Operazione Droug store – Avezzano: torna in carcere la Di Loreto

Torna in carcere Claudia Di Loreto, coniuge di Atifi Abdellatif, il leader della banda di trafficanti di cocaina duramente colpita dall’operazione della Gdf di Avezzano lo scorso 28 febbraio.

A seguito della richiesta di aggravio da parte della Guardia di Finanza, il Gip del Tribunale di Avezzano Mario Cervellino ha disposto la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella della custodia cautelare in carcere. L’applicazione della misura è stata immediata e l’arrestata è stata associata alla Casa Circondariale di Teramo.

L’esigenza dell’inasprimento della pena nei confronti della Di Loreto deriva da diverse violazioni delle misura cautelare degli arresti domiciliari e più volte certificate dalla Guardia di Finanza. Infatti, nonostante il divieto di allontanarsi dalla propria dimora dove sconta gli arresti domiciliari, più volte la donna usciva liberamente per propri scopi. Secondo gli inquirenti non sarebbe da escludere che la donna possa tenere contatti esterni per se, ma anche per Atifi Rachid, suo coinquilino e componente della banda criminale, vincolato dalla custodia con braccialetto elettronico.

Il processo

L’udienza del processo immediato per gli imputati coinvolti nell’Operazione Drougstore si terrà il 16 settembre. In quella sede sarà valutata anche la posizione di Claudia Di Loreto, l’unica donna del sodalizio criminale.

Secondo gli inquirenti, infatti, il contributo della donna all’organizzazione consisteva nella raccolta dei proventi dello spaccio, visto che il coniuge era già sottoposto a misura cautelare, ma si occupava anche di aiutare Abdellah Guermouma, uomo di fiducia di Atifi, addetto alla lavorazione della droga nella casetta di legno in via Ugo De Tiberis a San Pelino vecchio. Abitazione il cui contratto d’affitto era intestato proprio alla Di Loreto.

Le intercettazioni

Durante le indagini gli uomini della finanza filmavano Claudia Di Loreto mentre ritirava consistenti somme di denaro frutto dello spaccio, denaro poi consegnato ai collaboratori del marito o abilmente nascosto nella propria abitazione.

Pochi giorni dopo, i finanzieri rinvenivano nella casa dei coniugi Atifi-Di Loreto 6.950 euro ben occultati ed imballati nel cellophane sotto il lavabo del bagno. Il Gip, dott.ssa Anna Carla Mastelli, dopo aver confermato l’arresto per Atifi, disponeva anche la sospensione del reddito di cittadinanza per Claudia Di Loreto.

Questo un estratto della conversazione registrata dagli uomini delle fiamme gialle tra Claudia Di Loreto e  Guermouma Adbdellah, l’addetto al taglio della cocaina della banda di trafficanti di droga.

GUERMOUMA …omissis…
CLAUDIA …Abdull…ciao
GUERMOUMA ….la moneta
CLAUDIA …mi devi dare i soldi per il telefono
GUERMOUMA …che devi fare
CLAUDIA …ma non ti ha chiamato Atuf…
GUERMOUMA ….non mi importa…Rachid…
CLAUDIA …vedi quanti soldi
GUERMOUMA (Guermouma parla con Atif al telefono)…questa (Claudia) vuole i soldi per comprare il telefono a Rachid
ATIFI (al telefono) …dagli tutti quei soldi e compra quello che vuole…telefono…macchina…compra quello che vuole
GUERMOUMA (al telefono) …va bene ciao…omissis…soldi Rachid…
CLAUDIA …aspetta fammelo chiamare questo…chiamalo un po …no dammi …non ho i soldi al telefono devo fare una ricarica da dieci euro (Claudia al telefono con Atifi)…che devo fare?…tutti?…va bene ok ciao
GUERMOUMA Guermouma contare i soldi e li consegna a Claudia.
CLAUDIA ….60..e conta… .ma quanti soldi gli deve dare
GUERMOUMA Al massimo 3000 ……

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