Tagliacozzo, Concorso scolastico “Corradino di Svevia a Scuola”in memoria di Luigi Micalizio – La Premiazione degli studenti

Con il Maggio Dantesco si conclude la prima parte del “Viaggio con Dante” appartenente al trentennale Progetto Corradino e/o progetto 750+1 della Prof.ssa Laura Micalizio, fondatrice e presidente del Comitato Dantedì-Centro Studi Medievali Internazionali Tagliacozzo, insieme ai soci fondatori del medesimo centro di recente istituzione: Dott.ssa Agata Spera; Prof.ssa Donatella Salucci; Dott. Emanuele Nicolini; Prof. Ilio Leonio; Prof. Pierluigi Magistri ; Presidente Onorario Prof. Franco Salvatori e socio sostenitore Ing. Riccardo Martorelli.

Questa prima parte del “Viaggio con Dante” iniziato quest’anno, in occasione del 25 marzo, Giornata del Dantedì, di istituzione immutabile nel tempo del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ha visto la sua felice conclusione il 29 maggio 2021 presso la Sala Consiliare della Città di Tagliacozzo, con la Premiazione degli studenti che hanno partecipato al ventennale concorso “Corradino di Svevia a scuola” in memoria di Luigi Micalizio.

Hanno preso parte il coordinatore prof. Franco Salvatori, il sindaco Vincenzo Giovagnorio, la presidente del Centro Studi Prof.ssa Laura Micalizio, e il sostenitore Ing. Riccardo Martorelli. Ha presentato l’evento la giornalista Luisa Novorio.

L’entusiasmo e la commozione dei ragazzi, dei docenti e dei genitori, sono traspariti anche dalla calda accoglienza del Sindaco Dr. Vincenzo Giovagnorio della Città di Tagliacozzo che ha patrocinato l’evento e ha ricordato che Tagliacozzo è l’unica città abruzzese citata nella Divina Commedia, città Dantesca che sostiene molto la cultura: “teniamo tantissimo affinché i giovani siano protagonisti delle manifestazioni culturali. Oggi sono contento, orgoglioso  ed emozionato di vedere la sala consiliare piena di giovani”.

La presidente del Centro Studi, Prof.ssa Laura Micalizio, ha accolto con affetto gli studenti:

Gli studenti rappresentano nella mia vita una priorità. La scuola sta cambiando si avvicina sempre di più agli studenti, si apre a nuovi orizzonti e cerca con maggiore convinzione il dialogo con le istituzioni. Questo è uno dei motivi per cui oggi siamo qui: per proseguire ed iniziare un cammino che renda gli studenti protagonisti. Questo annuale concorso-premio è indetto tutti gli anni a fasi alterne dal 2000 ad oggi, vuole trasmettere il valore dell’unità, della fraternità, della solidarietà, della pace e dell’amicizia tra i popoli di cui si ha tanto bisogno in questo momento così delicato della storia mondiale. Per il prossimo 25 marzo 2022 sarà bandito il Premio letterario “Dante Alighieri” Città di Tagliacozzo“.

Gli interventi sono stati moderati dal Prof. Franco Salvatori che non ha mancato di onorare la Città di Tagliacozzo quale rappresentante della storia e della cultura in Abruzzo.

Pregiatissimi e interessanti gli interventi della italianista Prof.ssa Florinda Nardi, e dei suoi studenti dell’Università Degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Oriana Cardaci e Diego Colaiori e della Dr.ssa Katia Agata Spera, biologa e scrittrice, nonché segretaria del Centro Studi.

Il Comitato Dantedì Centro Studi Medievali Internazionali lo scorso 25 marzo in seno all’evento televisivo in diretta, attraverso il collegamento  con il Laboratorio Milla, scritture letterarie per le scene dello spettacolo, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha presentato  una lettura scenica virtuale di alcuni versi di Dante Alighieri.

Florinda Nardi  Professoressa associata di Letteratura Italiana ha ringraziato e salutato tutti i presenti ed ha introdotto i suoi allievi del Laboratorio Milla “Scritture letterarie per le scene dello spettacolo” del Dipartimento di Studi Letterari, Filosofici e di Storia dell’arte dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, diretto dalla stessa Prof.ssa Florinda Nardi. Prima la professoressa e poi i suoi allievi hanno spiegato come sia stata necessaria l’esigenza di riadattarsi per continuare a poter vivere il teatro.

