Nucleo Avezzano – Centro fieristico in vendita? E’ allarme

Finanziato con fondi pubblici e finalizzato alla promozione dell'economia del territorio, la struttura rischia ora di essere venduta dall’ARAP ai privati. Il silenzio delle amministrazioni locali, della politica e delle associazioni di categoria

E’ allarme. L’Arap ha già avviato l’inter di alienazione del Centro fieristico di Avezzano. Iter che, molto probabilmente, si concluderà con la vendita ai privati della struttura, realizzata con fondi pubblici.

Il 23 marzo scorso, infatti, il Direttore generale dell’ARAP, Azienda Regionale Attività Produttive, con la Determina n. 85 ha affidato all’avv. Marco Giardetti l’incarico per la redazione di un parere legale per la:

alienazione diretta del centro fieristico sito in Avezzano, alla luce del rispetto alla L. R. Abruzzo n. 3/1993 e della riconducibilità del detto immobile alla citata disciplina legislativa”.

E’ solo il primo passo. A suonare come una campana a morto per il destino della struttura nel Nucleo industriale di Avezzano sono i precedenti: lo schema è infatti dannatamente simile a quello con cui, sempre l’Arap, nel 2020, ha venduto ai privati l’autoporto di San Salvo.

Quello che è sconcertante è il silenzio assordante delle amministrazioni locali, della politica e delle associazioni di categoria del nostro territorio, sull’analogo iter che ora l’Arap ha avviato anche per il Centro fieristico di Avezzano.

Centro fieristico di Avezzano

Si tratta di una importante struttura al servizio del territorio, finanziata con fondi pubblici e realizzata dall’ex Consorzio per lo sviluppo industriale di Avezzano.

LA STORIA – Il progetto esecutivo dei lavori di “Realizzazione di un centro espositivo nel Nucleo Industriale di Avezzano”, viene approvato il 18 marzo 2003, con la Deliberazione del Commissario regionale n. 17. L’opera è finanziata dal Programma Quadro APQ n. 6.1 “infrastrutture nei Patti Territoriali”, per un importo di quasi 4 miliardi di vecchie lire (euro 2.054.700), così come previsto dalla Determinazione DD10/19 del 1 aprile 2003 della Giunta regionale Abruzzo, Direzione Programmazione, risorse umane, finanziarie e strumentali, Servizio Programmazione e Sviluppo.

La costruzione della struttura fieristica inizia il 23 settembre 2004 e – così come individuata catastalmente – viene ultimata il 28 dicembre 2006: l’area esterna, interamente recintata, risulta però sistemata solo parzialmente con materiale inerte. Secondo alcune stime, attualmente il suo probabile valore di mercato si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro.

Centro fieristico di Avezzano: Kimera Rock

La struttura fieristica conta su una superficie coperta di 3mila metri e su altri 5mila metri di spazi esterni, In questi anni, almeno nella sua parte fruibile, ha ospitato numerosi eventi espositivi e socioculturali. Tra le varie iniziative ospitate nella struttura ricordiamo: 5 edizioni della fiera campionaria Magia Del Fare”; “Fiera dei Marsi“; “Festival color music“; “Sposi in fiera“; “La Marsica incontra Amatrice“; “Fiera MillenniuM“; l’evento musicale “Kimera Rock Festival“.

Il precedente

Anche per l’autoporto di San Salvo l’Arap aveva richiesto, sempre all’avv. Marco Giardetti, un analogo Parere preventivo per l’alienazione. E l’iter si è concluso con la sua cessione ad Amazon.

L’autoporto è stato messo in vendita ai privati al prezzo di 3 milioni e 700mila euro. Nel dicembre scorso viene firmato l’atto di cessione alla società Enginering 2k, che utilizzerà la struttura come polo logistico a favore del colosso dell’e-commerce Amazon: altro che struttura al servizio delle aziende del territorio.

San Salvo: autoporto

L’ITER DELLA VENDITA DELL’AUTOPORTO DI SAN SALVO – Il 25 agosto 2020, l’avv. Giargetti rimette il suo parere legale e con il Verbale n. 193 il CdA delibera la “cessione del complesso immobiliare del c.d. Autoporto di San Salvo”. Come già successo per altre proprietà dell’Arap, l’avviso di vendita arriva dopo alcune manifestazione di interesse presentate da privati.

Finanziato con i fondi per lo sviluppo del Mezzogiorno, l’Autoporto di San Salvo doveva essere un grande centro logistico – dotato anche di dogana, magazzini, officine, bar e ristorante – al servizio delle aziende di quell’area industriale. I lavori iniziarono nel 1989 e sono proseguiti fino al 2008. La conta dei soldi pubblici stanziati per la sua realizzazione oscilla, a secondo delle fonti, tra 12 milioni di euro e alcune decine, ma per il Presidente Marsilio si tratta solo di 8 milioni e 700mila euro.

Il buco nero dell’Arap

I soldi dell’alienazione dell’Autoporto di San Salvo – come probabilmente anche quelli del Centro fieristico di Avezzano – sono finiti nelle tasche dell’Arap. Tasche però bucate: i suoi debiti sfiorano i 48 milioni di euro.

Nata nel 2014 dalla fusione dei Consorzi per lo sviluppo industriale, l’ARAPAzienda Regionale Attività Produttive – è attualmente presieduta da Giuseppe Savini.

Nella sua Relazione annuale sull’attività del 2019 sullo stato di salute delle 52 società partecipate e degli enti strumentali della Regione Abruzzo, la Sezione di controllo della Corte dei conti attesta per l’Arap “un indebitamento in costante crescita che nel 2019 è arrivato a 47.387.930 euro“. Rispetto al bilancio dell’anno precedente, i debiti sono aumentati di oltre 5 milioni di euro.

Sempre nel dicembre 2019, la pianta organica dell’Arap contava un totale di 64 dipendenti, di cui 4 dirigenti, 9 quadri, 36 impiegati e 15 operai, coadiuvati però da 10 impiegati in somministrazione di lavoro (staff in leasing): nella sede di Avezzano risultavano 7 impiegati e 3 operai.

Tutto lascia ritenere che quello messo in campo dall’Arap è un piano di cessione ai privati di beni e strutture finanziate però con fondi pubblici, Piano che più che alla promozione dell’economia dei territori, appare invece finalizzato a pagare gli stipendi di dirigenti e dipendenti e a ripianare il suo elefantiaco debito.

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