Pescina, discarica Valle dei fiori – A chi l’immondizia? A noi!

Il periodo agostano non ci ha privati di novità sul fronte dei rifiuti (quello cioè che abbiamo sciaguratamente aperto sulla nostra pelle, gestendo dissennatamente le pratiche, negli anni scorsi).
La prima – accolta dal (poco elegante) giubilo di diversi nostri sodali – l’abbiamo appresa dal maggiore quotidiano abruzzese, che ci ha resi edotti dell’indagine incardinata dalla Procura di Pescara su due figure appartenenti all’ufficio della Regione al quale ci siamo più volte indirizzati a proposito di Valle dei fiori e di Sbirro morto. Lettura molto interessante:

Franco Gerardini, dirigente del servizio Gestione rifiuti della Regione Abruzzo, è indagato per un presunto favore a una società dei Di Zio, la Ecologica Sangro srl di Lanciano. Sotto inchiesta c’è anche un altro funzionario regionale, Marco Famoso. Gerardini, 57 anni, sindaco di Giulianova dal 1981 al 1994 ed ex deputato con il Pds, nominato ai vertici del servizio Gestione rifiuti nel 2005 dal socialista Ottaviano Del Turco e confermato da Gianni Chiodi del Pdl, si ritrova sotto inchiesta per un’autorizzazione negata alla Iniziative ambientali srl di Lanciano: un’impresa concorrente della Deco spa di Spoltore accusata, in altre due inchieste, di tenere in mano il monopolio dei rifiuti in Abruzzo. Gerardini e Famoso, 51 anni di Montesilvano, sono indagati per abuso d’ufficio.

Glissiamo sugli aspetti di costume riferiti da “Il Centro” su mogli, locali da affittare e cose simili. Non ci riguardano. Ma la tempesta sul dottor Gerardini non si è esaurita con la sola notizia dell’indagine per abuso d’ufficio. Nella prima decade di agosto, sempre la stampa seria se ne è occupata abbondantemente, con testi di telefonate ed un passaggio veramente bestiale:

[…] di Gerardini si parla anche nell’inchiesta sull’inceneritore di Teramo: in questo procedimento, il dirigente non è indagato ma l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari del 22 settembre 2010 a carico dell’ex assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni e di Rodolfo Di Zio definisce Gerardini «una pedina fondamentale nel gioco della coppia Venturoni-Di Zio». «Non vi è prova», così scrive il gip Guido Campli, «che Gerardini abbia ottenuto una contropartita. Alla luce delle risultanze investigative deve ritenersi, piuttosto, che il funzionario, essendo la sua nomina intrinsecamente fiduciaria e, dunque, soggetta ai mutamenti del quadro politico, abbia semplicemente scelto di servire il nuovo padrone. E avendo bene inteso che l’attuale gruppo politico di comando sia schierato con gli interessi di Di Zio, non ha esitato a prenderne le parti» […].

