Ma dove sta andando LFOUNDRY?

COMUNICATO STAMPA

In occasione dell’incontro odierno con la direzione aziendale è emerso in maniera dirompente un quadro quantomeno incerto sul presente e sul futuro dello stabilimento LFoundry di Avezzano. Ne è riprova sia il mancato riconoscimento a parte del personale dell’aumento contrattuale previsto dal ccnl a partire dal 1 giugno, sia l’esodo da parte di un numero sempre più cospicuo di lavoratori con alte professionalità e competenze che scelgono di lasciare l’azienda e abbandonare il territorio.

Inaccettabile il tentativo messo in atto dall’amministratore delegato Marcello D’Antiochia che, di fronte ai guasti riconducibili solo e soltanto a scelte manageriali, tenta di addossarne goffamente la responsabilità in modo più o meno diretto ai lavoratori.

A tal proposito va purtroppo sottolineato quanto il CDS avviato più di 18 mesi fa con l’avallo di tutte le OO.SS. ad eccezione della sola FIOM, abbia collocato in “coma farmacologico” un’azienda che invece aveva già allora bisogno di una cura da cavallo, ossia di essere seguita passo passo dalle Istituzioni in tutti quei processi che invece in totale autonomia ha messo in atto e che oggi si rivelano privi di garanzie per i Lavoratori e per il futuro del sito. L’amministratore delegato sostiene che lo stabilimento debba essere reso competitivo rispetto ai concorrenti prevalentemente asiatici; ma come si fa a ritenere perseguibile questo obiettivo se riferito a una realtà trentennale quale è lo stabilimento avezzanese, il cui valore è piuttosto rappresentato da esperienza, competenza e qualità dei prodotti?

Se da un lato l’azienda oggi ha buttato fumo negli occhi parlando di acquisizioni di nuove realtà che affiancherebbero LFoundry, dall’altro continua a essere avvolto da un alone di mistero il mix e la quantità di produzioni che dovrebbero garantire sostentamento e sviluppo allo stabilimento.

L’unica cosa chiara è che l’azienda è pronta a trasformare pezzi di salario consolidato in salario variabile, spacciando questa operazione per “sistema incentivante”, senza spiegare chiaramente COSA andrebbe prodotto e con quali prospettive di mercato.

Per il resto il copione è sempre lo stesso: in ogni riunione viene rimesso in discussione ciò che è stato sostenuto nell’incontro precedente, come la tela di Penelope! Intanto il tempo passa e la situazione si aggroviglia! A pensar male si direbbe che dietro questo imbarazzante susseguirsi di incontri inconcludenti ci sia il tentativo maldestro dell’azienda di costruirsi un alibi per poter dire che se le cose non si fanno è per colpa del sindacato…

Ci si chiede se l’azienda abbia chiara la direzione da seguire o se, invece, non sia in balia della tempesta perfetta.

La FIOM si è già attivata per richiamare l’attenzione del Presidente della Regione Abruzzo e dell’Assessore alle attività produttive su questa importantissima realtà industriale del nostro territorio e ritiene necessaria e urgente anche una verifica della situazione complessiva presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

L’auspicio è che non sia sottovalutato quanto accande in LFoundry, perché il nostro territorio non è davvero in grado di poter assorbire una crisi del più grande insediamento produttivo della provincia.

Avezzano, 1 luglio 2020

FIOM-CGIL provincia L’Aquila – Comitato Iscritti FIOM-CGIL

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