Ennesima gaffe del ministro Pichetto Fratin, stavolta all’Aquila, al convegno sulle comunità energetiche

Quando la crisi climatica incontra l’irresponsabilità istituzionale, la crisi climatica diventa emergenza ambientale   

L’Aquila – Non è la prima, e probabilmente non sarà l’ultima delle sue gaffe. Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, già prima di insediarsi, aveva esordito come ministro per caso, dopo che la neo Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo aveva indicato come titolare del Ministero della Pubblica istruzione, salvo poi correggersi comunicando la corretta destinazione, ovvero il Ministero dell’Ambiente, anche se nel frattempo lo zelante e riconoscente Pichetto Fratin aveva già ringraziato la premier per avergli affidato le sorti della scuola italiana.

Poco male, cosa volete sia, passare dalla pubblica istruzione all’ambiente, nel giro di un comunicato stampa. La Patria prima di tutto! E infatti, al primo incontro europeo, l’immarcescibile Pichetto Fratin se ne uscì confondendo il Consiglio della UE con il Consiglio d’Europa, che non è affatto istituzione dell’Unione Europea.

Senza contare la figura di palta nel chiamare TTE il mercato virtuale del gas naturale, quotato a Amsterdam, che in realtà è il TTF (Title Transfer Facility). Per non tacere dell’intervista rilasciata al giornalista olandese che, in inglese, chiese al ministro se pensava, a un compromesso sul price cap del gas e Fratin bofonchiò qualcosa, un po’ frastornato, pensando di aver ricevuto dei complimenti.

Per quello che è il suo percorso istituzionale, in questi primi mesi di governo patriottico, Pichetto Fratin ha già offerto, senza alcun dubbio, notevoli spunti di riflessione sulla sua adeguatezza, e quindi non sorprende più di tanto l’infelice battuta che ha regalato alla platea dell’Auditorium del Parco all’Aquila, all’inizio del suo intervento. «C’è la neve, quindi il cambiamento climatico non si adatta.»

Battuta che non sorprende la platea, evidentemente di bocca buona, ma che nella circostanza ha visto anche la presenza dell’Ambasciatore della Commissione Europea per il Clima, Paolo Della Ventura, che al contrario, ha ritenuto inammissibile che un Ministro con delega all’Ambiente e alla transizione energetica, abbia potuto esprimersi in termini così superficiali, irridendo chi si occupa delle questioni legate all’emergenza climatica.

«Quello che serve all’energia, e quindi al clima, sono le rinnovabili, non le fossili.» Queste le prime parole di Della Ventura consegnate a un comunicato stampa. «La battuta con la quale il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha iniziato il suo intervento a L’Aquila è inaccettabile e dimostra tutta la sua inadeguatezza in quel ruolo.»

«Un Ministro dell’Ambiente, – si legge nella nota- dovrebbe pensare due volte a quello che dice e non può permettersi uscite di questo genere, visto che il cambiamento climatico, ormai crisi climatica, sta provocando già oggi morti, feriti, dislocazioni, migrazioni e danni notevolissimi. Anche in Italia, per altro. E una battuta del genere è inaccettabile.»

«Il tema centrale del convegno organizzato dal Comune doveva essere quello della presentazione del progetto con il quale il Comune sta partecipando ad un bando finanziato con il Fondo Complementare al PNRR che, per altro, – prosegue Della Ventura – al momento, è solo una speranza che potrà concretizzarsi. E da residente, cittadino, italiano e Ambasciatore del Patto europeo per il Clima, non posso che auspicarne l’aggiudicazione e il relativo finanziamento.»

L’irritazione di Della Ventura è aumentata nel constatare come quasi tutti gli interventi siano stati caratterizzati da una sorta di ostilità, nemmeno tanto nascosta, nei confronti di quella che è stata definita “ideologia ambientalista” «Di fatto è stato un incontro di propaganda, nel quale, perfino il rettore vicario di Univaq, Cipollone, ha addirittura aggiunto che, l’ideologia di cui hanno parlato, viene da ambienti “radical chic”. Come se si fosse dimenticato che parlava con un ruolo pubblico in un contesto pubblico.»

«Beh, forse è il caso di ricordare a tutti, – si legge ancora nella nota – che quella che costoro chiamano ideologia ambientalista, riferendosi forse alle spinte  e alle pressioni che arrivano da buona parte dell’opinione pubblica, dalle parti sociali, da parte del mondo dell’istruzione e della ricerca, e degli ambienti imprenditoriali più avanzati, verso l’utilizzo di fonti energetiche da energie rinnovabili (sole, vento, acqua in particolare) e lo stop all’utilizzo delle fonti fossili (carbone, gas e metano), viene dalla scienza mondiale del clima (IPCC su tutti) o, persino, dall’Agenzia Internazionale dell’Energia

«E’incredibile, ma forse neanche tanto -conclude Della Ventura– che la posizione più avanzata, ascoltata nel convegno sia venuta dal dottor Pagliuca, di Confindustria, che bene ha fatto a sottolineare che l’Italia, per le sue caratteristiche, potrebbe diventare l’Arabia Saudita delle rinnovabili. E che quello che chiedeva al Ministro è lo sblocco autorizzativo di circa 180GW di progetti di nuova potenza energetica da fonti rinnovabili. Poteva essere una buona occasione di confronto su tematiche importanti. Peccato, si sia rivelato solo un incontro ideologico.»

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