Orso bruno marsicano – Wwf punta a raddoppiare esemplari nel 2050

Volontari al lavoro nella Marsica nell’ambito del ‘progetto Orso2x50‘ che punta a raddoppiare la popolazione di plantigradi nei prossimi 30 anni.

Giovani provenienti da tutta l’Italia, hanno risposto all’appello del Wwf per la campagna a favore dell’Orso bruno marsicano con l’obiettivo di passare dagli attuali cinquanta esemplari ad almeno cento nel 2050.

Camminare in un bosco dove sai che cammina anche l’orso marsicano e’ una grande emozione, per questo voglio fare la mia parte affinché l’Orso ci sia oggi e domani“, racconta Simona arrivata da Casallattico, in provincia di Frosinone. Le fa eco Valeria di Avezzano che spiega come “l’amore, la passione verso questo animale” l’abbiano convinta a partire assieme “al desiderio di dare il proprio contributo nel costruire dialogo e convivenza tra uomo e orso“.

Sono solo alcune delle voci dei volontari Wwf per l’Orso, che partecipano alla stagione estiva 2020. Tante le persone che hanno scritto per diventare volontari per l’Orso e molti di loro sono gia’ stati impegnati nelle prime giornate di attività che li hanno visti montare recinti elettrificati a difesa di un apiario e di piccoli animali da cortile e ripulire, rendendo cosi’ facilmente accessibile all’Orso, un frutteto in montagna. Le azioni si svolgono essenzialmente nelle aree di connessione esterne ai territori protetti, in virtù del fatto che la conservazione del plantigrado deve essere garantita dall’espansione della specie anche al di fuori delle aree di storica frequentazione.

Le attività all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise sono patrocinate dall’Ente. Nonostante l’emergenza Covid-19, il Wwf non ha rinunciato all’impegno preso con la campagna Orso 2×50 nei confronti della tutela e salvaguardia di questo animale, anche se le attività, per adeguarsi alle norme di cautela, sono state quest’anno ripensate e organizzate per piccoli gruppi e in singole giornate. I volontari saranno impegnati fino al prossimo autunno in interventi di prevenzione del conflitto tra uomo e grandi carnivori, come il montaggio di recinti elettrificati, il recupero di frutteti selvatici, la pulizia di sottopassi, l’informazione e la comunicazione di buone pratiche di comportamento.

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