Abbia semplicemente scelto di servire il nuovo padrone? Va bene che ci siamo abituati a tutto ma dove c’è un “padrone” c’è un servitore… Questa cosa l’ha scritta un magistrato…
In questa poco fortunata temperie, non sorprende dunque la circostanza che il dottor Gerardini, dopo la convocazione errata della conferenza dei servizi di fine luglio per Valle dei fiori (si veda lo scorso nostro numero), sia tornato a scrivere all’avvocato del Wwf Italia, inoltrando, oltre la nuova convocazione della conferenza per il giorno 8 settembre prossimo (infausta la scelta della data), un’irata missiva con la quale si contesta la pretesa che egli – come abbiamo più volte reclamato – ci debba dire se il progetto messo a gara (quella gara della quale si sono perse le tracce) da Aciam S.p.A. per realizzare la discarica sopra Cardito e Venere sia conforme al progetto originariamente autorizzato dalla Regione (che pure non ci stava già bene). Contestazione inciprignita che, nella foga di voler chiamarsi fuori dalla questione (sindrome già verificata in occasione della mancata dichiarazione gerardiniana sulla non delocalizzabilità dell’impianto / questione sulla quale il ponderoso alluvionale Gerardini si guarda bene dal vergare motto, conscio forse che innescherebbe nuovamente una qualche procura della Repubblica) finisce implicitamente per non darci torto, se non proprio ragione.
Se, infatti, l’Autorizzazione Integrata Ambientale 4 febbraio 2010 di Valle dei fiori prevede che il progetto esecutivo sia trasmesso, alla Regione, dalla ditta realizzante l’intervento, “entro 30 (trenta) giorni dall’avvio dell’impianto” è pur vero che, in presenza di doglianze provenienti da una ditta di Teramo e dallo studio legale dall’originario progettista di Valle dei fiori (non a caso indirizzate a Pescara), lo stesso Gerardini si sia sentito in dovere, lo scorso marzo, di chiedere immediatamente la documentazione della progettazione esecutiva ad Aciam S.p.A.. Se si vuol sostenere che il Servizio Gestione Rifiuti non ha competenza al riguardo (ed allora perché entro trenta giorni dall’avvio dell’impianto gli si dovrebbe comunque recapitare il progetto? Per sport?) non si dovrebbe assumere l’iniziativa di riconvocare, poi, la conferenza dei servizi, e non si dovrebbe nemmeno procedere alle valutazioni che hanno condotto il dottor Gerardini a rinnovare, sotto la propria egida, detta conferenza con tutti gli enti e le autorità interessati.
Il discorso potrebbe apparire capzioso, oltre che poco comprensibile. Ma si inserisce in quello che lo scorso numero abbiamo ribattezzato quale tentativo – in attesa che la politica, con minacce e blandizie verso i fontamaresi, risolva in qualche modo la questione, sopendo – di camuffare profili diversi (= prescrizioni messe in capo alla stazione appaltante per il monitoraggio delle acque sotterrranee [per la bonifica della vecchia discarica di Pescina] + cambiamenti innovativi e peggiorativi del progetto) sotto i baffi delle “modifiche non sostanziali” legate alle tecniche a disposizione (quasi che prima di approvarlo non si sapesse che certe cose sarebbero state impossibili da realizzare, per come scritte e, poi, autorizzate), che acclarate come tali (da chi: da tutti!) permetterebbero ad Aciam S.p.A. di andare avanti con l’Autorizzazione che abbiamo impugnato dinanzi al Tar. Un discorso, il nostro, portato avanti – con molta maggiore competenza, ovvio – dall’avvocato Simone, del quale il dottor Gerardini ha compreso la portata e la pericolosità; al punto da partorire, il dieci di agosto, la missiva in risposta della quale oggi ci lamentiamo (missiva di inaudita lunghezza, che chi è interessato può tranquillamente richiederci, e l’avrà: in formato di immagine). Ci lamentiamo per l’irritualità di alcuni passaggi (punti esclamativi ed interrogativi usati a batteria: roba che può permettersi il Martello, non mai un ufficio importante come quello della Gestione Rifiuti, che tratta di materie di tale serietà) e, non ultimo, per la considerazione contenuta in una chiusa degna di bizzosa v’zzoca dove, oltre a minacciare l’avvocato di chissà cosa

[…] non si comprende […] i termini della diffida formulata da codesto Studio Legale nella nota del 14.07.2011, della quale non rimane che prenderne comunque atto, riservandosi il sottoscritto le eventuali conseguenti valutazioni […]

il dottor Gerardini arriva al nocciolo della questione:

certi di aver chiarito l’iter tecnico-amministrativo in corso, non ritenendo utile entrare nel merito di altri aspetti riferiti sulla problematica in esame nelle diverse pubblicazioni del “Martello del Fucino” […].

La tiene con noi!
Nessuno vuole offendersi. Solo che dello stesso parere nostro – che siamo degli stupidi, e dei provocatori, usi solo a dar fastidio a politici e tecnici che invece hanno a cuore il bene delle comunità, come tutti possono bene comprendere solo volgendo lo sguardo sui nostri territori, o udendoli parlare, cotanti politici e cotanti dirigenti – e che cioè questa riconvocazione della conferenza dei servizi sia del tutto abusiva, sembra essersi convinto anche l’ufficio aquilano dirimpettaio di Gerardini, ovvero quello che nell’ambito della stessa Direzione della Regione cura le valutazioni di impatto ambientale. Sebbene non ci risulti ancora nulla di scritto, a L’Aquila pare siano in procinto di avocare la questione di Valle dei fiori, giacché le modifiche apportate con il progetto esecutivo non possono essere sanate da una nuova conferenza senza il preventivo vaglio del Comitato VIA (che ha fornito il proprio giudizio, favorevole con prescrizioni – poi in parte disattese – basandosi sugli elaborati originari del progetto definitivo). Questo ci risulta, per le vie brevi. Ennesima riprova che in proporzione, per piccoli come siamo, diciamo e facciamo molte meno “cazzate” di molti scienziati strapagati (senza omettere di rilevare che un errore nostro lo paghiamo noi e basta, non mai i territori e le popolazioni).
fmb

Tratto da “Il Martello del Fucino” 2011-14 [per scaricare il pdf CLICCA QUI ]

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