TAR respinge ricorso Aratari. Struttura sanitaria Medisalus: edificio torna a uso agricolo

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di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

Pubblicate le motivazioni della sentenza con cui il TAR Abruzzo respinge il ricorso presentato da Arnaldo Aratari contro il Comune di Lecce nei Marsi. Nel ricorso si chiedeva l’annullamento di alcuni provvedimenti con cui il Comune intimava il ripristino ad uso agricolo del fabbricato che invece ospita la struttura sanitaria Medisalus srl, società di cui l’Aratari è amministratore e proprietario unico.

Nella sentenza del TAR – che inizialmente aveva concesso una sospensiva – si legge:

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo (Sezione Prima) respinge il ricorso introduttivo; in parte respinge ed in parte dichiara improcedibile il ricorso per motivi aggiunti; compensa le spese di lite; ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa”. [ per scaricare IL PDF della sentenza CLICCA QUI ]

La sentenza del TAR è un vero terremoto per la struttura sanitaria Medisalus.

L’argomento – insieme ad altre delicate questioni relative sempre a questa struttura – nel marzo scorso era stato all’ordine del giorno del consiglio comunale di Lecce nei Marsi. Così dichiarò, in quell’occasione, il Sindaco Gianluca De Angelis :

sulla struttura Medisalus persiste la necessità del ripristino allo stato di magazzino agricolo e che per tale obiettivo il Comune ha messo in atto tutte le procedure amministrative per la decadenza di tutte le autorizzazioni di cui la struttura è attualmente in possesso”.

Ma per comprendere meglio la storia della storia dell’edificio che ospita la struttura sanitaria Medisalus bisogna tenere presenti tutti i passaggi. Questi quelli salienti:

Nel 1996, grazie a un’autocertificazione con cui dichiarava di svolgere come attività prevalente quella di coltivatore diretto, il prof di educazione fisica Arnaldo Aratari ottiene dal Comune l’autorizzazione a costruire un magazzino in area agricola.

Nel giugno 1998 il magazzino da agricolo viene però trasformato in Centro per attività sociali, grazie ad una variante prevista dalla legge urbanistica che però contestualmente vincola l’immobile a tale uso per almeno 20 anni. La stessa legge prevede anche che il venir meno di tale vincolo d’uso comporta il ripristino agricolo dell’area.

Succede però che appena 4 mesi dopo, il 20 ottobre 1998, con il provvedimento nr. 566 la Giunta regionale autorizza l’Aratari a trasferire una sua attività sanitaria di fisiokinesiterapia da Gioia a Lecce nei Marsi, proprio all’interno dell’ex magazzino agricolo, appena trasformato in Centro sociale. Per il Comune è proprio questa variazione di destinazione d’uso da attività sociale ad attività sanitaria a costituire l’interruzione del vincolo d’uso ventennale e sarebbe quindi il motivo che obbliga al ripristino dell’area alla originaria destinazione agricola.

Così il Sindaco De Angelis dichiarò in conisglio comunale:

“Nel 2017 revocammo l’autorizzazione alla Medisalus intimando il ripristino dell’originaria destinazione urbanistica dell’area. Contro quella revoca – ricorda il sindaco – la Medisalus ha proposto un ricorso al Tar, che ha concesso la sospensiva, in attesa di pronunciarsi il prossimo 22 maggio. Siamo fiduciosi nella giustizia – conclude il Sindaco – e quindi speriamo che il Tar ci dia ragione e che  l’area possa essere ripristinata all’originaria destinazione urbanistica”.

E il TAR ha dato ragione al Comune, respingendo il ricorso di Arnaldo Aratari.

Al Tribunale amministrativo Aratari aveva chiesto l’annullamento della Delibera n. 49 del 7 novembre 2017 del consiglio comunale di Lecce nei Marsi (con cui si revocavano due precedenti delibere consiliari, e precisamente la n. 79/1997 e la n. 2/2014) e della nota n. 5.463 del 1 dicembre 2017, con cui il Comune contestava all’Aratari la violazione di un vincolo ventennale e lo diffidava a ripristinare l’originario uso agricolo dell’immobile. Nei “motivi aggiunti” al ricorso l’Aratari chiedeva inoltre anche la revoca di una lunga serie di altri provvedimenti assunti dal Comune.

La Camera di consiglio – di cui ora si rendono pubbliche le motivazioni della sentenza – si è tenuta il 22 maggio scorso, con l’intervento dei magistrati Umberto Realfonzo Presidente, Paola Anna Gemma Di Cesare Consigliere Estensore, Primo Referendario. A rappresentare e difendere l’Aratari gli avv. Marzia Lombardo e Sabrina Altamura, mentre per il Comune di Lecce Nei Marsi era presente l’avvocato Fabrizio Colasurdo. Nell’udienza si è registrato anche l’intervento ad opponendum del Centro Santa Lucia srl rappresentato e difeso da un nutrito collegio di avvocati: Fabio Nieddu, Eleuterio Simonelli, Vincenzo Antonucci, Giorgio Fraccastoro, Michele Guzzo.

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