RADICI, il terremoto del 1915 – Ricostruzione di Aielli: un caso esemplare attraverso due documenti d’epoca

(Regio Commissariato civile di Avezzano a Prefettura di Aquila, 31 gennaio 1916)
Oggetto: Aielli – Amministrazione comunale
Aspra lotta si è accesa da vari mesi in Aielli in occasione della ricostruzione del paese: ché il Sindaco ultimo, Signor Carlo Muzi – dal R. Commissario del tempo nominato Delegato speciale – strenuamente ha parteggiato per la costruzione di baracche e casette vicino alla stazione ferroviaria, mentre il partito a lui di opposizione ad ogni costo voleva tale ricostruzione in alto, presso il vecchio paese.
Nella realtà la questione trae le sue origini anzitutto dalla lotta dei partiti locali, di cui quello di opposizione si impernia principalmente nello Iacobucci e nel Del Cecato […] ma la trae anche da un fattore economico importante: e cioè che così il Muzi, come lo Iacobucci (accusa del resto, che entrambi si palleggiano a vicenda) tendono ciascuno a trarre il centro del paese per opposte vie, il primo perché ha fondi vicino alla stazione ferroviaria che aumenterebbero di valore col formarsi colà del nuovo centro abitato, il secondo perché, da tale soluzione, vedrebbe diminuito il valore di una casa di sua proprietà rimasta integra nell’abitato vecchio […] entrambi orpellano le loro intime ragioni con considerazioni d’indole generale: il primo, invocando la comodità dei traffici ed il maggiore soffio di moderna civiltà che si assicura ad un paese portandolo vicino alle grandi vie di comunicazione: il secondo, a sua volta, invocando la necessità di tradizioni e di pastorizia che impongono ai naturali di star più presso ai pascoli della montagna.
[…] superato lo stato acuto del primo momento, sotto il R. Commissario, d’accordo con l’Ufficio del Genio Civile (che in linea generale predilige – e con valide ragioni, anche per economia di trasporti – le ricostruzioni in prossimità degli scali ferroviari) fu dato impulso ai lavori: ed il paese si è mantenuto da vari mesi in quiete: per intanto, i pubblici uffici, in linea precaria, venivano posti in Aielli bassa, cioè vicino alla stazione.
Ma ora si presenta la questione più grave: cioè della destinazione del definitivo locale per l’ufficio Municipale, e, credo anche, per l’ufficio di Posta.
Certamente, restituire in questo momento la naturale rappresentanza alle proprie funzioni […] presenterebbe assai forte probabilità di aprire un periodo di perturbamenti continui in Consiglio Comunale e in piazza: tanto più che il Muzi se ha una maggioranza in Consiglio, appare – da informazioni avute – che non ne abbia nella popolazione […]
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(On. Erminio Sipari, 31 marzo 1916)
[…] Io fui sopraluogo nel maggio 1915 quando l’agitazione già ferveva per la minaccia della ricostruzione del paese giù. Dopo di me intervenne il Comm. Dezza [il Regio Commissario Civile per il circondario di Avezzano], col quale rimanemmo d’accordo che la soluzione equa era: casette nuove su, e casette nuove giù proporzionalmente agli abitanti che volevano restar su o venir giù. Dopo l’assestamento demografico si sarebbe visto se quali delle due frazioni preponderava, e lì si sarebbero ricostruiti gli uffici pubblici.
Io partii il 25 maggio, richiamato alle armi, e solo in gennaio sono tornato in Abruzzo ed ho trovato che… avevano ricostruito tutto il paese giù, salvo poche casette (5 mi pare) costruite su. Interrogato Lepore [dirigente l’ufficio speciale del Genio Civile di Avezzano] seppi che il Dezza gli aveva detto di costruire molte casette anche su, ma che egli Lepore si era opposto perché mancava l’area […] detta asserzione non è esatta […]

(fmb)

Tratto da: SITe.it edizione stampata – numero zero dicembre 2010

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