Capistrello: l’Istat conferma che il numero degli abitanti del paese è sotto i 5.000, parte delle indennità andranno restituite

Capistrello – Nel serrato scontro dialettico avvenuto nella sala consiliare del municipio, lo scorso 30 settembre, sulle indennità spettanti agli amministratori, la minoranza aveva avanzato riserve circostanziate circa l’entità di queste ultime, perché il Sindaco Ciciotti e la sua maggioranza, avevano ritenuto di liquidarsi gli importi previsti per i comuni che superano i 5.000 abitanti.

L’opposizione invece, aveva messo in dubbio il dato preso a riferimento dall’amministrazione, perché non era quello comunicato ufficialmente dal Ministero dell’Interno, che in effetti, ai fini delle indennità, aveva trasferito nelle casse comunali, gli importi previsti per i comuni ricadenti nella fascia sotto i 5.000 abitanti. Si tratta di una differenza importante, circa 80.000 euro all’anno in più, che non solo vanno a gravare sulle spalle dei cittadini ma, stando ai dati del Ministero, non sarebbero nemmeno dovuti.

«Come amministrazione chiederemo conto ai vari Ministeri dell’inesattezza dei dati in questione, causa non solo di fraintendimento, ma anche della corresponsione a questo Ente di un ridotto contributo erariale. Come è possibile che rispetto all’anno precedente il Ministero rilevi un calo demografico al netto di 118 unità?» Queste furono le parole del Sindaco Ciciotti, nell’annunciare il chiarimento della questione.

La risposta dell’Istat non si è fatta attendere, e infatti è arrivata il 14 ottobre, registrata al protocollo del comune col n° 7670, che solo ieri la redazione ha potuto visionare, dopo che le è stata messa a disposizione dalla capogruppo del gruppo di minoranza, Obiettivo Futuro, Dina Bussi. La cosa che balza subito all’occhio è che l’Istat una risposta l’aveva già fornita a una nota inviata dal comune il 19 aprile scorso.

Cosa scrive l’Istat al Comune? – «In risposta alla vostra comunicazione del 5 ottobre, si ribadisce quanto già rappresentato nella risposta alla vostra nota del 19 aprile 2022» e prosegue con alcuni riferimenti a leggi che prescrivono una serie di adempimenti. Quindi risponde, punto per punto, alle osservazioni del segretario comunale. Ma cosa aveva chiesto il segretario comunale?

Ai punti 1 e 2 il segretario aveva chiesto conto delle motivazioni dello scostamento fra i dati posseduti dal Comune rispetto a quelli pubblicati dall’Istat e delle ragioni che avevano indotto l’istituto nazionale di statistica a modificare i dati forniti dal comune.

A queste osservazioni L’Istat risponde che l’unico dato ufficiale della popolazione residente e quello diffuso dall’Istat stesso. Quanto al presunto scostamento evocato dal segretario, la sua determinazione è stata bollata come questione metodologicamente errata, come dire – non è stato modificato alcunché perché nell’ambito del censimento permanente gestito dall’ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente la finalità è proprio quella di correggere gli eventuali errori di sovrastima o sottostima del registro di base degli individui. –

Quanto al punto 3, quello in cui il segretario aveva chiesto se la dicitura “dato in corso di validazione” fosse da ritenere un dato approssimativo e non definitivo, l’Istat è tranciante: «L’istat non produce, e tanto meno diffonde, dati approssimativi, bensì dati di popolazione provvisori che vengono successivamente corretti dalle risultanze censuarie e quindi diffusi come definitivi.»

«Per il comune di Capistrello.» – scrive ancora l’Istat – «Il dato di popolazione residente risulta essere, al 31/12/2020, pari a 4.889 individui – dato definitivo – »  Chiarita una volta per tutte la questione, resta ancora qualche domanda alla quale l’amministrazione Ciciotti certamente risponderà in ossequio alla trasparenza:

Nella lettera che il comune riceve il 14 ottobre, l’Istat scrive che già aveva risposto allo stesso quesito con una precedente nota del 19 aprile. Ma se già sei mesi fa, i dati e le cifre dicevano che gli abitanti erano 4.889, perché la Giunta, il 16 settembre 2022, in relazione all’adeguamento delle indennità, approva all’unanimità una delibera in cui il paese viene considerato nella fascia che va oltre i 5.000 abitanti?

Perché durante il consiglio comunale del 30 settembre, il Sindaco afferma che l’Ente ha ricevuto gli stessi importi previsti per i Comuni che superano i 5.000 abitanti, mentre le carte dicono il contrario? A questo punto gli amministratori cosa faranno? Metteranno mano ai portafogli per restituire ai cittadini le somme non dovute?   

Sulla vicenda la consigliera Bussi ha riferito che solo dopo aver fatto l’accesso agli atti le è stato consentito, con molta fatica, di ottenere il carteggio intercorso a ottobre fra Comune e Istat, anche se non le è stato possibile reperire lo scambio di lettere inerente la risposta dell’Istat alla nota precedente inviata dal comune il 19 aprile scorso, dove una risposta era già stata data.

«Era dal 14 ottobre che Sindaco e Segretario avevano in mano la risposta dell’Istat.» dice la Bussi raggiunta telefonicamente «ma si sono ben guardati dal fornircela, nonostante le richieste della minoranza fossero state fatte già durante il consiglio comunale del 30 settembre. Il perché è evidente.» Continua la Capogruppo

«L’Istat aveva confermato che il comune sta nella fascia sotto i 5.000 abitanti, ma loro, hanno provato a prendere tempo perché le indennità maggiorate, le avevano già deliberate, come se il comune superasse i 5.000 abitanti.»

Quindi la chiosa finale «Se non avessi fatto l’accesso agli atti, nemmeno ce le avrebbero date le carte, alla faccia della tanto decantata trasparenza. Non a caso anche con la questione ANAC abbiamo un problema grande come una casa, e ancora non è stato risolto, purtroppo.»

Per completezza di informazione va detto che la redazione, il 14 ottobre, aveva contattato il Sindaco Ciciotti per un’intervista sulla questione. Alla luce degli ultimi sviluppi e della risposta dell’Istat, restiamo in attesa della sua eventuale disponibilità.

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