La Prof.ssa Florinda Nardi ha riferito dell’immaginario dantesco nelle altre arti di come le parole evocative della Commedia abbiamo sempre permesso la creazione di altra arte, dalle arti figurative a partire dalle miniature per poi passare da Domenico Michelino, Botticelli, Dorè Blake, Dali fino ai contemporanei, ma anche le arti performative, dalle tante letture di attori (Sermonti, Albertazzi, Gassman, Bene, Benigni e finalmente in questo settecentenario anche voci femminili Anna Bonaiuto o Vittoria Puccini), fino al cinema.

Un immaginario che anche Dante aveva preso da altri, si pensi alla volta ottagonale del Battistero San Giovanni di Firenze, al Coppo di Marcovaldo con Lucifero che divora i diavoli, ma anche i basso rilievi di Niccolò e Giovanni Pisano per i loro rispettivi pulpiti visti da Dante proprio nel viaggio dell’esilio… arte che ispira l’arte di Dante, perché anche per lui ci sono state guide, maestri, ispirazioni e anche tante paure.

La Prof.ssa Florinda Nardi ha salutato i ragazzi con questo augurio, i versi che Dante fa dire da Beatrice a Virgilio:

“Temer si dee di sole quelle cose
C’ha non potenza di far altrui male
Che l’altre no ché non son paurose”
Abbiate paura di far male a qualcuno, di mancare di rispetto agli altri come a voi stessi, ma di ogni altra cosa no, mettete nel vostro zaino i vostri sogni le vostre speranze i vostri desideri accanto ai vostri valori, le conoscenze le competenze e “andate per l’alto mare aperto” “per divenir del mondo esperti”!

La Studentessa Oriana Cardaci ha ringraziato il  Centro Studi Medioevali Internazionali e il Comune di Tagliacozzo per aver dato, in questi anni, la possibilità di collaborare, attraverso l’Università di Tor Vergata e il laboratorio Milla, a tutte le iniziative inerenti al Dantedì.

“Oggi io e il mio collega Diego abbiamo scelto di essere qui, assieme alla professoressa Florinda Nardi, per poter parlare direttamente agli studenti in merito alle straordinarie possibilità creative ed espressive che la letteratura può fornire. La letteratura è un’occasione, è un treno che passa e ci trasporta verso mondi altri, ci permette di aprire nuove prospettive. E, a proposito di occasioni, noi del Laboratorio Milla l’anno scorso, come anche l’anno precedente, ne abbiamo colta una: quella di partecipare alle celebrazioni per la giornata dedicata a Dante Alighieri che dovevano aver luogo qui al Teatro Comunale di Tagliacozzo. Abbiamo per questo lavorato ad una drammaturgia sulla Commedia nel 2020 prevedendo che l’evento fosse tradotto in uno spettacolo teatrale in presenza.  Quando però il dilagare del virus ha costretto il mondo alla ritirata si sono aperte due strade davanti a noi, potevamo scegliere di lasciare perdere e lasciarci andare al silenzio delle nostre case oppure cambiare la forma di quello che era già stato creato ed andare avanti lavorando a distanza. Abbiamo allora deciso, assieme alla professoressa, di modificare in corso d’opera la modalità di fruizione del nostro lavoro ottenendo, grazie a questa nuova circostanza, un’ulteriore occasione, un’occasione per verificare in maniera diretta come un testo letterario abbia bisogno di un adattamento specifico a seconda del mezzo utilizzato per la sua rappresentazione. Nella transizione dalla forma in presenza alle piattaforme virtuali, dove è stato poi trasmesso l’evento, la drammaturgia ha assunto nuove forme. Quest’anno abbiamo prodotto un video, coordinandoci con l’aiuto di Silvia Manciati e Marco Todisco. Abbiamo lavorato per ricodificare il lavoro dell’anno precedente: -Abbiamo pensato questo video nella stessa maniera in cui si pensa ad uno spettacolo teatrale”.

