Mercato del sabato – Avezzano paralizzata per 500 euro lordi e «spese e cocci sono tuoi»

Passerotti nel mirino per il ritorno del mercato a Piazza Torlonia: “chi paga i danni?” Il conto della serva: i 500 euro lordi per “affittare” il centro di Avezzano non coprono nemmeno i costi vivi sostenuti dal Comune. La mappa delle strade bloccate

L’operazione è ancora tutta in fase di verifica ma intanto la notizia è che fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo il mercato del sabato tornerà a Piazza Torlonia. Dopo un anno e mezzo e 400mila euro spesi dal Comune per riqualificare l’intera aerea, le oltre 120 bancarelle torneranno così ad occupare la storica piazza per 52 giorni l’anno. Ed è polemica.

Passerotti nel mirino

La decisione di trasferire il mercato settimanale a Piazza Torlonia è del commissario Mauro Passerotti, il funzionario del Ministero dell’interno che fino alle prossime elezioni amministrative di maggio riassume in se le funzioni di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale della città.

Più di un cittadino comincia ad avanzare dubbi sull’opportunità e persino sulla legittimità di questa decisione di Passerotti: “Quello del commissario è un mandato di supplenza – fanno notare – quindi dovrebbe occuparsi dell’ordinaria amministrazione, mentre una decisione come quella sulla collocazione del mercato settimanale sarebbe invece straordinaria”. Maliziosamente, i critici fanno anche notare: “È singolare che un’operazione di questo genere venga compiuta a ridosso delle elezioni amministrative in cui i cittadini sono chiamati a decidere, con il proprio voto, proprio sul futuro della città in cui vivono“.

Dubbi di legittimità a cui si aggiungono le contestazioni sul metodo seguito. A quanto è dato sapere, da parte del Comune non ci sarebbe stata nessuna consultazione dei residenti, dei titolari delle attività economiche presenti a piazza Torlonia – e più in generale delle associazioni e di tutti i cittadini – su una scelta che condizionerà per 52 giorni l’anno la mobilità di tutta la città. Risulta invece che ad essere stati sentiti sarebbero solo i beneficiari diretti di questa soluzione, cioè gli ambulanti stessi e i titolari di una mezza dozzina di bar presenti nell’area.

L’accusa a Passerotti, in sintesi, è quella di aver ceduto solo ai desiderata dei 112 ambulanti (di cui almeno il 60% non sono di Avezzano) che, lo ricordiamo per inciso, per mesi hanno esercitato nei confronti del Comune una fortissima attività di lobbying.

La mappa del nuovo mercato

La novità più vistosa è che, a differenza del passato, le bancarelle occuperanno anche l’importante arteria di via Mazzini fino all’incrocio con via Corradini. In totale saranno 2 le piazze interdette, 7 le strade occupate e 8 quelle bloccate, la pista ciclabile obliterata nel punto d’arrivo e parcheggi cancellati, con adiacenti alla bancarelle strutture sensibili come 2 scuole, la caserma della Compagnia dei Carabinieri e gli uffici comunali. In totale si tratta di duemila metri quadri di piazza e di un chilometro e mezzo di strade centrali che per 52 giorni l’anno saranno interdetti alla circolazione con pesanti e prevedibili ripercussioni sul traffico dell’intero centro cittadino.

Le cifre del mercato e il conto della serva

I circa 120 titolari di piazzole per le bancarelle pagano al Comune in media 250 euro l’anno ciascuno per la TOSAP, la tassa di occupazione suolo pubblico. Facendo due conti risulta che ognuno dei 52 sabati una bancarella paga quindi meno di 5 euro, anche quelle che somministrano cibo e che possono arrivare ad incassare in una sola giornata di mercato anche migliaia di euro.

Le entrate annuali per il Comune ammontano invece a un totale di circa 30mila euro, che fanno 577 euro per ogni sabato. Lordi, naturalmente. In cambio il Comune deve però sobbarcarsi le spese vive per la vigilanza e quelle per la raccolta, la differenziazione e lo smaltimento dei rifiuti. E’ evidente che il saldo economico finale per le casse comunali risulta senz’altro negativo.

