Mega discarica di Celano – Accertati smaltimenti illegali di rifiuti. Nessun colpevole

Migliaia di metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi smaltiti per anni su decine di ettari di terreni agricoli. Archiviazione inchiesta è l’ammissione di un fallimento per Procura, forze dell’ordine, amministrazioni locali. E cittadini

Celano - Incendio 8 agosto 2008

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

Archiviata l’inchiesta sullo smaltimento illegale di rifiuti, anche speciali e pericolosi, su decine di ettari di terreno agricolo in località San Marcello a Celano. Restituiti ai proprietari i terreni sequestrati nel 2016.

Ad emmettere il Decreto di archiviazione, su richiesta del Pm Maurizio Maria Cerrato, è stata la dott.ssa Daria Lombardi, Giudice per le indagini preliminari.

In tale provvedimento, giudice e magistrato prendono atto che non è stato loro possibile individuare i colpevoli dello smaltimento illegale di rifiuti di ogni genere, compresi quelli speciali e pericolosi.

Ma nello stesso decreto si afferma anche, chiaramente, che le indagini hanno comunque accertato che sulle decine di ettari di terreno agricolo che circondano la discarica comunale e l’aviosuperficie di Celano, per anni, sono stati smaltiti e tombati illegalalmente migliaia di metri cubi di rifiuti.

A lasciare interdetti, è che tutto ciò è avvenuto intorno alla discarica comunale, in una zona non proprio isolata, a poche centinaia di metri dalla Tiburtina e dal casello autostradale. Tutto alla luce del sole insomma. Ma a quanto pare, per anni, nessuno ha visto.

A rivelare per prima l’esistenza della mega discarica di Celano all’opinione pubblica – con tanto di video e galleria fotografica – fu proprio la nostra testata, con questo articolo pubblicato il 29 marzo 2009. Un articolo che consigliamo di rileggere:

Il materiale video e fotografico raccolto da SITe.it fu acquisito dagli uomini della forestale della stazione di Celano, che aprì un fascicolo. Oltre alla Procura, fu avvertita l’Arta e un sopralluogo con i tecnici dell’agenzia regionale per l’ambiente fu programmato per la mattina del 6 aprile 2009: il sisma fece saltare quei controlli e forse fu proprio la polvere delle macerie dell’Aquila a posarsi definitivamente su questa prima indagine.

Nel 2014 parte una seconda indagine. Ad avviarla, a seguito di un esposto anonimo, i carabinieri del Noe di Pescara. Nel 2015, i militari dell’arma mettono in scena una spettacolare operazione – ad uso e consumo dei media – seguita nel 2016 dal sequestro di ettari di terreno, che nel frattempo vengono quantificati in 44.

Dodici anni, nessun colpevole

A dare la misura del fallimento dell’inchiesta sulla mega discarica sono anche le date. Il Decreto di archiviazione è stato emesso nel gennaio 2021 dal Giudice per le indagini preliminari: peccato che le prime indagini erano iniziate quasi 12 anni prima, nel marzo 2009.

Ma a parte il tempo trascorso senza esito, sono soprattutto le motivazioni con cui l’inchiesta viene archiviata a lasciare l’amaro in bocca. Si legge nel Decreto:

Non risulta possibile stabilire con certezza la data di commissione degli illeciti, posto che il sito in questione, nel corso di almeno un trentennio, è stato teatro di deposito incontrollato ed indiscriminato di materiali”.

Traducendo il linguaggio burocratico dei magistrati, il senso è questo: “In località San Marcello, a Celano, gli smaltimenti illegali di ogni tipo di rifiuti ci sono stati per anni, ma non siamo in grado di identificare i colpevoli. Quindi, archiviamo”. Punto.

A dare l’idea del volume e della tipologia degli smaltimenti illegali accertati nel corso delle indagini, sono proprio alcuni passaggi contenuti nel Decreto di archiviazione. Questi alcuni stralci:

[…] “individuate diverse aree che nel corso degli anni erano state oggetto di abbandono di rifiuti direttamente sul piano di campagna, di altre aree precedentemente adibite ad attività estrattiva e successivamente colmate totalmente o parzialmente con rifiuti ed aree con evidenze di movimentazioni di terreni e suoli al di sopra di aree utilizzate a fini agricoli”. […] Queste aree mostrano, inoltre, estesa presenza di cumuli di rifiuti verosibilmente messi in posto da mezzi pesanti e con tecnica di coltivazione sistematica. […] Veniva, inoltre, dedotto, a seguito dei predetti accertamenti in loco che gli smaltimenti illeciti non fossero riconducibili a singoli individui, che avevano commesso sporadici ed isolati abbandoni di rifiuti, ma da organizzati smaltimenti di rifiuti urbani e di rifiuti speciali industriali, anche con materiali provenienti da altre zone del territorio nazionale. […] In data 15 luglio 2016 venivano effettuati ulteriori accertamenti ad opera della medesima Res Gea srl, dai quali emergeva la presenza di fluidi nei terreni, potenzialmente riconducibili a percolato, mentre veniva rilevato ulteriore materiale di natura dubbia, non riconducibile al contesto geologico stratigrafico locale“.

La soddisfazione del sindaco di Celano

Alla notizia dell’archiviazione dell’inchiesta il Sindaco di Celano Settimio Santilli ha espresso subito sui social tutta la sua soddisfazione con queste parole:

Per coloro che hanno la memoria corta e dipinsero Celano per quello che non è mai stata e mai sarà! «Discarica di San Marcello dissequestrata. Dopo 7 anni, indagine chiusa ed archiviata. NESSUNA “TERRA DEI FUOCHI” A CELANO»

Una soddisfazione decisamente esagerata quella del Sindaco: forse Santilli non aveva ancora letto il contenuto completo del Decreto di archviazione. Una soddisfazione comunque rilanciata attraverso i comunicati stampa ripresi pari pari da molte testate.

Del tema, ha annunciato subito il Presidente del consiglio comunale celanese, se ne parlerà nel prossimo consiglio straordinario di sabato 13 febbraio. Il consigliere di opposizione Calvino Cotturone, contattato per un commento, ci ha dichiarato che dal Comune gli è stato risposto che la copia del Decreto gli sarà consegnata solo sabato.

Per chi vuole consultare il Decreto completo può scaricarlo QUI

GALLERIA FOTOGRAFICA MARZO 2009:

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