Recovery Found e Rifiuti – Fontana (M5S): “segnali positivi per riparazione e riuso; economia circolare crea lavoro”

Rispondendo oggi alla Camera alla mia interpellanza urgente sullo stato dell’arte del diritto alla riparazione, il ministero dell’Ambiente ha annunciato che è in via di definizione un decreto per regolamentare le attività di riparazione dei beni e dei centri per il riuso, mentre le recenti modifiche al Testo Unico Ambientale hanno anche consentito la possibilità di adibire aree per lo scambio di beni usati all’interno dei centri di raccolta rifiuti comunali. Spazi che potranno essere arricchiti anche con aree destinate alla prevenzione della produzione di rifiuti e alla raccolta di beni da destinare appunto al riutilizzo. Un’opportunità di economia circolare preziosa per l’ambiente e per l’occupazione, che le risorse del Recovery plan devono incentivare il più possibile”.

Lo afferma Ilaria Fontana, deputata del Movimento 5 Stelle in Commissione Ambiente e vicepresidente del Gruppo alla Camera.
Lo stesso ministro Costa – prosegue la deputata pentastellata – ha evidenziato recentemente il potenziale occupazionale del solo settore della riparazione, 230mila occupati, e dell’economia circolare in generale: 1,6 milioni di posti di lavoro nei prossimi 5 anni. Anche per questo ho presentato una proposta di legge volta, tra l’altro, a una corretta definizione normativa della “riparazione”. Quest’attività oggi richiede autorizzazioni e procedure burocratiche troppo lunghe e farraginose: dobbiamo invece al più presto adeguarci a quanto previsto in sede di recepimento del pacchetto Ue sull’Economia circolare, consentendone l’avvio con una Segnalazione Certificata di Inizio di Attività (SCIA)”.

Il nuovo Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti può e deve svolgere un ruolo chiave nell’indicare la strada da seguire anche a Regioni e Comuni, in modo da contribuire alla diffusione di centri per il riuso e la riparazione” aggiunge Ilaria Fontana.
Questi interventi rappresentano l’inizio di ciò che servirà per consentire l’applicazione nella pratica dei principi di economia circolare, guardando sempre più alle catene corte del valore e sempre meno ai rifiuti, che sono risorsa soltanto quando non vengono prodotti” conclude la deputata.

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