PROGETTO CASE: «Isolatori antisismici irregolari»

Interessanti anticipazioni contenute in un articolo del giornale online Primadanoi, sui risultati della perizia sugli isolatori delle new town aquilane. L’incidente probatorio era stato disposto dal giudice Marco Billi. Secondo primadanoi i consulenti avrebbero rilevato la presenza di «materiali diversi da quelli offerti in gara» e delle «criticità ai fini del funzionamento e della sicurezza».
La perizia era stata disposta dai magistrati nel corso di un’inchiesta che vede sei persone indagate per turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture, tra cui l’ing. Mauro Dolce, responsabile del Progetto case del Dipartimento di Protezione civile. Nel mirino dei magistrati ci sarebbe l’intera fornitura dell’azienda milanese Alga costruzioni che insieme alla Fip industriale di Padova si è aggiudicata per oltre 7 milioni di euro la gara per la fornitura di oltre 7300 isolatori. Per i periti quasi 4900 isolatori dell’Alga risulterebbero diversi dalla tipologia offerta in gara. I test di laboratorio dimostrerebbero che almeno 200 dispositivi forniti dall’Alga presentano delle «criticità sostanziali ai fini della sicurezza e del funzionamento» tanto che i periti del tribunale auspicano «un intervento di sostituzione».

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Dell’argomento aveva già trattato l’associazione Libera nel suo  “Dossier Abruzzo, la fine dell’isola felice“, pubblicato nel 2010. Questo il paragrafo sugli isolatori sismici:

 

Isolatori sismici sotto inchiesta
Sui 7.300 isolatori sismici, costati oltre 13 milioni di euro, è in corso un’inchiesta della magistratura, in quanto «privi dei certificati di omologazione e attestati di qualificazione». Il reato ipotizzato è «frode nelle pubbliche forniture», ma non è escluso che altre sorprese potrebbero emergere dall’inchiesta, ormai in dirittura di arrivo. La squadra mobile aquilana ha acquisito documentazione negli uffici della Protezione civile e il video A prova di sisma trasmesso nell’ottobre scorso da rainews24. Sentiti anche diversi esperti, eseguito sopralluoghi e cercato riscontri alle ipotesi di reato presentate in una denuncia fatta da un imprenditore escluso dall’appalto.
A gennaio di quest’anno, il caso approda in parlamento, quando il senatore Giuseppe Astore, con un’interrogazione (la n. 4-02594), chiede se alla gara d’appalto siano state invitate anche ditte statunitensi dotate di tali certificazioni e «se non si rilevi l’esistenza di un eventuale conflitto di interessi qualora il professor Calvi ricopra effettivamente il duplice incarico di direttore dei lavori del progetto CASE e direttore dell’Eucentre di Pavia». Astore sottolinea anche che «se gli isolatori dovessero risultare inefficaci, le costruzioni isolate sismicamente sarebbero meno sicure di quelle realizzate con fondazioni convenzionali». L’inchiesta, in particolare, riguarderebbe l’assenza di certificazioni o certificazioni carenti, dunque. Ma si sospettano anche pagamenti di fatture per un numero superiore di isolatori rispetto a quelli realmente installati. Un altro aspetto poco chiaro è quello relativo ai test cui dovrebbero essere sottoposti, per legge, il 20% degli isolatori prima dell’istallazione: sembra che tutti i laboratori esistenti in Italia non sarebbero stati sufficienti per testare un così alto numero di dispositivi in così poco tempo. A far aumentare i dubbi sull’effettiva effettuazione di questi test ci pensa il Ministro per i rapporti con il parlamento, Elio Vito. Rispondendo a un’altra interrogazione sugli stessi temi trattati dal senatore Astore, presentata alla Camera dall’on. Gianluca Benamati (n. 4-03891), Vito afferma: «[…] Inoltre un quarto delle prove di accettazione, che riguardano complessivamente il 20 per cento, rispetto al 5 per cento richiesto dalle Pren 15129, dei dispositivi messi in opera, sono eseguite in condizioni dinamiche, anziché statiche, rappresentando le condizioni minimali, secondo le norme tecniche nazionali. Il laboratorio presso il quale vengono eseguite le prove di qualificazione e di accettazione dinamiche è quello dell’università di Pavia-Eucentre, dotato delle attrezzature necessarie alla corretta esecuzione delle prove». L’affermazione del ministro Vito pone però altri due problemi, non di poco conto: ammette che per le prove di accettazione è stato utilizzato un solo laboratorio; rende noto che l’unico laboratorio utilizzato per i test è quello che fa capo a Gian Michele Calvi, il progettista del Progetto Case.
Altre fonti sostengono che, sempre per il tempo limitato, non sarebbe stato nemmeno possibile realizzare tutti gli isolatori sismici utilizzati. Una voce alimentata anche dalla scelta improvvisa, a febbraio, di coprire alla vista tutti i dispositivi, con una spesa aggiuntiva di svariati milioni di euro. Motivazione: la polvere potrebbe bloccarli e neutralizzare l’effetto antisismico.
Le preoccupazioni crescono anche tra gli ospiti degli alloggi antisismici, così il 30 novembre 2010 la Protezione civile, commentando alcune notizie «sulle indagini relative a presunte irregolarità nell’appalto degli isolatori del progetto Case, che possono indurre dubbi sulla sicurezza sismica del sistema di isolamento degli edifici» con un comunicato rassicura e ribadisce: «le abitazioni del progetto Case sono sicure».

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