Parchi naturali regionali – Lazio e Abruzzo: chi allarga e chi taglia

Due regioni confinanti separate da una distanza siderale. L’Abruzzo taglia 14mila ettari dal Parco regionale Sirente Velino, il Lazio allarga i confini del Parco Parco Regionale dei Monti Simbruini. In contemporanea

Lo diciamo senza ironia: è opportuna una indagine antropologica per capire perché gli amministratori di due regioni confinanti, negli stessi giorni, fanno scelte diametralmente opposte in tema di ambiente e sviluppo del territorio.

Non sitamo scherzando.

La Regione Abruzzo ha appena approvato, tra le polemiche degli ambientalisti e di tutta l’opposizione in consiglio regionale, la legge di riperimetrazione del Parco regionale Sirente Velino. In un sol colpo la maggioranza del presidente Marco Marsilio (che però risiede nel Lazio…) in Abruzzo ha tagliato 14mila ettari di area protetta. Per rendere visivamente l’idea, si tratta di una superficie equivalente a quella della piana del Fucino, al netto dei canali.

In contemporanea la Regione Lazio, approva invece la legge sull’ampliamento del Parco Regionale dei Monti Simbruini , posto proprio a confine con l’Abruzzo.

Per carità di patria, evitiamo di ripetere ancora le dichiarazioni con cui il centrodestra abruzzese ha motivato la scellerata scelta di tagliare 14mila ettari del Parco regionale Sirente-Velino.

Riportiamo invece le parole con cui Valerio Novelli, Presidente della Commissione agricoltura e Ambiente della Regione Lazio, ha salutato l’ampliamento del Parco regionale dei Monti Simbrurini, esteso attualmente 30mila ettari ricchi di faggete e sorgenti d’acqua. Interessante, in tale dichiarazione, l’apporto che proprio i comuni interessati hanno svolto nell’approvazione della legge di ampliamento:

Approvando questa legge poniamo sotto tutela un’area naturale strategica ed importante per la nostra Regione. Un lavoro che segna una definitiva inversione di tendenza nel rapporto tra la Regione Lazio ed i Comuni rispetto all’ingresso degli stessi nelle aree naturali protette. Grazie, infatti, al lavoro che si sta svolgendo ora in Commissione Agricoltura e Ambiente con l’approvazione dei piani d’assetto, sono i Comuni che ci chiedono di entrare all’interno dei parchi laziali. In passato, invece, mancando uno strumento fondamentale come i piani d’assetto, gli enti locali non erano propensi ad essere inseriti nel perimetro delle riserve naturali.

In questo caso specifico la richiesta di ampliamento del Parco è partita proprio dai Comuni di Arsoli e Cervara di Roma che ringrazio insieme a tutti i membri della Commissione, l’Assessorato alla Transizione Ecologica e la Direzione Parchi. Una legislatura, quindi, che mira a distinguersi per l’attenzione verso le nostre aree naturali del Lazio, coniugando lo sviluppo agricolo alla tutela dei parchi regionali in un connubio sano e con una visione moderna ed all’avanguardia”.

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