Ospedale Avezzano – Emergenza sanità marsicana finisce al Senato

Il senatore Primo Di Nicola e altri sei senatori hanno presentato una interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute Speranza.

L’interrogazione – come aveva già anticipato Di Nicola nel suo collegamento online nel corso della riunione dei Sindaci marsicani tenutasi venerdì scorso a Castello Orsini di Avezzano – è relativa alla diffusione del contagio nei comuni marsicani e alle criticità registrate nell’Ospedale di Avezzano, da settimane sull’orlo del collasso.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

Interrogazione a risposta scritta

DI NICOLA, LANNUTTI, ANASTASI, DONNO, ANGRISANI, CORRADO, PRESUTTO.

Al Ministro della Salute, premesso che:

alla data del 13 novembre 2020 la situazione dei contagi nell’area territoriale della Marsica risulta oramai fuori controllo e in particolare, come documentato anche dalle cronache della stampa locale, gravi criticità si stanno registrando proprio in questi giorni presso l’ospedale di Avezzano, presidio sanitario che dovrebbe fronteggiare l’emergenza ma che sembra essere diventato esso stesso parte del problema, in particolar modo per la situazione dei contagi nel pronto soccorso e nei reparti;

«la forte pressione alla quale la struttura ospedaliera è stata soggetta per effetto dell’incontrollabile dilagare della seconda ondata ha determinato l’emergere di una situazione di forte impreparazione, inadeguatezza e inefficacia dei protocolli messi in campo per la gestione dei c.d. pazienti Covid in condizioni di sicurezza e secondo criteri di contenimento dei contagi, generando di fatto una situazione di grave rischio per l’utenza, oltre a tutta una serie di gravissime carenze sul piano igienico-sanitario» sulle quali è stato invocato, tra l’altro, l’intervento dei Nas;

le gravi criticità nella Marsica e, soprattutto, nell’ospedale di Avezzano sono state denunciate in una adunanza di 30 sindaci della zona svoltasi il 7 novembre scorso: nel documento da loro redatto sono riportate notizie allarmanti sulla diffusione dei contagi e sulla grave situazione della struttura ospedaliera;

si legge nel documento che «i posti letto delle malattie infettive sono localizzati in due ali del primo piano dove è ubicata analogamente un’ala adibita a zona grigia, che ospita pazienti in attesa della conferma della positività con il secondo tampone», e ancora che «al terzo piano del presidio è ubicata la Medicina Covid (ex reparto di Medicina), dove si riscontrano una serie di carenze strutturali che non consentono la separazione dei percorsi sporco-pulito sia per i pazienti che per i servizi di supporto (pulizie, vitto, approvvigionamenti di biancheria), essendo presente un unico ingresso nelle ali di ricovero»;

si legge ancora nel documento che «i pazienti Covid transitano nei corridoi per accedere alle ali di degenza Covid sia per uscire che per essere trasportati alle diagnostiche (esempio Tac). Ciò comporta un rischio altissimo di diffusione del contagio. I letti ricavati per degenza Covid ad Avezzano sono stati sottratti ad altre attività con perdita di servizi necessari. Ciò a differenza di quanto accaduto in altri presidi (AQ e PE) dove sono stati allestiti nuovi spazi dedicati allo scopo»;

appare utile evidenziare ancora altri passaggi del citato documento, e in particolare la parte in cui si riferisce che «l’azienda sanitaria ha fatto più volte riferimento ad un avviso pubblico per l’assunzione di infermieri scaduto il 12 settembre, l’ammissione dei candidati è stata fatta solo il 3 novembre» e che «ogni giorno dal pronto soccorso di Avezzano viene fatta una estenuante ricerca di posti letto di terapia intensiva/sub intensiva per numerosi pazienti, che poi di fatto sostano anche per giorni, con enormi rischi, in attesa di un positivo riscontro. L’Ospedale di Avezzano non può accogliere pazienti Covid in rianimazione. Siamo in attesa dell’inizio dei lavori per la realizzazione di nuovi posti letto di terapia intensiva finanziati con il Decreto n. 34 del 19 maggio 2020»;

