“Operazione Tutti Per Uno”: il finanziere Gianluca Alfonzi si difende davanti al Gup. Prossima udienza a giugno

Si è tenuta davanti al Gup Caterina Lauro l’ennesima udienza preliminare sul presunto giro di certificati falsi. Si tratta del procedimento penale 838/16, che vede coinvolti 15 indagati sospettati a vario titolo di reati che vanno dalla corruzione alla truffa ai danni dello Stato, dalla frode assicurativa al falso e al favoreggiamento. [ LEGGI QUI ]

Nel corso dell’udienza gli avvocati difensori hanno richiesto al Gup una sentenza di non luogo a procedere per i loro assistiti. In particolare si è discusso delle posizioni di Angelo Gallese, Orlando Morelli e Mario Panunzi difesi dall’avvocato Franco Colucci; Paolo Di Bella, Maria Palma Di Biase e Carmine Macerola difesi dall’avvocato Stefano Guanciale e infine Fracassi Paola difesa dall’avvocato Leonardo Rosa.

A monopolizzare l’udienza la lunga arringa dell’avvocato Cesidio Di Salvatore, difensore di Gianluca Alfonsi, il luogotenente della guardia di finanza in servizio presso la direzione generale di Roma e attuale consigliere provinciale. Sulla base degli elementi raccolti dai suoi colleghi delle fiamme gialle, Alfonsi è accusato di violazione di segreto d’ufficio: avrebbe rivelato ad altri coindagati fatti coperti da segreto, in particolare avrebbe informato Arnaldo Aratari, suo compaesano accusato in questo procedimento di frode processuale e corruzione, delle indagini in corso su di lui.

A finire sotto la lente degli inquirenti sono due intercettazioni ambientali del luglio 2017: una tra i coniugi Aratari all’interno della propria autovettura e una tra Aratari e l’Alfonsi

Secondo gli inquirenti, dopo tale conversazione Aratari avrebbe iniziato ad utilizzare “un’altra utenza telefonica che in precedenza non era stata mai monitorata dagli operanti in quanto scarsamente utilizzata, al chiaro scopo di mantenersi al riparo da ulteriori intercettazioni”.

Nei confronti del finanziere Gianluca Alfonsi il Pm aveva chiesto la sospensione dal servizio e dalla carica di consigliere provinciale. Per gli inquirenti

tale soggetto, sebbene incesurato, ha mostrato una incontrollabile propensione a delinquere, provata dalla spregiudicatezza dimostrata nel piegarsi alle richieste di Aratari e nell’abusare del suo ruolo di luogotenente della guardia di finanza per carpire illecitamente notizie relative al recente procedimento e comunicarle all’Aratari, palesando una totale immunità da qualsivoglia remora o dubbio, idonea a far ripetre tali comportamenti delittuosi che non appaiono realizzazioni isolate ma sviluppi criminali prolungati nel tempo” (pag.72 della richiesta di misure cautelari).

Nell’agosto scorso il Gip non aveva accolto le richieste dell’accusa ma aveva disposto l’obbligo di firma per tre volte a settimana, misura cautelare poi revocata dal tribunale del riesame.
Parliamo di un processo indiziario che trae origine da un altro procedimento – dichiara in aula Cesidio Di Salvatore, avvocato di Alfonsi- legato alle fogne della Medisalus, struttura della quale Aratari è amministratore unico. Confermo la totale estraneità del mio assistito da tutti gli episodi contestati agli altri imputati, in quanto egli entra a far parte di questo procedimento in modo casuale a seguito di intercettazioni ambientali nei confronti di altri soggetti. A tal proposito, oggi abbiamo presentato una perizia di parte, prodotta dalla dottoressa Irene Ranalli, specialista in trascrizioni peritali, che riporta le trascrizioni integrali delle due intercettazioni, dalle quali si evince non solo l’assenza di elementi di prova, né di indizi gravi precisi e concordanti, ma solo congetture, ipotesi prodotte dagli investigatori che hanno fuorviato l’organo inquirente producento accuse infamanti per il mio assistito. Chiediamo inoltre la nullità assoluta delle due intercettazioni per evidente violazione del diritto alla difesa”. La difesa ha richiesto il proscioglimento dell’Alfonsi con sentenza di non luogo a procedere, per infondatezza delle accuse e perché gli elementi prodotti sono insufficienti a sostenere l’accusa in dibattimento.

Nella prossima udienza, fissata al 14 giugno, sarà la volta del dottor Gino Arioli difeso dall’avvocato Pasquale Milo e si terranno infine le repliche del procuratore Padalino alle controdeduzioni degli avvocati. In quella data sapremo quanti e quali saranno gli imputati rinviati a giudizio e quanti i prosciolti.

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