Sono rimasto di sasso nel leggere il comunicato del sindaco di Celano circa la vicenda della vecchia gualchiera.

È tutto partito dall’interessamento del locale ArcheoClub (giugno 2016), cui si è aggiunto Raffaele Colapietra (luglio 2016). È stato richiesto un parere a un organismo terzo – rispetto al Comune di Celano e ai ricorrenti –, e questo ha risposto che bisogna salvaguardare l’immobile. Parlo di Soprintendenza e non del circolo di bridge, dello Juventus club di Pavia o i nostri alcolisti anonimi.

Il sindaco chiede, anche se non si sa bene a chi: «come mai qualcuno si accorge dell’esistenza di un monumento di [così] alta valenza storica e culturale solo oggi?». Bisognerebbe pur aggiungere, a mio avviso: qualcuno d’Avezzano e di L’Aquila ma non di Celano.

È anche puerile mettere in mezzo i celanesi – tutti o in parte: «la stragrande maggioranza in città, aveva accolto con un certo favore il progetto di riqualificare l’intera area». Si erano sbagliati tutti o in molti: adesso è una certezza.

Al posto del sindaco, un’occhiata alle vecchie mura la darei…

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