Coronavirus – Azienda di Brescia vende 500 mila tamponi agli Usa

La conferma arriva dal portavoce del Pentagono, Jonathan Hoffman: "È un grande esempio di come le nazioni lavorino insieme". Prodotti nel cuore del focolaio dell'epidemia in Italia, avrebbero soddisfatto le esigenze di tutto il Nord.

Un cargo C-17 d’emergenza della Guardia nazionale americana ha portato negli Usa un carico di mezzo milione di tamponi per il coronavirus prodotti da un’azienda di Brescia. L’aereo è atterrato ieri notte all’aeroporto internazionale di Memphis. Lo ha confermato il portavoce del Pentagono, Jonathan Hoffman.

Il cargo USA era partito lunedì pomeriggio dalla base militare di Aviano (Pordenone). Altre operazioni sono previste nei prossimi giorni.

L’azienda fornitrice è la Copan Diagnostic, di Brescia, che da sempre produce tamponi. Considerata un’eccellenza nel settore, la Copan ha aumentato la produzione negli ultimi mesi, proprio a causa dell’emergenza da coronavirus, arrivando a realizzare cinque milioni di pezzi al mese. I tamponi vengono acquistati dalla Regione Lombardia ma anche da governi stranieri, tra cui la stessa Cina, il Giappone, la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Proprio negli Usa, in California, c’è un’altra sede dell’azienda.

Le polemiche

L’episodio ha innescato una serie di polemiche in Italia, per via di una presunta carenza di tamponi. “I tamponi erano pronti a Brescia, nel cuore dell’epidemia, dove medici e infermieri lottano per bloccare il morbo prima che travolga Milano, dove migliaia di persone rischiano il contagio. Il nostro governo ne era informato?“. Sulla stessa scia le polemiche sull’assenza di solidarietà a livello internazionale, dove ogni stato procede per conto suo, accaparrandosi a danno di altri le riserve di prodotti e attrezzature per combattere l’epidemia.

Il caso si sgonfia

Ma a quanto pare le cose non starebbero proprio così. La Copan Diagnostics, ditta produttrice finita nell’occhio del ciclone, replica così: “Tutto è alla luce del sole, non dovevamo avvertire le autorità italiane. I prodotti sono in libera vendita e non c’è carenza di tamponi: nelle scorse settimane in Italia ne abbiamo venduti più di un milione e possiamo soddisfare tutte le richieste“. In particolare la ditta precisa: “Il problema non sono i kit, ma i laboratori per analizzarli”.

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