Trasacco – Truffa aggravata allo Stato: a settembre Gup decide su Paola Quaglieri. Le intercettazioni

Il Gip Maria Proia aveva disposto l'interdizione dal lavoro con l'accusa di assenteismo e. il 25 novembre scorso, il Dg Testa ha disposto il “Licenziamento senza preavviso”. Su 394 ore dichiarate dalla dipendente, quelle effettivamente svolte sarebbero state solo 49. Oggi la difesa ha chiesto il rinvio per “risarcire il danno” alla Asl1: a settembre la nuova udienza

Direttore Generale Roberto Testa (a sinistra nella foto)

Si è tenuta oggi l’udienza davanti Gup Daria Lombardi che vedeva imputata Paola Quaglieri, difesa dagli Franco Colucci e Mario Flamini. Sulla dipendente Asl pende l’accusa di “Truffa aggravata ai danni dello Stato”, per assenteismo sul luogo di lavoro: su 394 ore di lavoro dichiarate, sarebbero solo 49 quelle effettivamente svolte.

L’indagine, condotta dagli uomini della guardia di finanza di Avezzano e coordinata dal Pm Laura Seccacini, risale ai primi mesi del 2018. Pesante l’accusa contestata alla donna dalla Procura: Truffa aggravata ai danni dello Stato. Per gli inquirenti la Quaglieri – assegnata dalla Asl al Distretto sanitario di Trasacco – avrebbe più volte timbrato il cartellino di uscita con modalità illecite: la scusa sarebbe stata quella di missioni per svolgere servizio esterno alla struttura aziendale, in realtà avrebbe invece svolto attività prettamente personali. Il tutto, sempre secondo le accuse, senza il preventivo consenso del dirigente sanitario locale.

I militari delle Fiamme gialle avrebbero documentato come, durante l’orario di lavoro, l’indagata svolgesse in realtà tutt’altre attività, come fare la spesa, andare in pescheria o al centro estetico, in banca o al bar, tornare a casa per stendere i panni lavati o per fare giardinaggio, oppure andare a lavorare nel ristorante di famiglia.

Si tratta di una indagine particolarmente articolata. Gli inquirenti, avvalendosi di filmati realizzati con due videocamere istallate all’ingresso del distretto sanitario di Trasacco e dell’abitazione privata dell’indagata, avrebbero accertato che, nel periodo compreso tra marzo e giugno 2018, la dipendente Asl avrebbe svolto solo 49 ore di lavoro, rispetto alle 394 dichiarate. Gli spostamenti della dipendente – si tratterebbe di circa 50 episodi – sarebbero stati documentati grazie all’ausilio di un rilevatore GPS istallato sull’auto in uso dall’indagata. In un episodio in particolare, avvenuto nel marzo 2018, a fronte di 8 ore lavorative contestate, il periodo di permanenza dell’indagata in ufficio sarebbe stato pari a soli 2 (due) minuti.

Secondo gli inquirenti, infine, la donna avrebbe compiuto le presunte azioni illecite e continuate avvalendosi del benestare, implicito o esplicito, dei suoi diretti superiori che, con ogni probabilità, sarebbero stati a conoscenza di tali illeciti comportamenti.

A tal proposito riportiamo un estratto di una intercettazione di una conversazione telefonica avvenuta nel giugno 2018. A parlare l’indagata e un medico operante nello stesso distretto sanitario:

INDAGATA: dottor… dimmi caro
DOTTORE: …bella roba è…
INDAGATA: …che…
DOTTORE: ...io a lavorare e tu a gozzovigliare davanti al bar… seduta come una…
INDAGATA: …bello il mio dottore…
DOTTORE: …ma ti pare… ti pare bello questo…è
INDAGATA: …bello… bello
DOTTORE: …bello… bello… e va bè…
INDAGATA: …senti la mia mancanza… io lo so
DOTTORE: … eh… manchi da tre mesi… ma quando ci vieni a lavorare…[?]
INDAGATA: …non ci vengo mai più a lavorare… basta mo mi licenzio
DOTTORE: …perché… fai troppi soldi con l’impegno che hai là…
INDAGATA: …no …no …no … come faccio io a licenziarmi…[?] devo pagare il mutuo io…
DOTTORE: umh… va bò… buon divertimento […]

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