Prima il terremoto, poi Bertolaso e ora il G8

Il terremoto del 6 aprile, oltre a provocare lutti e macerie, ha distrutto gran parte delle funzioni vitali dello stato: prefettura, corte d’appello, tribunale, caserme, ospedale e gran parte degli uffici pubblici sono crollati o sono inagibili. A fare il resto ci ha pensato la Protezione civile: enti locali esautorati dei loro poteri, forze dell’ordine disarticolate nelle loro funzioni, progressiva militarizzazione dell’intero territorio colpito dal sisma.
Una situazione che – ad oltre due mesi dal disastro – in uno stato che si dice democratico non ha più alcuna giustificazione.
E’ ora che agli enti locali si restituisca la possibilità di svolgere il ruolo istituzionale e amministrativo assegnatogli dalla Costitu-zione, che agli uomini delle forze dell’ordine sia restituita la possibilità di svolgere appieno le loro reali funzioni, che il governo si decida a smetterla con proclami e menzogne e prenda provvedimenti concreti e trasparenti per una ricostruzione condivisa con le popolazioni colpite.
La scelta di L’Aquila come sede del G8 non la condividiamo e lo scenario che si profila è preoccupante. I Comitati di cittadini si sono impegnati, per la durata del vertice, a tenere solo iniziative sulla ricostruzione e hanno chiesto di non svolgere qui manifestazioni anti G8: il vero beneficiario di eventuali azioni violente resta il Governo, l’unico interessato a caos e disordini.
Ci appelliamo alle forze dell’ordine affinchè – in questa situazione – ricordino che hanno giurato fedeltà allo Stato italiano e non al governo di turno e si comportino di conseguenza.
Molti dei capi di Stato stranieri che parteciperanno al Vertice hanno annuciato aiuti da stanziare per la ricostruzione di l’Aquila: si spera che questi aiuti arrivino e che a gestirli siano direttamente loro, senza affidarli al governo italiano. Perchè l’operato di questo nostro governo non induce di certo alla fiducia.

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