Malagestio Cam – Udienza rinviata a dicembre: ombre sulle elezioni comunali

Per molti dei personaggi coinvolti nei processi legati all'Affaire Cam, potrebbero presentarsi problemi di ineleggibilità alle cariche di sindaco, consigliere e assessore

Rinviata al 28 dicembre l’udienza sulla presunta Malagestio del CAM e sulla richiesta di risarcimento danni da 18 milioni 791mila euro.

A differire la data dell’udienza, inizialmente fissata per il 1 giugno, è stato il giudice Giovanni Spagnoli della Sezione specializzata in materia di imprese del Tribunale ordinario di L’Aquila.

Ricordiamo che a innescare questo procedimento giudiziario, fu la famigerata “Azione di responsabilità” promossa dall’attuale governance del Cam sull’onda della cosiddetta “Operazione verità” lanciata dall’allora sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis. L’azione fu deliberata all’unanimità dei presenti nel corso di una memorabile Assemblea dei Comuni soci aperta il 15 e chiusa il 20 maggio 2019: per leggere l’avvincente cronaca di quell’assemblea in due atti LEGGI QUI.

Inizialmente il Tribunale era stato chiamato a decidere sulle eventuali responsabilità di ben 25 componenti dei Consigli di sorveglianza e dei Collegi dei sindaci revisori che si sono succeduti dal 2008 al 2017 alla guida del Consorzio acquedottistico marsicano. Questi i nomi:

Gianfranco Tedeschi, Danilo Lucangeli, Ettore Scatena, Pasqualino Tarquini, Berardino Franchi, Pasqualino Di Cristofano, Lorenzo De Cesare, Andrea Ziruolo, Erminio Ciarlini Luca, Giuseppe Venturini, Lucia Falcetelli, Armando Floris, Fabio Coglitore, Antonio Lombardi, Ferdinando Boccia, Antonino Lusi, Bruno Ranati, Dario De Luca, Mario Mazzetti, Mario Quaglieri, Paolo Antonio Pagliari, Giovanni Di Pangrazio, Paola Attili e Mariano Santomaggio.

Secondo l’attuale dirigenza del Cam le 25 persone chiamate a giudizio “avrebbero commesso svariate irregolarità nella gestione di Cam spa, arrecando gravissimo danno alla società ed indirettamente a tutti i 30 Comuni soci del consorzio acquedottistico”. Le accuse, ovviamente, sono ancora tutte da dimostrare in tribunale.

Anche i cacciatori diventano preda

Nella prima udienza, tenutasi nel febbraio scorso, si registra però un clamoroso colpo di scena. Il giudice Stefano Iannaccone accoglie la richiesta di Paola Attili, ex Presidente del Consiglio di gestione, che respinge le accuse e reagisce chiamando in causa tutti i Comuni soci e l’Ersi. Secondo la Attili, tutti i soci, così come gli enti deputati al controllo analogo (Ato ed Ersi), già dal 2012 erano perfettamente a conoscenza della reale situazione debitoria in cui versava il Cam e quindi la causa del dissesto non sarebbe da ricercare tra i dirigenti ma tra i soci, cioè tra chi aveva puntato il dito contro i dirigenti.

Così alla allegra brigata della prima ora, si sono aggiunti anche tutti i 30 Comuni soci e l’Ersi, Ente regionale servizio idrico integrato. In barba al distanziamento sociale, l’aula del tribunale diventa molto affollata mentre il fascicolo del processo assomiglia sempre più alla trama di un’opera di Franz Kafka.

Lo spettro del Cam sulle elezioni amministrative

Le elezioni amministative dovrebbero tenersi nel prossimo autunno, mentre l’udienza per la vicenda Cam è fissata al 28 dicembre. I risvolti giudiziari del Consorzio acquedottostico marsicano rischiano però di riflettersi anche sulle prossime elezioni: sono ben 12 i Comuni marsicani chiamati al voto. Secondo alcuni osservatori, per molti dei personaggi coinvolti nei processi legati all’Affaire Cam, potrebbero presentarsi problemi di ineleggibilità alle cariche di sindaco, consigliere e assessore. L’articolo 63 del Testo Unico degli Enti Locali, infatti, stabilisce che lil ruolo di eletto è incompatibile con quello di soggetto che ha una lite pendente con l’Ente che si vorrebbe rappresentare.

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CAM, IL BUCO CON L’ACQUA INTORNO

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