Celano. Incontro Piccone-Venti: la versione di Gianvincenzo Sforza

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Gianvincenzo Sforza, in cui lo stesso fornisce la sua versione dei fatti in merito all’incontro – Angelo Venti e Claudio Abruzzo da una parte, Filippo Piccone dall’altra – avvenuto il 24 novembre scorso nella segreteria dello stesso Piccone. Incontro di cui abbiamo già riferito qui:

LETTERA FIRMATA

I MIEI RAPPORTI CON ANGELO VENTI NELLA “VICENDA” PICCONE.

Innanzitutto CONFERMO l’accaduto rivelato oggi da Angelo Venti su Site.it e che in un certo senso mi coinvolge.

 I FATTI:

Non ricordo la data e la circostanza precisa, ma in uno dei colloqui con Filippo Piccone, con il quale ho avuto sempre a che fare principalmente per la mia attività di Editore in relazione alla pubblicazione di suoi articoli o interviste su il periodico “Il Piccolo Marsicano” (Periodico che, come è noto a tutti, ha sempre dimostrato apertura verso chiunque volesse dire la sua), lo stesso Piccone mi parlò della testata giornalistica Site.it di cui è editore Angelo Venti.

Filippo Piccone lamentava il fatto che un articolo di Site.it gli stava causando problemi d’immagine nella sua attività imprenditoriale in quanto, lo stesso articolo, riportava alla vicenda a lui legata ed inerente problematiche aziendali. Piccone mi informò di aver dato mandato ad una apposita agenzia, penso quella citata nell’articolo da Angelo Venti, per imporre a Site.it di riconoscere il diritto all’oblio della notizia.

Filippo Piccone mi informò che questo tentativo non andava a buon fine e che avrebbe voluto parlare con Angelo Venti se vi erano le condizioni per cercare di applicare all’articolo ciò che l’agenzia da lui incaricata chiedeva da tempo. Lo stesso Piccone mi chiese se conoscevo Angelo Venti e risposi che lo conoscevo in quanto da anni, essendo io editore di un piccolo giornale, avevo più volte avuto modo di parlare con lo stesso Venti.

Comunque a Piccone ebbi a dire della serietà di Venti e che lo stimavo per le sue inchieste giornalistiche sempre attente e puntuali. Piccone mi chiese se era possibile, in modo del tutto amicale e trasparente, di sondare la disponibilità dello stesso Venti ad incontrarlo.

Di Venti non avevo, comunque, nemmeno il numero di telefono e mi ripromisi di procurarmelo, ma altri impegni nei mesi successivi mi fecero dimenticare la cosa. Un pomeriggio ero in piazza IV Novembre a Celano e notai Angelo Venti che attraversava una strada laterale. A quel punto mi ricordai del colloquio avuto mesi prima con Filippo Piccone e invitai Angelo Venti (ma lo avrei fatto ugualmente se non dovevamo parlare di un fatto che atteneva a Piccone) a prendere un caffe ad un bar della piazza (Ricordo, con simpatia, che le consumazioni le pago lui in quanto io non portavo i soldi).

Con l’occasione, e in modo del tutto disinteressato, chiesi a Venti se era disposto ad incontrare Piccone. Venti mi chiese di cosa si trattasse e io, senza aggiungere altro, spiegai a Venti che Piccone voleva sondare la possibilità di dare oblio ad un articolo comparso su Site.it. Venti, di rimando, mi disse che si sarebbe pure potuto incontrare con Filippo Piccone, ma che di accondiscendere alla richiesta non se ne parlava proprio. Io venni a sapere anche da lui, proprio nell’incontro al bar a Celano, che questa richiesta gli era stata rivolta anche da una apposita agenzia.

Chiesi ad Angelo se comunque, anche per rasserenare i rapporti con la famiglia Piccone con la quale ebbe a scontrarsi più volte per motivi legati all’ex zuccherificio di Avezzano, sarebbe stato comunque disposto ad incontrare Piccone. Venti mi rispose di si e mi diede il suo numero di cellulare per fissare un appuntamento. Io risposi che non dipendeva certo da me organizzare l’incontro e che avrei, quando alla prima occasione avrei incontrato Piccone, chiesto la sua disponibilità.

Confermo quanto scritto su Site.it: più volte ho chiamato Angelo per fissare l’incontro, ma più volte e per vari motivi, le date degli appuntamenti saltavano una volta a causa di Piccone, una volta a causa di Venti.

Un giorno, sicuramente quello indicato da Venti nell’articolo, ma non lo ricordo, Filippo Piccone, incontrato per caso davanti al municipio, mi diceva se poteva incontrare in giornata Venti e, io, gli dissi provo a chiamarlo e ti faccio sapere. Così feci e Venti, per telefono, mi confermò la sua disponibilità e, della cosa, avvertii Filippo Piccone che confermò l’orario dell’incontro che si sarebbe svolto negli uffici della sua segreteria in Via Cittadelle.

Nel pomeriggio, è corretto ciò che narra Venti, venni raggiunto da una telefonata dello stesso che mi chiedeva lumi sull’ubicazione dell’ufficio di segreteria. Trattandosi di un colloquio privato e del tutto a me estraneo non ravvisavo la necessità di parteciparvi e da allora di quella vicenda non ho saputo più nulla fino a questa mattina. Onde evitare strumentalizzazioni derivate da questo fatto sento il dovere di precisare.

Gianvincenzo Sforza

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