Proposta di legge di iniziativa popolare. Acqua bene comune dell’umanità

f-o-acqua3.jpgAnche in Abruzzo si mette in moto la macchina organizzativa per la raccolta delle firme per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” che sancisce il Diritto all’Acqua e afferma una gestione pubblica, efficiente, partecipata e sostenibile.
L’acqua è un bene comune e un diritto umano: sessanta organizzazioni (diocesi, associazioni, partiti, sindacati) a livello nazionale, oltre duecento comitati ed associazioni di livello locale, missionari come Alex Zanotelli e decine di artisti come Dario Fo, Beppe Grillo e Ivano Fossati, hanno unito le loro forze per scrivere e proporre dal basso una legge per una gestione dell’acqua pubblica e partecipata dalle comunità locali.

Questa rivista, già nel n. 2 dell’agosto 2004, si è occupata del tema della mercificazione dell’acqua e dell’urgenza di riconoscere il suo carattere di bene comune pubblico da tutelare. Nel n. 5 del 2005 si è invece parlato degli aspetti locali, dei disservizi del Consorzio acquedottistico marsicano e dell’urgenza di procedere all’installazione dei contatori (i file pdf delle riviste sono scaricabili dal sito www.site.it).
Da allora molta altra acqua è passata sotto i ponti, la gestione di questa risorsa è peggiorata, ma di pari passo è aumentata la consapevolezza dell’opinione pubblica sulla necessità di procedere a una gestione partecipata delle acque e alla loro salvaguardia come bene pubblico.
Tuttavia continuano le pressioni a diversi livelli (internazionale, nazionale e locale), finalizzate ad affermare la privatizzazione e l’affidamento al mercato della gestione delle risorse idriche. Queste pressioni coinvolgono trasversalmente le diverse culture politiche ed amministrative e provocano dappertutto degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, mancanza di trasparenza e democrazia, aumento delle tariffe.
In questi anni abbiamo imparato a nostre spese cosa significa la messa sul mercato dei servizi pubblici essenziali e l’esperienza fatta consiglia che solo un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possa garantire la tutela di questo bene primario.
In tutta Italia sono ormai decine le vertenze aperte contro la privatizzazione dell’acqua, i disservizi nella gestione di questo bene, gli sprechi e gli aumenti delle tariffe.
Ed è proprio dalla messa in rete di queste esperienze che è partita la ricerca di nuovi modelli pubblici basati sulla democrazia partecipativa e che alla fine ha prodotto la Proposta di legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua che va sotto il nome di “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico.”
Il 24 ottobre il Comitato promotore ha depositato presso la Corte di cassazione il testo della Legge di iniziativa popolare, composta da soli 13 articoli.
Da oggi al 13 gennaio in tutta Italia sono programmate iniziative di sensibilizzazione (dibattiti, seminari, convegni ed eventi).
Dal 13 gennaio, per sei mesi, in tutto il territorio nazionale saranno organizzati dei banchetti per la raccolta delle firme necessarie per presentare la legge.

Per saperne di più (consultare il testo della legge, aderire all’iniziativa, procurarsi i moduli per la raccolta delle firme ecc.) basta collegarsi al sito internet:
www.acquabenecomune.org
Comitato promotore nazionale: via Santo Ambrogio 4, Roma. Tel. 06. 68136225.
Segreteria regionale: CGIL Camera del Lavoro di Pescara, Via B. Croce Pescara. Telefono: 3683188739 – 3381195358 – 3403701978.

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