A seguire l’intervento di Diego Colaiori che in maniera empatica  e comunicativa ha coinvolto ed interessato tutti i presenti con le sue parole:

“L’attore è un attore, e lo è sempre. Che reciti in una stanzetta da solo, in un grande teatro o in una piazza di provincia fa lo stesso. Deve prendersi sul serio, sempre. Deve studiare e ristudiare, lavorare su se stesso, sul proprio corpo, sul proprio apparato emotivo, fino all’ultimo dei suoi giorni. Entrare in crisi, superarsi, scoprire ogni volta qualcosa di nuovo su di sé. Un attore è tale se lo dimostra a se stesso da quando si alza a quando va a dormire. Sul teatro in pandemia… personalmente credo che il teatro abbia dimostrato la sua voglia di fare, di resistere, di esistere, e di adattarsi persino. E questo può essere un merito. Una questione invece che secondo me è mancata è il punto di vista dello spettatore: ho sentito tutti gli addetti ai lavori, professionisti o amatoriali, rivendicare il ruolo e l’importanza del teatro, ma raramente mi è capitato di udire la voce dello spettatore reclamare la riapertura o la necessità del teatro. Questo tra le altre cose dovrebbe forse far riflettere: chi è che va a teatro oggi, e perché. Gli addetti ai lavori lo sanno, gli altri? Non so. Riguardo al prodotto audiovisivo con il laboratorio Milla… dire che si è fatto teatro non è possibile, e nemmeno si può affermare di aver fatto cinema. C’è una differenza sostanziale tra il video che abbiamo prodotto e il cinema, cortometraggio o lungometraggio che sia. Primo, la telecamera. La telecamera, anche quando è fissa, nel cinema, è viva. È una presenza; dietro di essa c’è qualcuno, con una mente, un’anima, un pensiero e quindi un corpo. La telecamera del telefono, impostata come se ci si facesse un selfie, invece, è una cosa morta, inerte: ciò che viene ripreso esiste soltanto in seguito, nel montaggio, che è un’altra cosa. Altra differenza di sostanza è il pubblico. Nell’atto performativo del cinema, nel cosiddetto “girato”, l’attore che recita è in presenza e condivide lo spazio con la troupe. Uomini e donne, macchinisti, tecnici, scenografi; il regista, gli autori e gli altri attori e attrici sono il pubblico della scena che si sta per girare. A casa, in cameretta da soli, non c’è pubblico, non c’è stato. Naturalmente nel lavoro svolto c’è stato un incontro e un confronto con i realizzatori, ma soltanto prima e dopo il girato, e soltanto in videochiamata. Ciò che è stato fatto è solo la dimostrazione che non ci si vuole fermare, che non sarebbe giusto farlo; ma non è stato teatro, non è stato cinema. Questo discorso vuole tendere a ribadire la forza di un concetto, quello di collettività e di collaborazione. Il teatro esercita l’essere umano – che è sempre sociale – a convivere con il prossimo. Ricorda che niente si può veramente quando si è soli. Perché stare da soli è bene, è sano; ma restare da soli, sempre, non solo è sbagliato, ma è persino ingiusto. Per non restare da soli basta un gesto, un passo. Fare un passo verso l’altro per ritrovare e riconoscere nella vita ciò che inferno non è”.

La  dottoressa Katia Agata Spera, ha ricordato quanto sia importante per i ragazzi partecipare ai concorsi scolastici. Il discorso è stato rivolto piuttosto che agli insegnanti in sala, già formati in materia, agli alunni e ai genitori affinché non trascurino questa importante forma di attività attraverso la quale lo studente matura ancor più la consapevolezza del proprio sapere, la voglia di ricercare, la possibilità di sapersi auto-valutare e potenziare, oltre che le proprie competenze, anche l’autostima.

La Dott.ssa Spera ha incoraggiato i ragazzi a non temere di essere sottoposti a valutazione e che attraverso la partecipazione ai concorsi scolastici, oltre che a praticare un ottimo esercizio didattico, si può scoprire di avere  delle abilità e del talento fino allora nascosti.

