Pendolari Avezzano/L’Aquila – TUA lascia studenti minorenni in strada

Proteste contro le autolinee regionali Tua da parte degli utenti della corsa Avezzano-L’Aquila delle 7.15. Anche questa mattina degli studenti minorenni – a causa dell’autobus sovraccarico – sarebbero stati invitati a scendere dall’autista e lasciati a piedi, per strada, in attesa del pullman successivo. In realtà non è arrivato nessun pullman e i viaggiatori appiedati hanno così dovuto attendere la corsa successiva, quella delle 7.40, che però raggiunge L’Aquila solo alle 8.40.

L’episodio si è verificato alla terza fermata, quella vicino il Comando della polizia municipale di Avezzano: stessa scena anche alla quarta fermata, prima dell’imbocco dell’autostrada.

La cosa lascia interdetti, anche perché la corsa delle 7.15 è utilizzata soprattutto da pendolari – lavoratori e studenti – che dalla Marsica si recano giornalmente nel capoluogo di regione, muniti di abbonamento. A sentire gli utenti, non si tratterebbe di casi sporadici ma di un disservizio pressoché giornaliero causato dall’alto numero di pendolari e dal divieto per i pullman di viaggiare con i passeggeri in piedi. Facile immaginare i disagi che tali disservizi comportano sia per chi segue le lezioni che per chi lavora.

Basterebbe un autobus in più per risolvere il problema ed evitare agli autisti di prendere provvedimenti drastici per il sovraccarico dei mezzi – commentano inferociti i viaggiatori – ma la Tua fino ad ora non ha preso nessun provvedimento”.

Per i genitori degli studenti pendolari il comportamento della Tua è scandaloso anche per un altro motivo. E chiedono: Si possono abbandonare minorenni per strada?

In più di una occasione, i genitori sarebbero stati costretti a recuperare i ragazzi per condurli a scuola con le loro auto: “gli ingressi in ritardo a scuola non vengono giustificati e incidono anzi sul voto di condotta – spiegano esasperati – capita spesso che i ragazzi sono costretti a saltare interrogazioni e compiti in classe, tanto più importanti in questo periodo, con la chiusura dell’anno scolastico che si avvicina”. Una mamma così ci esprime tutte le sue angosce: “Vedo salire mio figlio sul bus, ma non sono tranquilla. Aspetto sempre che parta, capita spesso che, come altri, sia poi inviato a scendere“.

Gli studenti si sentono feriti anche nella loro dignità: hanno chiamato l’Ufficio movimento TUA di Avezzano per protestare e chiedere spiegazioni ma – dicono – “abbiamo ricevuto solo insulti e ci hanno riattaccato il telefono”.

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