Sono preso da una recensione chilometrica in questo periodo e non mi resta molto tempo per il blog. Non ho trovato documentazione adeguata ma mi sarebbe piaciuto approfondire i contenuti dell’incontro tenuto al Comune lo scorso 17 marzo, con la partecipazione di Ance, ordini professionali (architetti, geologi, geometri, ingegneri). Ci si è confrontati ad Avezzano per la «prevenzione sismica e [la] messa in sicurezza del patrimonio edilizio, nei territori di Avezzano e della Marsica». (Mancavano i rappresentanti dei paesi marsicani, per quanto ho capito io). Il sindaco aveva annunciato: «L’obiettivo ‘Avezzano in sicurezza’ diventa più vicino se condiviso con i professionisti del nostro territorio», in «MarsicaNews» 11 marzo 2017. Se ne è saputo qualcosa una decina di giorni dopo: «Nonostante il nostro [del sindaco] grande impegno, però, sono ancora molte le cose da fare, soprattutto sul fronte del patrimonio edilizio privato, perciò ho accolto con entusiasmo l’invito del vicepresidente Ance per avviare una seria e condivisa azione di pianificazione per la prevenzione e la rigenerazione urbana, finalizzata a mettere in sicurezza il nostro territorio» in «IlFaro24» 22 marzo 2017. Orbene, costruire abitazioni secondo i nuovi standard antisismici e intervenire sul patrimonio edilizio esistente sono faccende assimilabili, mentre rigenerazione urbana e messa in sicurezza del territorio sono altre due cose diverse dalle precedenti. L’Ance c’entra con la costruzione e la messa in sicurezza, ma non con le restanti; la rigenerazione urbana richiede, tra l’altro, la consultazione dei residenti – non mi risulta che siano stati invitati. La stessa messa in sicurezza richiede in realtà – oltre a un fiume (enorme) di denaro –, il concorso dei cittadini perché per intervenire su un paio di palazzine con decine di residenti, negozi, laboratori e studi professionali, c’è bisogno almeno di un’organizzazione particolare: bisogna allontanarli dai loro luoghi per quattro-cinque mesi. (Dove li metti?). È in ogni modo una questione da affrontare nel medio-lungo periodo, trattandosi di lavorare su migliaia di costruzioni solo nel capoluogo comprensoriale. (I tempi della politica, si sa, sono invece risicati). Mettere in sicurezza il territorio significa essenzialmente tenere d’occhio i rilievi circostanti e i fiumi del comprensorio; era perciò necessario invitare a tale incontro anche l’Autorità di bacino Liri-Garigliano e Volturno: altrimenti di che cosa parli? (Avrebbe giovato anche ricordare che Avezzano è tra i comuni italiani che tiene alto il consumo del suolo – lo sarà ancora per molto tempo).

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