L’Aquila, Perdonanza – Collemaggio degli e(o)rrori

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di Monica Pilolli

A due passi dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, imponente baluardo di spiritualità e giochi di luce spesso fonte di interpretazioni mistico – esoteriche, che ad agosto sarà teatro di una nuova edizione della Perdonanza Celestiniana, si estende l’ex manicomio, una delle “ombre” a cui i lustrini della città concedono da tempo, a prescindere dalle alternanze politiche, soltanto sterili proclami di riqualificazione e ricostruzione, presunti milioni di euro da destinarsi in prossimità di campagne elettorali, promesse mai concretizzate.

Forse un campus universitario. No, meglio un nuovo polo sanitario. Ad oggi, un complesso imponente di proprietà della ASL, che a 40anni dalla  chiusura  dei manicomi grazie alla Legge Basaglia del 1978, vede estesi prati, colonie di randagi felini custoditi soltanto grazie all’amore e alle energie di volontari  autonomi, giardini e viuzze incolti, palazzi diroccati in preda ai  “fantasmi” vivi e presenti di una realtà degradata:  voci fuggitive risonanti dall’interno di edifici abbandonati e fatiscenti post-sisma, sedie nascoste tra cespugli,siringhe, guanti e bottiglie “da compagnia“, rifiuti lasciati a terra su strade percorse quotidianamente da centinaia di persone.

Da quei bambini che trovano (e trovavano, anche prima del terremoto) nei centri di riabilitazione qui insediati un punto di riferimento fondamentale per un’esistenza già non semplice in tenera età, dove il gioco non è soltanto “per puro divertimento” .

Le ombre del presente, che riecheggiano la sofferenza e la mal- morte di (presunti) malati, reclusi tra quelle mura e sottoposti a metodi di detenzione coercitivi che nulla avevano a che fare con la cura del corpo e della mente:  “Il Colle dei Folli“, già oggetto di una ricerca nel 2008 da parte di due psicoterapeuti aquilani- il Prof.Enrico Perilli (Univ. dell’Aquila) e la Dott.ssa Maria Chiara Sulpizio – che mostra nel dettaglio, prendendo come riferimento tre periodi temporali, 1880-1930, 1930-1960, 1960-1990 (con l’istituzione dei CSM), quale sia stata l’evoluzione della diagnosi psichiatrica negli ultimi cento anni e come essa vari in base al genere, tra schizofrenia e depressione.

Uno dei numerosi chiaroscuri in una città che cerca di assurgere a riferimento mondiale di una religiosità consacrata, ma che ha ancora molta strada da compiere all’insegna di quella evoluzione ecologica e spirituale indicata proprio dal “rifiuto” di Papa Celestino V.

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