Ringrazio per l’invito ricevuto ad intervenire a questo incontro con gli studenti e dove ci sono loro io mi sento a mio agio. Complimenti agli alunni che hanno partecipato al concorso premio, “Corradino di Svevia a Scuola”, in memoria di Luigi Micalizio, ai dirigenti scolastici e ai docenti che hanno accolto la proposta di  partecipazione, che hanno instradato gli alunni e li hanno seguiti nella redazione degli elaborati. Il concorso scolastico costituisce un valore aggiunto alla didattica ordinaria. I premi scolastici sono un’opportunità sia per i docenti per gli studenti. I ragazzi possono sviluppare ancor più le proprie  competenze su diverse materie, come in questo caso, relativamente alla produzione testuale e alle arti grafiche. Per i bambini il disegno riveste un’importanza enorme sia per punto di vista della comunicazione sia per l’aspetto emotivo. Il disegno è considerato uno tra i principali canali comunicativi e mezzi espressivi che accompagnano l’uomo nell’arco della vita. Dietro ogni disegno c’è un mondo reale o fantasioso. Per quanto riguarda la produzione testuale il concorso aiuta a migliorare la sensibilità nei confronti delle tematiche presentate dagli enti ideatori dei concorsi; aiuta a comprendere, interpretare e commentare gli argomenti proposti, potenziare le letture; confrontare  testi e articoli. Attraverso la partecipazione ai concorsi si possono  produrre testi creativi, racconti, poesie, saggi, adeguati in struttura e forma, utilizzando la  lingua italiana corretta, esprimendosi in modo chiaro e con proprietà,  arricchendo il lessico. La partecipazione ai concorsi rappresenta un momento di didattica e di crescita in comunione con gli insegnanti.  Attraverso la partecipazione ai concorsi scolastici si innesca un rapporto empatico tra gli studenti (in particolare nei lavori di gruppo) e tra lo studente e il docente di riferimento. Si vive un’esperienza che in parte è extrascolastica. Così come avviene nella partecipazione ai progetti scolastici, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione“.

Presenti tutti i membri della Commissione di valutazione: Dott. Emanuele Nicolini, Prof. Ilio Leonio, Prof. Laura Micalizio, Prof.ssa Antonella D’Angelo, Dott.ssa Agata Spera. Il Prof. Nicolini ha ringraziato i ragazzi,  i dirigenti scolastici e i docenti referenti che hanno incoraggiato e guidato gli studenti.

L’elaborato per le classi V della scuola primaria e III della scuola secondaria di primo grado era un componimento scritto o grafico inedito: “Dante e San Francesco, canto XI (Paradiso) della Divina Commedia”.  Per le classi III, IV e V della scuola secondaria di secondo grado, un componimento scritto inedito: “Una sfilata di orrori: è il triste spettacolo della IX bolgia, descritto nel canto XXVIII (Inferno) della Divina Commedia di Dante Alighieri. È il canto dell’orrore e della violenza della guerra. Le esperienze delle guerre non sono descrivibili con nessun linguaggio e le conseguenze dell’odio portano, spesso, a cruenti genocidi”.

Il Dott. Emauele Nicolini ha indicato i vincitori e le menzioni speciali attribuite agli studenti meritevoli dettando le motivazioni stilate dalla giuria.

