Partito democratico della provincia dell’Aquila in ordine sparso sulle nomine dei sottosegretari

Avezzano – La nomina dei due aquilani, Luigi D’Eramo e Fausta Bergamotto, quali neo-sottosegretari del governo Meloni, ha suscitato reazioni contrastanti all’interno dei Dem della provincia dell’Aquila.

Mentre era del tutto comprensibile la soddisfazione del centrodestra, soprattutto nel capoluogo, meno scontate sono apparse le dichiarazioni dei democratici, Stefania Pezzopane, senatrice uscente, e del consigliere comunale, Pietro Di Stefano, entrambi esponenti politici del capoluogo abruzzese.

Di Stefano, nel porgere gli auguri di buon lavoro ai due sottosegretari, ha elencato, a mezzo social, alcuni obiettivi che a suo dire sarebbero assolutamente da perseguire. Una lista della spesa articolata in ben 6 punti fra i quali: il collegamento ferroviario L’Aquila – Roma, infrastrutture stradali e autostradali, addirittura un nuovo casello autostradale a Sassa e un parco archeologico ambientale.      

Chissà se D’Eramo, da sottosegretario all’agricoltura in quota Lega, riuscirà a fare ciò che non gli è riuscito nei precedenti 5 anni di mandato parlamentare. Magari con la neo sottosegretaria alle infrastrutture, la Bergamotto, i desiderata dell’esponente democratico Di Stefano, potrebbero trasformarsi in più che solide speranze.  

«Buon lavoro ai sottosegretari aquilani Bergamotto e D’Eramo. Complimenti a Fausta ed a Luigi nominati sottosegretari di Stato dalla Presidente Giorgia Meloni. Tifo da sempre per la mia città e per l’Abruzzo e provo piacere se si rafforza la nostra rappresentanza a Roma e se si aprono nuovi ponti e occasioni.» Queste le parole della Pezzopane dopo aver saputo delle nomine.

L’eccessivo campanilismo colto in queste dichiarazioni non pare però, abbia riscosso il gradimento del partito, tanto che il segretario provinciale del PD, Francesco Piacente, non ha lesinato critiche al governo per tali scelte, che a suo dire avrebbero investito sottosegretari non rappresentativi di tutti i territori.

«Dopo i catapultati romani in tanti si aspettavano scelte capaci di rappresentare i territori. Non è una questione di campanile ma un tema politico rilevante. La mortificazione delle legittime rivendicazioni del territorio genera problemi evidenti, anche tra i tanti bravi amministratori di centrodestra e tra la classe dirigente diffusa, derubricati ormai a portatori di acqua. La destra abruzzese sempre più vittima di logiche di potere e basta!» Così Piacente in un commento consegnato ai social.

Insomma, tira una brutta aria nel PD. Dopo la batosta elettorale, che in provincia dell’Aquila ha visto i Dem racimolare percentuali molto al di sotto della media nazionale, doppiato quasi ovunque da Fratelli d’Italia, adesso le questioni di campanile ripropongono il trito e ritrito tema delle contrapposizioni fra il capoluogo, la Marsica e la Valle Peligna.

Intanto è di ieri, un’intervista al TG3 Regione Abruzzo del Dem aquilano, Maurizio Capri che ha consegnato al neo senatore del partito democratico Michele Fina, un documento, una sorta di cahiers de doléances in cui si chiede che il partito torni a fare politica e a occuparsi dei problemi delle persone.

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