Tanto per fare un paragone, per noleggiare una giornata il Teatro dei Marsi il Comune chiede 1.500 euro (750 senza fine di lucro). Il centro cittadino si affitta quindi per un terzo del teatro.

Non sono invece previste forme di indennizzo per i residenti e per le attività economiche e produttive, che difatto subiscono direttamente i danni e i disagi provocati loro dalla presenza del mercato settimanale. Al riguardo non ci sono cifre perché tali aspetti non sono neanche stati tenuti in considerazione da chi doveva preoccuparsi delle ricadute sulla città che comunque, a detta dei promotori, ne guadagnerà in “socializzazione” o in un presunto rilancio del centro. Un monitoraggio in tal senso verrà implementato, in futuro. Forse.

I danni: «…e i cocci sono tuoi»

Come si è visto il Comune applica la vecchia regola: privatizzare i profitti e socializzare perdite e disagi. Una voce importante e mai quantificata sono invece gli ingenti danni prodotti al patrimonio pubblico, ma a quanto pare anche per il mercato a Piazza Torlonia non è prevista nessuna forma di regolamento o di assicurazione contro i danneggiamenti.

Non saranno certo i firmatari delle relative delibere, determine e autorizzazioni a rispondere in solido degli eventuali danni prodotti dalla loro scelta. Sarà quindi la collettività a doversi sobbarcare l’onere di risarcimenti o ripristini che difficilmente troveranno responsabili.

Per avere la misura dei danni che la presenza del mercato settimanale provocherà a piazza Torlonia appena riqualificata, basterà attendere qualche sabato di attività. Intanto, per avere una idea, possiamo però vedere quelli causati da un altro mercato settimanale. Si tratta del mercatino che si tiene ogni mercoledì nel catino di Piazza Risorgimento. Ecco le foto

Piazza Torlonia e la pista ciclabile

Il parco cittadino è stato appena restaurato con una spesa di circa 400mila euro di soldi pubblici. Anche senza tener conto del rischio di devastazione che l’area verde corre per stare al centro del mercato (non solo il manto erboso ma anche per il sistema di irrigazione a scomparsa), chi volesse raggiungerlo per poterne usufruire avrebbe difficoltà a farlo: anche in questo caso dovrebbe fare i conti con il traffico, la mancanza assoluta di parcheggi, le strade interrotte e gli accessi bloccati.

Inoltre le bancarelle lato nord verranno disposte proprio sulla pista ciclabile e per far ciò verranno rimossi i dissuasori che la delimitano. A sud, invece, saranno a ridosso delle aiuole. Vedi foto

Il nodo sicurezza

Secondo la Direttiva Gabrielli sulla sicurezza, gli accessi alle aree pedonali delle manifestazioni altamente frequentate vanno bloccati per evitare i rischi di investimenti con furgoni o altri mezzi pesanti. A quanto pare ad Avezzano ciò vale anche per i mezzi di soccorso: per poter accedere e uscire dall’area in caso di emergenza si dovranno prima rimuovere i blocchi e poi districarsi fra le bancarelle. Con buona pace dell’urgenza.

C’è anche da sperare che tutti abbiano rispettato le distanze previste: chi ha frequentato il mercato di Avezzano sa benissimo che la teoria è ben lontana dalla pratica.

Allo stato attuale del regolamento le sanzioni non prevedono interdizioni quindi se conviene di più pagare una eventuale multa che adeguarsi, la sicurezza va a farsi benedire. Anche per la caserma dei Carabinieri è previsto un passaggio tortuoso verso ovest fra i pedoni.

Statisticamente una o due manifestazioni del genere in città in un anno non sarebbero un problema ma la faccenda diventa seria se la questione si presenta una volta a settimana. Di seguito le foto del vecchio mercato a Piazza Torlonia.

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