Gli studenti che hanno ricevuto gli onori della giuria sono stati:
Alterio Morelli – classe VB – scuola primaria Gandin (Collodi Marini) di Avezzano, elaborato grafico, insegnante Maestra Lucia Di Giustino. L’alunno ha realizzato un bellissimo disegno, poi ritagliato ed incollato a rilievo su un foglio colorato, nel quale appaiono, come da proposta tematica, Dante e San Francesco. Le immagini sono nitide, ben impostate e comunicative. Nel disegno i due personaggi vi appaiono molto chiaramente nei loro tratti identificativi. L’apprezzabile originalità del disegno sta anche nell’aver riempito i volti ed il busto dei due protagonisti con piccoli e diversificati numeretti che fanno pensare ad un particolare e misterioso significato simbolico.
Pietro Occhiuzzi – classe V C scuola primaria “Don Gaetano Tantalo” di Tagliacozzo, “piccole considerazioni su Dante e San Francesco”, insegnante Maestra Antonella Colantoni. L’autore ha preferito un breve componimento scritto alla possibilità di realizzare un disegno. E tuttavia, pur nella sua semplicità, il testo è gradevole e ben impostato ponendo in sequenza alcune ottime considerazioni ed esprimendo altresì pregevoli pensieri e riflessioni, certamente in linea con il tema proposto. Corretta appare l’esposizione così come l’efficacia comunicativa.
Angelucci Walter – classe III AT dell’Istituto di Istruzione Superiore “Arrigo Serpieri” di Avezzano con l’elaborato “Urla Ignorate” , insegnante Prof.ssa Altomare Grieco. L’autore descrive molto bene sia la condizione politico-sociale del tempo di dante, sia l’immagine ed i personaggi più significativi della IX bolgia infernale. Validissime le considerazioni sulla guerra e su quanto poco ancora oggi l’umanità sia capace di far tesoro degli errori e degli orrori passati. Vengono portati ad esempio la persecuzione attuale del popolo Rohingya, un’etnia birmana, peraltro da molti stati rifiutato, nonché la tragica condizione della leader birmana Aung San Suu Ky allontanata illegittimamente dalla presidenza dello stato, senza che i potenti del mondo abbiano fatto seriamente qualcosa per impedirlo. Non mancano nell’elaborato coerenza con il tema, originalità ed efficacia comunicativa.
Chiara Dominici – classe IV E – Liceo Statale “Benedetto Croce” di Avezzano con l’elaborato, “L’importanza del diritto alla Vita”, insegnante Prof.ssa Duilia Gallese. L’autrice descrivendo gli orrori della guerra (sia al tempo di Dante che ai giorni nostri) cerca, con grande attenzione e precisione, di spiegare le ragioni di tali comportamenti violenti e sanguinari. Non è facile – ella sostiene – spiegare l’odio verso intere popolazioni e categorie di persone perseguitate per la loro sola colpa di esistere, talora per il colore della pelle, per la loro religione o per l’etnia di appartenenza. A tal proposito l’autrice fa, con ottima capacità, l’esempio tragico di quanto accaduto durante la 2 guerra mondiale, nonché delle stragi in Africa, America latina e medio oriente. E ancora – sostiene con puntuale logica -non vogliamo capire i nostri errori! Apprezzabilissima la coerenza del tema e la piena efficacia comunicativa.
Sophia Geremia – classe V E – Liceo Scientifico “Vitruvio Pollione” di Avezzano con l’elaborato “Grida di sangue e stridore di spade”, insegnante Prof.ssa Eliana Nanni. Davvero   originale   è   l’esordio   del   tema   che   descrive   la guerra come una immagine in bianco e nero, capace solo di diffondere orrori, brutalità e crudeltà. Molto   centrati   sono   i   paragoni   tra   la   guerra   al   tempo   di Dante   e   quelle   continue   e   violente   dei   nostri   giorni   che assurdamente sono anche capaci di porre gli uni contro gli altri gli stessi fratelli. Forte appare quindi la considerazione per cui è l’uomo in sé ad essere violento e bestiale e perciò sempre pronto a scatenare guerre. Bellissima e pregna di efficacia comunicativa è la chiusura che ricorda la risposta di Picasso ad un ufficiale nazista il quale, guardando   il   quadro “Guernica” dice “Avete   fatto voi   questo   orrore   Maestro?”.   Terribile   la   risposta   del famoso pittore “No, l’avete fatto voi! “.
Alessandra Cipriani – classe V B – scuola primaria “Giuseppe Mazzini” di Avezzano. Elaborato grafico “Dante e San Francesco“. Insegnante: Maestra Emma Francesconi. La rappresentazione grafica realizzata dall’alunna è certamente coerente con il tema che chiedeva di esprimersi sul rapporto tra Dante e San Francesco. Le due figure riportate sul disegno sono ben chiare nella loro identificazione con i personaggi in questione e sono altresì ben stilizzate. Il conseguente messaggio visivo – certamente molto ben comunicativo – risulta così assai efficace e piacevole, meritando quindi l’attribuzione del premio.
