Nubi liguri sull’acqua abruzzese

Nubi liguri sull’acqua abruzzese

site-marsica-n-2-2004.jpgIl quotidiano confindustriale Sole 24 Ore ha dato notizia pochi giorni fa di una sentenza della Cassazione Civile (n. 22209/2013) la quale afferma senza mezzi termini che tutte le S.p.A. a partecipazione pubblica sono soggette a fallimento, anche se svolgono servizi pubblici essenziali.

Soltanto pochi mesi fa il Tribunale di Avezzano aveva aderito all’orientamento contrario respingendo la richiesta del CAM di essere ammesso a concordato preventivo.

E’ possibile pertanto che assisteremo al fallimento, una dopo l’altra, delle sei società di gestione del Servizio Idrico Integrato abruzzese gravate da debiti milionari. Le prime candidate al default sono CAM (Marsica), ACA (Pescara), Ruzzo Reti (Teramo).

Le conseguenze per utenti, lavoratori e fornitori/creditori rischiano di essere pesanti.

site-marsica-n-5-2005.jpgNel frattempo la politica e la dirigenza abruzzese non indicano alcuna reale via di uscita, mentre preannunciano de facto scenari di privatizzazione del Servizio Idrico.

Un primo segnale in tal senso è la nota prot. 337/U del 28/10/2013 del Commissario Unico Straordinario, nonché Direttore Regionale, ing. Pierluigi Caputi, che ha intimato ai Gestori attuali di produrre entro pochi giorni una “relazione” attestante la regolare gestione del Servizio dal punto di vista tecnico ed economico a pena di revoca dell’affidamento a partire dal 1 gennaio 2014.

Nella stessa nota Caputi prefigura la possibilità che in mancanza della suddetta relazione si passi ad altra forma di gestione del Servizio Idrico.

Orbene, nessuno degli attuali gestori sarà in grado di produrre la suddetta relazione perché nessuno di essi si trova in situazione di equilibrio economico/gestionale: dobbiamo quindi attenderci che il 1 gennaio 2014 cesserà l’affidamento al CAM, all’ACA, etc.

Ma le norme del D.L. 179/2012 non dicono affatto che la cessazione del singolo affidamento all’attuale gestore implica il passaggio ad altra forma gestionale: questa è una libera interpretazione di Caputi, alquanto preoccupante.

site-marsica-n-9-2006.jpgAltro passaggio significativo è la conferenza Stampa del governatore Chiodi che si è tenuta ieri 22 novembre a Pescara. Il Presidente della Regione ha lanciato accuse pesantissime ai Comuni e agli amministratori delle società di gestione, enumerando i debiti delle stesse (105 mln. per ACA, 95 mln per Ruzzo Reti, 62 mln. per il CAM, 42 mln. per Sasi) accusandoli di aver agito “fuori da ogni logica gestionale e di mercato”,  a partire dalle spropositate assunzioni di personale amministrativo, con conseguenze gravissime sul fronte della (mancata) depurazione delle acque. Chiodi ha ribadito di non volere la privatizzazione del Servizio Idrico Integrato, ma tutti i presenti in aula hanno capito che questo scenario non è affatto remoto.

Ripetiamo la solita domanda: Chiodi e Caputi dov’erano in questi anni?

La politica marsicana e abruzzese cercheranno di evitare che il crack del Servizio Idrico abruzzese esploda prima delle elezioni regionali, ma temiamo che non siano in grado di fornire una soluzione definitiva al grave problema. Il nostro timore è che prima o poi possano verificarsi scenari da incubo come quello che si sta concretando  in questi giorni a Genova, dove è sprofondata, sommersa dai debiti, la società che gestisce un altro importante servizio pubblico, quello del trasporto locale, con scioperi dei lavoratori e disagi enormi per gli utenti.

Per prudenza è il caso di cacciare da cantine e soffitte le taniche…

Roger (per “Il Martello del Fucino”)

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