Ospedale Avezzano – Successo sit in della Cgil. Di Pangrazio diserta

Oltre 150 i partecipanti al sit in di protesta davanti l'ospedale marsicano. Presenti sindacati e organizzazioni di categoria, partiti, associazioni e tanti sindaci: brilla l'assenza del sindaco di Avezzano

Una bella giornata di sole e una grande partecipazione al sit in organizzato oggi dalla Cgil in difesa del personale sanitario, della libertà di informazione e del diritto alla salute.

Francesco Marrelli – Segretario generale CGIL provincia dell’Aquila

Una manifestazione che per la Marsica può segnare un punto di svolta. Oggi davanti all’ingresso dell’ospedale di Avezzano si è visto un primo nucleo da cui potrà nascere un fronte comune contro la malagestio di Regione e Asl 1. Un argine contro chi, colpevolmente, ha portato al collasso dell’ospedale di Avezzano e ha lasciato l’intero territorio disarmato ad affrontare lo tsunami della terza ondata pandemica che, secondo gli esperti, è alle porte.

Un fronte alternativo al quantomeno inconcludente sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, che nella lotta al Covid 19 ha fatto perdere ai 37 sindaci marsicani due mesi preziosi.

Le presenze

Sindacati e associazioni, sindaci e tanti cittadini. Fallito il falso civismo alla Di Pangrazio, l’ultima speranza per il nostro disastrato territorio resta quella della scesa in campo dei corpi intermedi.

Vincenzo Giovagnorio – Sindaco di Tagliacozzo

Insieme a tutte le articolazioni sindacali della Cgil, si sono visti esponenti delle organizzazioni di categoria Confesercenti, Cna, Confcommercio, Credici, le associazioni Rindertimi, Arci Luco e “I membri della gag”. Tra di esse, hanno fatto capolino anche il PD, Sinistra italiana, Potere al Popolo e Italia viva.

Nutrita anche la presenza dei Comuni marsicani. Tra di essi Tagliacozzo, Luco dei Marsi, Aielli, Scurcola Marsicana, Massa d’Albe, Magliano dei Marsi, Gioia dei Marsi, Sante Marie, Opi e l’opposizione consigliare di Celano.

Le assenze

La Cisl e la Uil non si sono viste al sit in. Assenze importanti che prima o poi dovranno spiegare ai cittadini, o quantomeno ai loro iscritti. Poi c’è la scottante Questione Avezzano. Anzi, la Questione Di Pangrazio.

Non poteva non notarsi l’assenza dell’ex “Sindaco della Marsica”, Gianni Di Pangrazio, che ha reso evidente in maniera plastica il disastro in cui ha precipitato la sua maggioranza. A portare il saluto del comune di Avezzano è stato il consigliere Stefano Chiantini, scortato dal presidente del consiglio comunale Fabrizio Ridolfi e dai consiglieri di maggioranza Iucci, Seritti, Mercogliano, Presutti e, infine, Pierleoni. Quest’ultimo, con disprezzo della stampa e scarso senso delle istituzioni, ma soprattutto con arroganza, pretendeva di essere intervistato da site.it, si badi bene, in quanto “consigliere di maggioranza”. Presenti comunque anche i consiglieri di opposizione Mario Babbo, Lorenza Patrizia Panei, Stefano Lanciotti, oltre a Nicola Stornelli, candidato sindaco di Avezzano bene comune, non eletto: assenti i consiglieri della Lega.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA CGIL:

Manifestiamo Insieme per la Salute

La CGIL della Provincia dell’Aquila esprime grande soddisfazione per l’interesse riscosso dalla mobilitazione di oggi tenutasi davanti l’Ospedale di Avezzano. Al nostro fianco, in questo momento difficile, abbiamo avuto la presenza di lavoratrici e lavoratori, di Sindaci e amministratori della Marsica, partiti politici del territorio, giornalisti, associazioni e rappresentanti della società civile, tutti insieme a difesa della salute pubblica e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Insieme a noi, tutti i presenti, hanno voluto riconoscere la preziosa attività svolta dal personale della Sanità, dimostrare alla Dirigenza della ASL che nessuno può addossare ad altri le proprie responsabilità e affermare con forza che l’interesse pubblico deve essere amministrato in difesa e nella garanzia dei diritti sanciti dalla nostra Carta Costituzionale. Salute, sicurezza, dignità, libertà di pensiero e di espressione sono principi inviolabili a cui lo Stato, in ogni sua diramazione, deve garantire l’esercizio e la tutela.

