale della ditta proponente, la compravendita dei terreni interessati dall’intervento oppure  si ricordano le altre iniziative simili presentate in passato, sempre nella stessa zona, da alcuni dei soci. E si incrociano i dati.

Ma si analizzano anche questioni scottanti. Come quella sulla validità dei contratti esibiti in Regione per ottenere l’autorizzazione necessaria all’impianto: contratti relativi alla fornitura degli scarti necessari alla sua alimentazione e contratti per lo smaltimento sui terreni agricoli delle decine di migliaia di tonnellate di digestato risultante dalla lavorazione.

Una questione, questa dei contratti, che si rivelerà presto spinosa.

Appena pubblichiamo le liste con i nomi dei fornitori degli scarti e degli utilizzatori del digestato, la querelle dei contratti diventa dirompente. L’attenzione si concentra su quelli firmati tra Biometano energy srl e un consorzio di produttori fucensi, l’Opoa Marsia. Ma diversi associati si dicono all’oscuro di tutto: ”Non ne sapevamo nulla”, ci dichiarano. E mettono addirittura in discussione la loro stessa validità:  “Chiunque ha firmato quel preliminare non poteva farlo in quanto i terreni vengono coltivati dai singoli soci”.

Lo scontro – tra minacce di denunce, colpi bassi e avvertimenti incrociati – si trasferisce così all’interno dell’Opoa Marsia e l’intera partita rischia di essere giocata tutta sul filo del suo statuto. E del codice penale. A firmare il contratto il solo Presidente, Luigi D’Apice, a contestarlo diversi associati che parlano esplicitamente di “contratti falsi” e di violazioni dello statuto del consorzio. La Regione sospende l’iter di approvazione dell’impianto dopo la richiesta di Accesso agli atti presentata da Stefano Fabrizi, Direttore di Confagricoltura L’Aquila e Vicepresidente di Opoa Marsia. Nella nota Fabrizi fa presente alla Regione:

“di aver fatto un’attenta ricerca presso gli uffici di OPOA Marsia Soc. Coop. Agr. Srl e non avendo trovato nessuno dei contratti richiamati […] ne ha fatto richiesta al Presidente e all’Amministratore Delegato. Quest’ultimo ha riferito di non essere a conoscenza di questi contratti […]. Lo stesso Presidente D’Apice ha assicurato di non aver firmato altri contratti di fornitura di sottoprodotti con la Biometano Energy srl, né contratti per la messa a disposizione di 2000 ettari di terreno su cui distribuire il digestato prodotto – al di fuori – di soli due contratti per la fornitura di digestato”.

L’Affaire contratti, già serio, diventa serissimo e dalle scrivanie della Regione finisce anche su quelle delle Procure. Un esposto viene presentato dal Comitato insieme per la tutela della salute, ambiente e territorio, insieme ai sindaci di Collarmele, Pescina e San Benedetto dei Marsi e anche privati cittadini. Ad essere a rischio è l’approvazione stessa dell’impianto.

Dalla lettura degli articoli emerge in filigrana anche una seconda trama: un altro progetto giace in Regione. Si tratta di un altro impianto da 1 Mw di potenza per la produzione di biometano ed ammendanti organici della Make Energy soc. agricola srl, con sede legale a Collarmele in via Fonte Nuova 73: sede che a un nostro sopralluogo si rivelerà essere un edificio abbandonato. L’impianto è localizzato a poco più di mille metri dall’area indicata nel progetto della Biometano energy srl e a meno di 700 metri dall’impianto già in funzione della Think Eco Agri società agricola srl.

In un nostro sopralluogo a questo impianto già realizzato ci scappa anche lo scoop: scopriamo consistenti perdite di liquame disperse nei terreni circostanti: perdite che puntualmente denunciamo su site.it.

Dai controlli societari emergono altre sorprese. La Make energy soc agricola srl e la Think eco agri agricola srl fanno parte di una rete di società il cui controllo è riconducibile alle stesse persone: nel mucchio anche la Think eco srl, che è proprietaria sempre a Collarmele di un campo fotovoltaico da 1 Mw. Viene così il sospetto che il fenomeno degli intrecci societari potrebbe essere molto più esteso, rendendo di fatto opachi i destinatari finali degli incentivi.

E’ un fatto che nei 4 comuni della Marsica est tra eolico, fotovoltaico e ora le biomasse la concentrazione di grandi impianti per la produzione di energia da fonti alternative e altissima ed è molto superiore alla media nazionale. In appendice a questo Quaderno abbiamo pubblicato anche l’elenco degli articoli di SITe.it su eolico e fotovoltaico nella Marsica.

Una montagna di soldi. Si tratta di decine di milioni di euro di incentivi pubblici che ogni anno dal Gse finiscono nelle tasche di società di cui al momento si ignora la composizione. Milioni di euro che è bene ricordarlo vengono prelevati dalle nostre tasche, ogni 2 mesi attraverso le bollette della corrente.

Copie di questo n. 1 di SITe.it/Quaderni possono essere richieste alla redazione di site.it oppure acquistate presso il caffè letterario Vieniviaconme via Colaneri 8 Avezzano e l’Edicola De Rosa, via Duca degli Abruzzi 152, Luco dei Marsi.

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