“Natale a Giunta Di Pangrazio” – Avezzano: assessore De Cesare insulta pubblicamente il Papa

Doppia tegola sulla testa del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio. L'Assessore De Cesare insulta pubblicamente il Papa. E Mario Taroni, membro dello staff del sindaco, mette il suo like

Lorenzo De Cesare, il settimo degli assessori entrato nella Giunta Di Pangrazio, oggi ha sferrato un durissimo attacco a Papa Francesco. Lo ha fatto il giorno di Natale, uno dei giorni più sacri per i cristiani e per la Chiesa Cattolica.

Più che “Natale a casa Cupiello”, quello andato in onda oggi è “Natale nella giunta di Pangrazio”. Con risvolti che rischiano di essere molto pesanti per la Giunta Comunale e per lo staff del sindaco Di Pangrazio. Ma andiamo per ordine.

Oggi alle ore alle ore 16,30 l’assessore Lorenzo De Cesare pubblica sul suo profilo facebook un post con insulti inqualificabili indirizzati alla Chiesa e al Papa. Questo il post:

Il post, probabilmente è stato scritto a conclusione del pranzo di Natale. Sarà stato per la digestione difficile oppure per il correttore automatico, il testo presenta comunque diversi errori di battitura e anche qualche termine, diciamolo pure, sconclusionato. Però i feroci insulti sono fin troppo chiari. E anche i destinatari: Chiesa cattolica e Papa.

Un episodio grave, che sarà destinato ad alimentare le polemiche, anche per il ruolo istituzionale ricoperto da Lorenzo De Cesare, che da poco è stato nominato assessore della Giunta Di Pangrazio.

La seconda tegola per il sindaco Di Pangrazio arriva con i likes. Tra i primi ad apparire sotto il post di De Cesare è il like di un nome che farà discutere: Mario Taroni, da poco assunto proprio nello staff del sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio. Guarda qui:

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 23 – La notizia del post dell’Assessore De Cesare e del like di Mario Taroni, componente dello staff del sindaco Di Pangrazio, ha scatenato molte polemiche sui social. Dopo alcune ore, l’assessore De Cesare ha sostituito il post originario con gli insulti al Papa con un altro molto più sobrio e inocuo, con cui se la piglia genericamente con i “regimi comunisti”. Eccolo:

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