Progetto C.A.S.E – Cronache marziane (A.D. 2036)

ANI – Associazione Nazionale Informazioni

2036-settembre-9 / rassegna giornaliera degli appuntamenti da divulgare obbligatoriamente con almeno 300 caratteri in ordine di importanza / da inoltrare per pastmodul all’ufficio Onestà e informazione del Governatorato Medio-Adriatico

Unione dell’Aterno – (ore 11 mediterranee) L’Aquila: cerimonia di demolizione con carica di dinamite dell’ultimo complesso post-terremoto ancora in piedi
 
Con l’abbattimento della struttura denominata «Paganica2» l’Amministrazione statale porta a termine la complessa procedura che ha visto l’eliminazione dei diciannove insediamenti del cosiddetto Progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili), realizzati all’indomani del sisma del 6 aprile 2009 nella città di L’Aquila. Su tali costruzioni nacquero sin dall’epoca della realizzazione molte polemiche legate all’individuazione dei siti nei quali allocarle, all’edificazione – che avvenne derogando alle norme e alle procedure dell’epoca –, alla manodopera e ai materiali utilizzati per le opere, nonché alla intestazione e alla esigibilità delle utenze delle migliaia di cittadini albergativi negli anni successivi.
La Commissione d’inchiesta “Blundo” istituita nel 2020 stabilì, nella sua relazione finale presentata al Parlamento, che il Progetto C.A.S.E. fu sostanziale creatura e appannaggio della criminalità organizzata. Drammatiche le sedute della Commissione parlamentare che videro audito il sindaco all’epoca del terremoto, Massimo Cialente (poi espatriato a Panama), mentre si ricorda che non poterono deporre l’ideatore del progetto C.A.S.E. Gian Michele Calvi (freddato da sicari sulla porta di casa a Pavia) e l’allora responsabile del Dipartimento della Protezione civile, Bertolaso (disperso in Africa).
Sin dalla metà degli anni Dieci gravi criticità emerse (il famoso “crollo dei balconi”) avevano portato a formulare l’ipotesi di una progressiva dismissione delle strutture. Tale operazione è cominciata nel 2022 con la demolizione del complesso di Collebrincioni, al quale seguirono gli altri. Grave perturbamento dell’ordine pubblico si ebbe nel 2028, quando si procedette, per l’abbattimento, allo sgombero di Cese di Preturo, divenuto nel tempo una piazza di spaccio degli stupefacenti e rifugio di irregolari abruzzesi, laziali e campani, per il quale venne richiesto l’ausilio dell’Esercito.
Presenzieranno alla cerimonia il Ministro per il Territorio e l’Industria; il sindaco dell’Unione dell’Aterno; i primi cittadini di Roma e della Città Metropolitana Abruzzese di Pescara; i portavoce al Parlamento; i consiglieri regionali del Medio-Adriatico; i rappresentanti territoriali degli industriali e dei costruttori e delle associazioni di categoria dei produttori.
Benedirà la carica S.E. il Vescovo di L’Aquila.

Cronache dal Futuro del passato / Terremoto infinito

In occasione della ricorrenza del decennale del sisma aquilano, nello rispolverare la documentazione sul noto e famigerato Progetto C.A.S.E. – quell’intervento che il decreto Abruzzo volle per l’apprestamento urgente di abitazioni (non si è mai compreso se provvisorie o definitive, e sino a quale segno, in quest’ultima ipotesi; durevoli, si scrisse) che avevano la precipua caratteristica di prevedere un isolamento sismico per interi complessi abitativi, risparmio energetico e sostenibilità ambientale ovvero di essere collocate su delle piastre con degli isolatori –, scorrendo una quantità ingovernabile di carte e immagini, abbiamo rinvenuto una bozza di una cronaca dal Futuro che avevamo apprestato, sul tema, e che poi non avevamo messo in pagina. Sia in ragione di questioni più stringenti sia per via di quella sensazione di essere scavalcati dalla realtà, sentimento che sempre più proviamo, e non sappiamo sino a quale punto dovercene preoccupare. Cosicché nel mentre noi proiettavamo scherzosamente in avanti nel tempo l’inabissamento (inevitabile, come tutto) di queste C.A.S.E., sui giornali serii leggevamo che vi era chi – Autorità – ne chiedeva (provocatoriamente, crediamo) l’abbattimento in tempi rapidi. Circa tre anni fa, vale a dire da poco più di un siloniano lustro dalla consegna.

Tutto ciò per dire cosa? Che la visione del futuro, per qualsiasi ragione esercitata, è suscettibile di divenire presto passato, e sotto questo profilo è assai utile per notare cosa si fosse settato in maniera poco conferente, anche per chi inventa

Speciale L'Aquila 2009-2019

Questa è una Sezione speciale creata per il decennale del sisma del 2009: stiamo ripubblicando gli articoli e tutto il materiale realizzato o pubblicato- esattamente 10 anni fa – da site.it durante l’emergenza aquilana.

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