Nel post precedente, tra l’altro, ho tratteggiato il mio modo di pensare: «Il nostro ambientalismo proviene dagli Stati Uniti, dal Nord-Europa ed è impregnato di pragmatismo». M’interessa perciò che cosa ha prodotto la visita di Luciano Di Tizio ad Avezzano mentre quello che c’è dietro o ai lati non mi entusiasma nemmeno un po’. È uscito in proposito su un paio di testate locali un illuminante comunicato (bis: il primo risale a dieci giorni prima – 13 febbraio) del WWF Abruzzo Montano su quella giornata – si capisce meglio quello su TerreMarsicane. (Esso muove in realtà, da «polemiche sui social network», che io non conosco). Che cosa ha prodotto tal incontro, appunto? Solo intenzioni derivanti da idee strampalate, campate in aria. (C’entra come i cavoli a merenda secondo me, Di Tizio che conosciamo e stimiamo in tanti, in tale vicenda).

L’Amministrazione comunale a meno di tre mesi dalle elezioni promette che: «via Napoli diventerà un corridoio verde che unirà Villa Torlonia al Parco del Salviano». La mia domanda è: come fa un’Amministrazione a ricavare un corridoio verde da quelle parti, lungo due arterie così trafficate? (C’è anche via Roma da quelle parti). Chiude al traffico motorizzato via Napoli e la riempie di terra, butta giù le case lungo quella strada, una pista ciclabile – considerato l’utilizzo di tale recente locuzione –, altro?

«Ripiantare gli alberi rimossi dalle aiuole del centro cittadino». Io me lo auguro ma è anche vero che negli ultimi anni il Comune ha chiuso almeno un occhio su chi ha prima danneggiato una pianta e una volta che lo stesso ente pubblico l’ha recisa, ha ricoperto con asfalto o cemento, l’aiuola. (È utile che il WWF Abruzzo Montano sappia che il taglio delle piante non è generalmente legato al rifacimento dei marciapiedi, ad Avezzano; gli alberi interni al Quadrilatero, tra l’altro, non sono solo materia per ambientalisti, anzi).

Questa invece – ignoro chi l’abbia pensata dentro o fuori l’amministrazione Di Pangrazio – è da Pritzker o da Nobel per la Fisica: «Aumentare le aree destinate a verde pubblico, attraverso la messa a dimora di arbusti ed alberi autoctoni». Ho scoperto all’improvviso che in gioventù ho sprecato i miei migliori anni con i numerosi corsi a indirizzo urbanistico che ho frequentato: sono invece sufficienti i florovivaisti, ad Avezzano. Tu metti a dimora un tiglio e zac! Cambia automaticamente la zonizzazione nella pianta del Prg digitalizzato. (L’impiego degli arbusti – anziché gli alberi – in città ha dato dei risultati poco incoraggianti, a mio avviso ovviamente; basta però andare in giro e controllare – oggi, domani, dopodomani, con calma). E poi, noi passatisti rimasti all’impenetrabilità dei corpi solidi!

G. W. Delle Coste ricorda del WWF: «tra i propri doveri c’è quello di criticare, dialogare e pungolare le amministrazioni comunali […] Ed è proprio quello che è avvenuto – come in altre occasioni in tempi non sospetti – lunedì 13 febbraio». Già, è proprio un tempo sospetto tre mesi prima delle Amministrative come io ritengo, anche se – confermo – non m’interessano le cosiddette dietrologie. (Avrebbero giovato due passi in giro per Avezzano – ho notato che se ne ha un’idea piuttosto vaga in quell’associazione – prima di convenire con il sindaco).

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