Stavolta si è meglio notato un processo almeno trentennale nella composizione delle liste elettorali. Dalla nascita della repubblica democratica fino agli anni Ottanta del secolo scorso, una lista rispecchiava in qualche modo la composizione della società: un artigiano, un libero professionista, un operaio, un commerciante, un sindacalista, una donna, un militante di partito, un maestro elementare, un rappresentante di ogni quartiere, uno studente universitario, un contadino e poco altro. Il partito decideva generalmente su chi convogliare le preferenze; si votava generalmente – anche in questo caso –, i candidati secondo un criterio «geografico»: quelli che abitavano più vicino. Ne risentivano i programmi elettorali, più dettagliati e meno fumosi di quelli odierni. Le liste delle ultime tornate elettorali ospitano più che altro dei personaggi che rappresentano se stessi: c’entrano poco o per niente la società, la città.

Mi sono occupato marginalmente delle Amministrative ad Avezzano e l’ultima volta ho accennato alla provenienza del metodo multi level impiegato per rafforzare un candidato sindaco. (La lista d’appoggio nasce negli anni Novanta). In quest’occasione si osserva meglio anche la portata del voto disgiunto: l’aspirante consigliere, cerca più che in precedenza il voto per se stesso e si cura poco se il suo elettore vota un concorrente alla carica di sindaco. Non importa come vada a finire, in tal modo si vede meglio che la politica è dominata da chi possiede i «voti in banca». È questo un meccanismo che investe proprio tutte le liste partecipanti e che dimostra in qualche modo anche il declino dei partiti tradizionali. Trionfa perciò il notabile come agli esordi del Regno d’Italia, il personaggio mentre si dissolve la persona, la classe, la cultura amministrativa, la strategia, il conflitto, la competenza, il progetto, la sfida. (E dire che si tratta generalmente di maschi!). La minoranza etnica è vista più che un peso o una risorsa, come un pacchetto di voti da acquisire in blocco attraverso un presunto rappresentante. (Il familismo amorale è in uso – con alcune sfumature – presso una parte dell’umanità).

Come se ne esce? Bisognerebbe almeno capire che si sta nuotando tutti nella stessa acqua. (4/22)

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