Appalti & Tangenti – Cerchio: sorprese dal “Cilindro magico”?

Sono 13 i faldoni con documenti, atti, intercettazioni ambientali e telefoniche, foto, pedinamenti e materiale probatorio raccolto dalla Squadra Mobile dell’Aquila in 6 anni di indagini

L’inchiesta su appalti e corruzione nel comune di Cerchio – che è condotta dal Pm Maurizio Maria Cerrato e che conta 20 indagati – rischia di rivelarsi come una sorta di Cilindro magico che promette di contenere di tutto. Vediamo perché.

La sorpresa per gli avvocati degli indagati è arrivata quando hanno richiesto copia del fascicolo giudiziario custodito presso la Procura della Repubblica. Il materiale probatorio prodotto dalla Squadra Mobile della Questura dell’Aquila in 6 anni di indagini sembra sia estremamente corposo: ben 13 faldoni di atti processuali, intercettazioni ambientali e telefoniche, foto, pedinamenti, documenti.

Cerchio magico

Le indagini della Procura di Avezzano – relative al recente Avviso di conclusione indagini – riguardano una serie di gare d’appalto svoltesi nel comune di Cerchio nel periodo compreso tra il marzo 2015 e il dicembre 2016.

Secondo gli inquirenti, le gare d’appalto sarebbero risultate gravemente alterate ed indirizzate a favorire “ditte amiche” in cambio di denaro e favori. Un perverso meccanismo di spartizione delle aggiudicazioni degli appalti pubblici – teorizza la Procura –  sulla base di decisioni preventivamente prese dal sindaco di Cerchio Gianfranco Tedeschi.

I fatti risalgono al 2015/2016 ma solo in questi giorni è stato emesso l’Avviso di conclusione delle indagini su dei presunti illeciti che sarebbero stati commessi nella gestione degli appalti pubblici nel Comune di Cerchio che vede 20 persone coinvolte. Imprenditori, professionisti, amministratori e dipendenti pubblici della Marsica accusati a vario titolo per reati che vanno dalla Corruzione alla Turbata libertà degli Incanti, dalla Truffa al Millantato Credito, dal Falso in atto pubblico al Traffico di Influenze Illecite. Questo il nostro precedente articolo, con i nomi degli indagati:

Dal Cerchio al “Cilindro magico”

Dalle informazioni in nostro possesso sembrerebbe che questa sugli “appalti sospetti” di Cerchio sia solo una costola di una vicenda giudiziaria che si allarga ad altre presunte tangenti negli appalti pubblici nella Marsica. Come ad esempio l’inchiesta sugli appalti dell’illuminazione pubblica in altri comuni marsicani.

Ricordiamo che a condurre anche quest’altra inchiesta è la Mobile dell’Aquila, sempre sotto il coordinamento del Pm Maurizio Maria Cerrato: secondo gli inquirenti, come a Cerchio, anche qui sarebbe stato particolarmente centrale Gianfranco Tedeschi che, in concorso con altri soggetti, avrebbe rivestito il ruolo di “intermediario“.

Si tratta della Maxi inchiesta sull’illuminazione pubblica nella Marsica, nella quale Tedeschi é tuttora imputato, insieme a Danilo Paolini, Mariano Santomaggio e Angelo Capogna, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta.

Secondo la pubblica accusa Tedeschi, in associazione con gli altri imputati, tra il 2009 e il 2012 avrebbe commesso una serie di delitti contro la pubblica amministrazione alterando le procedure delle gare di appalto per i servizi di illuminazione pubblica indette nei comuni di Avezzano, Trasacco, Ortucchio, Villavallelonga, Collelongo, Castellafiume e Celano, svolgendo la funzione di intermediario fra gli amministratori comunali e Angelo Capogna, titolare della ditta Saridue Srl.

Per il Pm l’organizzazione avrebbe operato nella Marsica attraverso un vero e proprio sistema fondato sul pagamento di tangenti e favori che riuscivano a garantire alla ditta di Capogna il superamento di ogni ostacolo burocratico/amministrativo, consentendogli così l’aggiudicazione delle gare d’appalto.

Nell’informativa redatta dalla Prima Sezione di Criminalità Organizzata della Squadra Mobile della Questura dell’Aquila si legge:

Un vero e proprio sistema organizzato basato sull’esigere il pagamento di tangenti […] un sodalizio criminale finalizzato a studiare, organizzare e gestire un metodo certo per pilotare le gare per l’affidamento del servizio di gestione integrata degli impianti comunali di pubblica illuminazioni di 7 Comuni della Marsica“.

Presunte tangenti che Tedeschi avrebbe ricevuto (come si sospetta nel caso degli appalti di Cerchio) attraverso la società “Innovazioni e Sviluppo Srl“, grazie all’emissione di fatture false giustificate con prestazioni inesistenti: contratti di consulenza che a volte garantivano un corrispettivo mensile oscillante tra i 1500 e i 2000 euro, altre volte (secondo quanto riferito da Capogna) il 5% del valore degli appalti aggiudicati, oppure il pagamento di 3 euro per ogni punto luce. Così afferma, in un verbale di sommarie informazioni, la segretaria amministrativa della SariDue Srl Francesca Lauretti:

Capogna sapeva in anticipo tutto quello che sarebbe avvenuto prima e dopo la gara, nel senso che era certo dell’aggiudicazione della stessa a suo favore […] ho conosciuto anche Gianfranco Tedeschi, all’epoca presidente del CAM, che come il Paolini, indicava a Capogna quali comuni contattare; in particolare ricordo che Tedeschi aveva l’abitudine di scrivere su un foglio i Comuni ed i Sindaci che Capogna doveva interpellare in modo da predisporre le gare per l’illuminazione pubblica. Tedeschi Gianfranco veniva chiamato da Capogna “capo dei capi” o “boss”, perchè veniva visto come persona potente nella zona della Marsica“.

Al momento – è il caso di ripeterlo di nuovo – si tratta solo di ipotesi di reato, ovviamente tutte da accertare nel corso del processo che riprenderà il 6 ottobre prossimo, quando verranno giudicate le posizioni di altri imputati, tra cui Paola Quaglieri e Corrado De Angelis, accusati del reato di estorsione, e Mario Aureli, Claudio Tonelli e Domenico Palumbo, che devono rispondere di concussione.

Facciamo notare che comunque buona parte dell’impianto accusatorio si basa sulle dichiarazioni dell’imprenditore Angelo Capogna, anche lui imputato per associazione a delinquere.

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