C’è un momento per decidere e uno per agire, ma i vertici della ASL hanno preferito alzare i toni della polemica e minacciare dipendenti e giornalisti, piuttosto che riconoscere le carenze e mettervi rimedio, come l’emergenza richiede.

Lavoratrici e lavoratori, che rischiano la propria vita per salvare quella degli altri, non hanno bisogno di testimoniare la propria lealtà nei confronti del sistema sanitario, perché lo fanno quotidianamente attraverso il loro lavoro a favore della collettività, svolto con abnegazione, senso di responsabilità, sacrificio.

Altri preferiscono, invece, mettere avanti il tema dell’interesse aziendale e dei conti economici e comportarsi da “padroni della cosa pubblica”, spesso sostituendo l’arroganza alla competenza.

La cronaca quotidiana, a differenza delle narrazioni, ci racconta che ci sono persone che soffrono perché malate e non trovano più la cura perché le strutture sanitarie non sono più in grado di dare risposte ai bisogni dei cittadini e delle cittadine. Troviamo assurdo ed inumano che si sia dovuto scegliere tra l’emergenza e la medicina quotidiana, lasciando la gente senza prevenzione, senza cura e senza prospettiva immediata. E questo, che definiamo il gioco delle tre carte, nonostante l’impegno quotidiano degli operatori e delle operatrici che ogni giorno affrontano sul campo le differenti emergenze.

Infatti, con la Sanità al collasso, nonostante i proclami sulle azioni intraprese dalla ASL1, assistiamo quotidianamente a caotiche iniziative senza una vera programmazione ed una strategia adeguata per affrontare sia lo stato emergenziale che tutte le attività ordinarie. Carenza di personale che determina anche incapienza di posti letto, carenza di dispositivi di protezione individuale, assenza di percorsi sporco/pulito, difficoltà nell’esecuzione dei tamponi e, quindi, delle conseguenti operazioni di tracciamento segnano uno scenario catastrofico che tale sembra rimanere, in assenza di una regia consapevole ed efficiente.

In questi mesi di grande incertezza non si è fatto nulla per gestire l’emergenza con le dovute attività di programmazione, nonostante in primavera i casi di contagio fossero molto al di sotto della media nazionale e nonostante tutto il periodo estivo durante il quale si sarebbe dovuto agire per non farsi trovare impreparati ad affrontare la seconda ondata in maniera adeguata.

C’è stato un tempo tecnico per fare le assunzioni di nuovo personale e dare una nuova spinta alla sanità pubblica. Si è preferito invece portare avanti discussioni di metodo e pretendere di soffocare il dissenso con minacce e provocazioni.

Alla luce di quanto sopra esposto ed in previsione di quella che tutta la comunità scientifica annuncia come una terza ondata, è determinante oggi agire con assunzione immediata di nuovo personale in tutte le categorie professionali e garantire loro contratti adeguati, sia nella durata che nelle tutele. E’ necessario definire una volta per tutte ed in maniera certa la rete ospedaliera COVID e non COVID. E’ basilare potenziare l’attività territoriale e di prevenzione, potenziare la capacità di esecuzione e processazione dei tamponi al fine di ottenere un razionale tracciamento della catena dei contatti e non ripercorrere le stesse tragedie già vissute nella seconda ondata.

E’ necessario, oggi, ricostruire un nuovo patto che abbia la finalità di rilanciare concretamente un adeguato sistema sanitario pubblico finalizzato a soddisfare i bisogni delle persone.

Ci sia di insegnamento ciò che è accaduto nel passato e che rimanga a noi nella memoria per non ripetere gli errori e l’immane tragedia che ha attraversato tutti i nostri territori.

Dopo le denunce, ci sono le manifestazioni e dopo le manifestazioni ci sono le azioni democratiche. La situazione è di tale gravità che non c’è più tempo da perdere. Ora servono fatti concreti ed atti di coraggio.

CGIL Francesco Marrelli, FP CGIL Anthony Pasqualone, NIDIL CGIL Andrea Frasca, SPI CGIL OranteVenti, FILCAMS CGIL Luigi Antonetti

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