si legge ancora nel documento che «visto l’andamento epidemiologico dell’emergenza Covid e la carenza di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva destinati a tali pazienti, sarebbe stata auspicabile una programmazione strutturale ed organizzata diversa nel nostro presidio ospedaliero al fine di fronteggiare l’annunciato ritorno del virus, eseguendo lavori per la creazione di posti letto di terapia intensiva presso il P.O. di Avezzano anche in assenza di finanziamenti ministeriali. Con il decreto Cura Italia del 7 marzo 2020, art. 4, è stata, inoltre, data autorizzazione in deroga ad ogni regolamento di altre strutture provvisorie per l’emergenza Covid, con ristoro successivo», e che «in sintesi, si evidenzia un’attenzione della ASL più agli equilibri di bilancio e alla riduzione della spesa che all’efficienza del servizio»;

ciò detto, i sindaci della Marsica hanno avanzato le seguenti proposte:

a) acquisire completa informazione circa la presenza di un piano di emergenza Covid predisposto dalla ASL;

b) richiedere una programmazione strategica dell’Amministrazione della ASL, a breve e medio termine, che assicuri il perseguimento e la più puntuale assistenza sia a malati Covid che all’utenza «no-Covid»;

c) realizzare un Ospedale da campo che possa accogliere i pazienti Covid in prossimità del polo ospedaliero di Avezzano;

d) aumentare posti letto Covid disponibili presso il Delta 7 del P.O. San Salvatore previa immediata assunzione di personale;

e) valutare la possibilità di creare ulteriori spazi Covid nel presidio di L’Aquila attraverso accorpamento di unità operative;

f) valtuare l’opportunità di utilizzare bandi espletati dalla Protezione civile nazionale per reperire, velocemente, personale;

g) individuare percorsi sicuri all’interno del pronto soccorso di Avezzano per pazienti Covid e pazienti «no Covid»;

h) verificare la situazione dei contagiati e delle strutture sanitarie tra le aree interne e la costa e ciò al fine di evitare che nella provincia dell’Aquila ci siano meno posti letto disponibili e che con l’aumento dei contagi possa verificarsi una crisi economica maggiore atteso che per media regionale rimane in fascia gialla, con ciò penalizzando doppiamente le aree interne che hanno meno posti letto, con le imprese che, sebbene abbiano visto la loro attività produttiva subire una forte contrazione, non possono accedere agli aiuti dello Stato;

i) favorire quanto più possibile il tracciamento dei contagiati anche attraverso l’effettuazione di test rapidi.

senza voler in questa fase di emergenza alimentare la polemica nel ricercare le responsabilità della gestione della crisi emergenziale in atto (responsabilità che andranno comunque debitamente accertate), si evidenzia l’esigenza di avviare, con ogni strumento disponibile, un’accurata e celere indagine volta ad identificare preliminarmente le cause e gli elementi ostativi ad una gestione razionale ed efficace del trattamento sanitario e ad una corretta applicazione dei protocolli sanitari per il contenimento del contagio, concorrendo ad individuare rapidamente soluzioni idonee alla corretta organizzazione sia logistica che terapeutica e, soprattutto, preventiva delle occasioni di contagio che possono diffondersi e proliferare persino all’interno dei reparti ospedalieri;

si chiede di sapere:

se il Ministro è a conoscenza della condizione di grave diffusione del contagio nella Marsica e delle fortissime criticità registrate presso l’ospedale di Avezzano;

quali interventi abbia adottato o ritenga di adottare, con la massima urgenza, al fine di rimuovere gli elementi e fattori di grave rischio cui è attualmente esposta l’utenza dell’ospedale di Avezzano per effetto delle criticità illustrate in premessa.

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