Per dovere di precisazione sul comunicato stampa di Cambiamo riguardante la Consulta Giovanile

Riceviamo e pubblichiamo il contenuto di questa mail arrivata in redazione. Riportiamo integralmente il suo contenuto, completo dell’indirizzo mail da cui è partita e della foto allegata, che ci par di capire sia una sorta di Comunicato stampa di risposta a quest’altro Comunicato stampa, da noi precedentemente pubblicato. Per chi ne ha voglia, buona lettura.

COMUNICATO STAMPA

A causa della disinformazione imperante e poiché non è giusto far filtrare notizie non veritiere, nel dubbio ritengo doveroso dare una informazione corretta sulla Consulta Giovanile cittadina.

Nelle giornate scorse, assieme a tutti i promotori del progetto che vuole portare all’istituzione della stessa, perché ogni idea parte da un progetto condiviso da qualcuno, ci siamo dati appuntamento per stilare una bozza di Regolamento.

Regolamento che, in quanto tale, non viene redatto per essere applicato in forza della volontà di pochi, ma deve passare per il vaglio del Consiglio Comunale, dopo un’attenta analisi della Commissione Statuto e Regolamento e non della Quarta Commissione, come erroneamente riportato nel comunicato.

E tutto ciò, ovviamente, ancora non è stato fatto.

Questo per ciò che concerne il primo punto, meritevole di chiarimento.

Per ciò che riguarda un secondo punto, il comunicante o chi per lui, essendo informato (ma non lo è in quanto il sottoscritto non ha ruoli nella Consulta Giovanile, che è organo consultivo, poiché per precisa scelta di imparzialità nella bozza di regolamento si prevede che la stessa è preclusa ai detentori di ruoli politici elettivi), dovrebbe anche sapere che, allegato alla stessa vi è anche un apposito bando di candidatura spontanea e che la stessa consulta sarà aperta ad un numero complessivo di quaranta o cinquanta persone, giovani, con funzioni consultive, non retribuite.

Per ciò che riguarda il terzo punto, e qui mi viene da ridere, non c’è alcun coinvolgimento di alcuna associazione di alcun tipo, proprio perché non vi sono sigle politiche o partitiche su di una Consulta che è cittadina.

A conferma di ciò, si potrebbe benissimo chiedere ai tanti ragazzi chiamati a collaborare alla stesura del Regolamento che non fanno parte di alcuna associazione, partito e che, soprattutto, non hanno neanche avuto rapporti col sottoscritto durante la campagna elettorale.

Alcuni di loro, infatti, non li conoscevo nemmeno, mentre si son voluti mettere a disposizione per fornire un contributo di tipo regolamentare.

Si invita chi detta comunicati pro domo sua ad informarsi prima di mettere in azione la tastiera.

Ricevuto da: Mario Sbardella – direttoreoperaio@libero.it

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