A24-A25, lo scontro fra Governo a Strada dei Parchi, finisce a carte bollate

Alfonsino Scamolla. «Al netto di chi sarà in futuro a gestire la A24 e A25, ciò che conta è sapere dove andranno a finire le tariffe dei pedaggi e se saranno ancora previsti investimenti per la sicurezza delle infrastrutture.»

Avezzano – Mentre una parte della politica esulta per il decreto governativo che esautora Strada dei Parchi dalla gestione delle autostrade abruzzesi, molti cercano di capire quali saranno le conseguenze per utenti e cittadini per nulla interessati a certe manifestazioni di giubilo, manco avessero vinto il palio all’ultima sbandata del cavallo scosso alla curva di San Martino.

Ieri, dopo che la notizia della revoca della concessione era stata battuta dalle agenzie di stampa, i Sindaci e gli Amministratori di Lazio e Abruzzo, impegnati da tempo nella lotta contro il “caro-pedaggi” e per la sicurezza della A24-A25, hanno diffuso un comunicato col quale hanno ribadito di mantenere inalterati gli obiettivi della loro battaglia.

«Oggi più che mai, chiediamo al Mims e ai Commissari la creazione del tavolo istituzionale che ci veda partecipi di scelte strategiche per lo sviluppo e la tutela dei nostri territori. Gli Amministratori, in questa particolare fase, ritengono di fondamentale importanza la tutela dei lavoratori coinvolti nel “passaggio di gestione” e chiedono al Governo di farsi garante della salvaguardia di tutti i posti di lavoro.»

Attraverso il comunicato, è stato richiesto un incontro ai Capigruppo di tutte le forze politiche che rappresentano Abruzzo e Lazio in Parlamento, per istituire un tavolo permanente dove gli amministratori porteranno le istanze dei territori e i parlamentari garantiranno il loro recepimento in sede di Governo.

Con Alfonsino Scamolla, uno dei principali animatori del comitato di Sindaci e Amministratori, uno di quelli della prima ora, testimone e protagonista di molte fasi che hanno visto la questione arrivare a quello che oggi sembrerebbe l’epilogo di una telenovela infinita e a tratti surreale, facciamo il punto della situazione, alla luce degli ultimi sviluppi. 

Consigliere, le faccio una domanda un po’ provocatoria (Scamolla è consigliere di minoranza presso il comune di Pescina). Secondo lei c’entra qualcosa la revoca della concessione con l’incontro di qualche giorno fa, fra Draghi e Conte?

Scamolla sorride, un sorriso sardonico, e risponde con un’altra domanda. «Lei sta facendo dietrologia, dove vuole arrivare?»

Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Non è che la revoca della concessione è un ticket che Draghi paga a Conte per tenersi buoni quelli del M5S al governo? I grillini sono stati gli oppositori più ostili ai Benetton dopo i fatti di Genova, e non hanno mai fatto sconti al gruppo Toto. Come si spiega altrimenti questa improvvisa accelerazione del decreto?

«Io questo non posso saperlo. So per certo che il decreto legge dispone l’immediato subentro di ANAS nella gestione delle autostrade. Un’altra certezza è che fino al prossimo 31 dicembre 2022, le tariffe resteranno invariate, e questo me lo lasci dire, grazie a noi amministratori, che non abbiamo mai mollato di un millimetro e siamo sempre rimasti col fiato sul collo del Ministero

Lei è stato sempre molto scettico sul fatto che il famigerato Piano Economico Finanziario vedesse la luce entro giugno, e già mesi fa, aveva espresso la sensazione che il gestore dell’autostrada volesse tirarsi fuori dai giochi, sbaglio?

«No, non si sbaglia, è esattamente così. Senza chiarezza sugli investimenti pubblici, necessari per la messa in sicurezza della A24 e A25, è naturale che un’azienda privata finisca per rimettere in discussione il proprio impegno su progetti ancora tutti da chiarire, e infatti, la stessa Strada dei Parchi si era mostrata disponibile ad avviare la procedura di revoca della concessione, ma a fronte di importanti indennizzi.»

Ora che succede? Cosa devono aspettarsi gli utenti delle autostrade abruzzesi?

«Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, parla chiaro. La gestione passa all’ANAS, che, nelle more dell’attribuzione del trasferimento della concessione, entro e non oltre la data del 31 dicembre 2023, assume, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, pubblicato il 7 luglio 2022, la continuità della circolazione sulle autostrade A24 e A25 in condizioni di sicurezza.»

Quindi ci sarà una fase non breve, di passaggio di consegne fra Strada dei Parchi e Anas?

«Credo questo sia un momento molto delicato perché la revoca della concessione e il subentro immediato di ANAS, che di fatto disporrà delle maestranze del vecchio gestore, potrà generare potenziali situazioni di conflitto che si spera non ricadano sull’utenza. Nel frattempo il decreto dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, e potrebbe anche subire modifiche in Parlamento. Fra due mesi la questione rischia di diventare un tema da campagna elettorale e allora tutto può succedere.»

Da una parte il Governo che revoca la concessione a Strada dei parchi, dall’altro il Concessionario che chiede la rescissione della concessione in danno. Come andrà a finire?

«Da quello che si legge sui giornali, è chiaro che finirà a carte bollate. Se il Gestore la spuntasse, potrebbe arrivare ad incassare fra i 2,5 e i 4 miliardi di indennizzo. Un onere che ricadrebbe totalmente sulle spalle del contribuente. Si ricordi che i Benetton, nonostante la tragedia del ponte Morandi, incassarono 2,5 miliardi dal consorzio formato da Cassa depositi e prestiti e i fondi Blackstone e Macquarie, per uscire da Atlantia.» 

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