Alessia Tirone – classe III B – scuola secondaria di primo grado “Istituto Onnicomprensivo Statale Andrea Argoli di Tagliacozzo” – componimento “Dante e San Francesco” Insegnante: Prof.ssa Rosa Gaeta. Il componimento si muove con coerenza all’interno della tematica assegnata. Significativo ed accurato è il parallelo descritto dal candidato tra Dante e San Francesco. Su quest’ultimo l’autrice si dilunga, esponendone la vita e le azioni più significative onde dimostrare la ottima scelta di Dante nel collocare il Santo nel luogo più giusto. L’esposizione è corretta e fluida ed ha il pregio di inserirvi il riferimento anche alle testimonianze francescane esistenti a Tagliacozzo.
Piergiulio Fasciani – classe III A – Liceo Scientifico “Vitruvio Pollione” di Avezzano, con l’elaborato dal titolo: “Quale Inferno?” Insegnante: Prof.ssa Antonietta Nanni. Componimento che traccia mirabilmente un affresco tra quanto esposto da Dante nella IX bolgia e quanto il significato di quelle scene ci riporti tristemente e violentemente alle atrocità dei nostri tempi. In ciò si rivela piena la coerenza con la tematica proposta attraverso un linguaggio asciutto e nello stesso tempo molto efficace nella sua comunicatività.Si nota anche molta originalità espositiva nel sottolineare gli eterni mali dell’umanità, conducendoci così a conclusioni necessariamente amare, pur mitigate però da viva speranza.
Leonardo D’Andrea – classe II A- Liceo Classico Alessandro Torlonia di Avezzano, elaborato: “La spada della giustizia”, insegnante: Prof.ssa Cristina La Rosa. Davvero ottimo l’incipit del tema che pennella benissimo le immagini e le condizioni della IX bolgia su cui campeggia un rosso acceso. Altrettanto valido e pregnante è il parallelismo evidenziato dall’autore tra quelle scene e le analoghe, altrettanto tragiche, delle varie guerre del nostro tempo. Con linguaggio vivido e nitido si passa coerentemente da un personaggio ad un altro, inserendovi anche spiegazioni intelligenti su quanto descritto da Dante e quanto da lui concretamente vissuto. E’ perfetta quindi la rappresentazione del contrappasso, fermo restando l’ottimo uso del linguaggio espositivo, la sua originalità e la piena efficacia comunicativa.
Francesco del Gusto– classe III C- Liceo Classico Alessandro Torlonia di Avezzano con il testo: “Dante è sporco di Rosso”. insegnante: Prof.ssa Cristina La Rosa. Questo componimento ha il bellissimo pregio di una eccezionale originalità che si palesa evidente quando l’autore inizia il suo scrivere partendo, come fatto essenziale e fondante, dal Dante soldato e perciò pieno conoscitore della guerra. Solo così lo stesso Dante è riuscito a rendere coerente e logico il terrore e la disperazione che aleggiano sempre nella IX bolgia. Altrettanto lodevole è la citazione delle famose illustrazioni della Divina Commedia realizzate dal grandissimo incisore Gustave Dorè che fanno davvero “vedere” al lettore ciò che si descrive nel testo dantesco. E come non apprezzare l’ottimo spunto dell’autore che si lancia, con vivida capacità, nella difficile problematica sull’origine del Male. E da qui la considerazione che nel mondo moderno nulla è cambiato rispetto a tale oscura presenza. Quindi appaiono rilevanti la coerenza, l’uso appropriato del linguaggio, la correttezza espositiva e la efficacia comunicativa che, sempre presenti nell’elaborato, lo rendono assai meritevolmente degno del premio.

Il concorso indetto del Centro Sudi Medievali Internazionali di Tagliacozzo ha visto la piena partecipazione, nutrita dall’entusiasmo, delle scuole di ogni ordine e grado. In tempi di didattica a distanza è certamente un bel segno di vicinanza e testimonianza della bellezza che la scuola riesce a creare e condividere.

Il Sindaco di Tagliacozzo per i saluti ha speso parole di ringraziamento soprattutto per la pazienza dei ragazzi attenti ad ascoltare le dotte parole dei relatori in attesa di ricevere il meritato riconoscimento e “Dulcis in fundo”, per usare le parole della bravissima giornalista Luisa Novorio, i ragazzi hanno ricevuto in dono dallo stesso Maestro pasticciere Giuseppe Chicarella una coreografica confezione del dolce tipico artigianale  “Il Dolce di Corradino” nato da un progetto della Prof. Laura Micalizio

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