PESCINA – I rifiuti di “Valle dei fiori” finiscono in Senato

I rifiuti di Valle dei fiori finiscono in Senato. Riportiamo il testo integrale dell’interrogazione presentata il 3 maggio scorso al Senato della Repubblica e indirizzata al Ministro dell’Ambiente.

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02129

Atto n. 3-02129 – Pubblicato il 3 maggio 2011 – Seduta n. 547

MASCITELLI – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

Premesso che:

risulta emanato, sin dal giugno 2010, il bando dei lavori per la realizzazione di una discarica a Gioia dei Marsi in provincia de L’Aquila (con modalità ristretta urgente per assicurare la continuità del servizio di smaltimento dei rifiuti), nell’area della conca del Fucino, un altipiano montano circondato da alti rilievi carbonatici, nel suo settore orientale, su un declivio ad oltre 950 metri sul livello del mare;

il sito individuato, in parte scorporato dal Piano regionale paesistico nell’anno 2007, senza la valutazione ambientale strategica (VAS), si trova formalmente in tenimento del Comune di Gioia dei Marsi ma in realtà insiste su una località del Comune di Pescina (L’Aquila), Cardito di Venere, ed è solo da questa accessibile per mezzo di un’impervia rotabile, e si trova a circa due chilometri dalle piazze dei municipi di Pescina e San Benedetto dei Marsi (L’Aquila), in una zona che, nella parte superiore, in parte riforestata, è prospiciente ai confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, di eccezionale bellezza e valore ambientale e del tutto incorrotta, sino ad Aschi Alto nel comune di Ortona dei Marsi;

la discarica in questione è della capacità di 360.000 metri cubi, e dovrebbe servire i comuni consorziati Aciam, 37, tra Marsica ed aquilano: ma nel progetto esecutivo, a quanto consta all’interrogante, ne sono stati surrettiziamente indicati altri, ovvero tutti quelli del bacino Asm, tra cui L’Aquila città, distanti anche cento chilometri dall’impianto di trattamento di Aielli (L’Aquila) e dal sito finale di «Valle dei fiori»;

l’iter approvativo, attivato nel 2008, si è concluso dopo oltre due anni, con il rilascio, da parte della competente autorità regionale abruzzese, dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) 4 febbraio 2010, n. 1; al momento si è in attesa dell’esito dell’affidamento, più volte annunziato in queste ultime settimane;

l’associazione WWF Italia ONG-ONLUS ed il giornale locale «Il Martello del Fucino» di Pescina hanno presentato ricorso al TAR Abruzzo, con sede a L’Aquila, nel giugno 2010, per ottenere l’annullamento dell’AIA di cui sopra;

i motivi addotti per la richiesta di annullamento dell’AIA, e già espressi nelle proteste registratesi in alcuni settori delle popolazioni di Pescina e San Benedetto dei Marsi, sono molteplici ma possono riassumersi come segue:

a) aspetti sostanziali (rilevati attraverso la contestazione dell’istruttoria carente): la zona è ad alto rischio sismico (prima categoria: è nei pressi della faglia che ha dato origine al disastroso terremoto del 13 gennaio 1915), è un’area ad elevato rischio idrogeologico (l’intera sottostante frazione di Venere è “zona rossa”, in pratica interdetta alle costruzioni), vi è la presenza di un acquifero di rilevante pregio e consistenza (di utilizzo potabile e agricolo), difeso da rocce calcaree e argille altamente permeabili;

b) profili di legittimità: si rileverebbe la mancata previsione della cauzione trentennale per il periodo previsto dalla norma nazionale per la manutenzione del sito e la mancata attestazione dei requisiti di “indispensabilità” nonché di “non delocalizzabilità” richiesta, nel giudizio di valutazione di impatto ambientale (VIA), proprio in ragione delle molteplici criticità ambientali registrate nel corso dell’istruttoria, al Servizio gestione rifiuti della Regione;

c) inoltre la realizzazione di questa discarica farebbe inevitabilmente tornare in secondo piano la necessità di attivare e mettere finalmente a regime un sistema efficiente di raccolta differenziata, che ad oggi nella zona è quasi inesistente;

non è stata ancora fissata, da parte del TAR Abruzzo, la data, che, non sarà comunque immediata (si parla di quattro-sei mesi), per la seduta della discussione del merito del ricorso, come richiesto da WWF e successivamente da Aciam SpA,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti in premessa;

se non ritenga che vi siano elementi di violazione di norme nazionali e, nel caso, se non intenda intervenire a riguardo, nei modi propri, a difesa dell’ambiente e delle popolazioni coinvolte.

Il Martello del Fucino da anni conduce una battaglia civile contro la realizzazione di questa discarica. Per ulteriori informazioni consultare la sezione con l’archivio Pdf dei numeri del Martello (CLICCA QUI)

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